Elezioni di primavera: i problemi del centrodestra di Sona

Che il nostro Comune sia a trazione di destra è un dato di fatto: pur con qualche redistribuzione di voti all’interno della coalizione, dal 2018 i partiti di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega (la fu Nord) hanno sempre capitalizzato complessivamente dal 50 a oltre il 60% dei consensi (come alle ultime elezioni politiche).

Eppure, a livello locale l’attività civica è (stata) quasi inesistente negli ultimi anni: un circolo di Forza Italia non c’è, e la voce politica sembra essere catalizzata solo da Maurizio Moletta, da anni portavoce (di fatto) dell’area tosiana sul territorio sonese e oggi sostenitore del candidato Dalla Valentina alle prossime elezioni. La presenza o meno del simbolo di Forza Italia nella coalizione di Dalla Valentina sarà una scelta che passerà al vaglio di Moletta.

Situazione diversa, invece, per Fratelli d’Italia: il circolo di Sona esiste da fine luglio 2021, ma non si è mai affacciato sul territorio in modo determinato, né a livello mediatico (azione tanto efficace quanto semplice) né attraverso incontri con la cittadinanza. Fa eccezione, tuttavia, l’evento organizzato in occasione delle elezioni politiche del 25 settembre; il circolo di Fratelli d’Italia era fra gli organizzatori della serata, ma gli ospiti e gli argomenti toccati erano tutt’altro che locali: presidenzialismo, detassazione e autonomia sono argomenti interessantissimi, ma alle prossime elezioni comunali i cittadini cercheranno risposte in merito alle questioni ambientali del territorio (Sun Oil, Tav, Matco e Cà di Capri), a progetti di riqualificazione urbana, a iniziative culturali e sociali. E la lista potrebbe continuare.

Dopo l’intervista al referente Alberto Dalla Pellegrina (da cui si capisce molto – o nulla, dipende dai punti di vista – sul circolo sonese di Fratelli d’Italia), oggi il baricentro politico all’interno della coalizione di centrodestra pesa inevitabilmente sulla Lega, la cui attività, tuttavia, è circoscritta principalmente al Consiglio comunale, con un taglio spesso più politico che civico.

Il recente scontro contro il sindaco sui manifesti e sull’ampliamento della baita degli alpini di Lugagnano, portato avanti in particolare dal trio consiliare leghista Pesce, Di Stefano e Tortella, è un primo punto segnato sulla propria agenda, di cui, però, non si conoscono ancora i dettagli.

Anche Gualtiero Mazzi, ex sindaco e segretario della Lega di Sona, ha affermato al Baco che il centrodestra alle prossime elezioni si presenterà unito e con un programma condiviso, ma ancora tutto tace e non è stato trovato un ruolo sulla scacchiera politica locale. Fra l’altro, è passato più di un mese da quando lo stesso Dalla Pellegrina di FdI ha dichiarato al Baco che “a breve ci presenteremo ai cittadini”. Ma quanto “breve”?

A complicare il contesto, già di per sé incerto e traballante, si aggiungono due elementi che meritano una seria considerazione: il fattore tempo e il rischio di astensionismo.

Sul primo punto, salvo ulteriori sorprese, il centrodestra è già in ritardo rispetto agli altri gruppi e candidati, che giusto in queste settimane si stanno presentando alla cittadinanza: mercoledì scorso, infatti, le danze della campagna elettorale sono state aperte da “Sona Domani” e “Scelta per Sona”, giovedì 23 febbraio toccherà alla coalizione del candidato Gianfranco Dalla Valentina e, a breve, sarà il turno anche di “Direzione Sona” del trio Cimichella, Merzi e Bellotti.

Senza un’agenda forte e originale, una presentazione tardiva dei candidati e del proprio programma implicherebbe una campagna elettorale frettolosa, inseguendo gli argomenti degli avversari che stanno iniziando a dettare l’agenda e godono di un certo vantaggio per farsi conoscere alla cittadinanza.

Per la Lega, infatti, la campagna elettorale del 2018 dovrebbe suonare come un memento: il tempismo della candidatura di Flavio Bonometti a poco più di un mese dalle elezioni (al secondo tentativo, peraltro, ma questa è un’altra storia) non ha probabilmente giovato al risultato elettorale.

Il secondo aspetto da monitorare è il partito dei non votanti: le recenti elezioni in Lombardia e Lazio, pur sancendo la vittoria del centrodestra, hanno registrato un record negativo di affluenza ai seggi elettorali. Nella percezione comune, infatti, la politica sta diventando sempre più irrilevante e incapace di cambiare, migliorare o anche protestare contro lo status quo. Alzare o mantenere alta l’asticella delle promesse e delle aspettative rischia di essere un’arma a doppio taglio, dato che il loro fallimento o ridimensionamento allargherebbero il solco dell’antipolitica.

Combattere questa disaffezione galoppante non è, ovviamente, un compito o una prerogativa solo delle liste di centrodestra, ma anche di tutti gli altri gruppi che si candideranno alle elezioni. Ma per farlo occorrono tempo e presenza fra la gente e sul territorio, caratteristiche che oggi all’interno del centrodestra sonese di certo non brillano.

Anche in questa tornata elettorale, dunque, il centrodestra di Sona sta perdendo l’occasione di dimostrare il suo potenziale, essendo ancora privo, mentre scriviamo questo articolo, di un programma concreto e realistico e di un candidato sindaco che sappia essere civico e rappresentante di un gruppo corale (e non ristretto al solo Consiglio comunale).

Curioso, perché è proprio dal centrodestra che provengono i tre ingredienti principali per la ricetta vincente: unità della coalizione, il pragmatismo di Zaia e il (recente) moderatismo di Meloni.

Per conoscere tutto sul prossimo voto a Sona consulta la sezione speciale del nostro sito dedicata alle elezioni amministrative 2023.

Gianmaria Busatta
Nato nel 1994 e originario di Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di servizi. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.