Elezioni a Sommacampagna. Il candidato sindaco Giandomenico Allegri: “Ecco le mie idee e i miei progetti”

In occasione delle elezioni del sindaco e del Consiglio Comunale nel Comune di Sommacampagna, il Baco dedica un servizio sui programmi, le idee e le persone dei due candidati sindaci protagonisti del voto dell’8 e 9 giugno, Fabrizio Bertolaso e Giandomenico Allegri. Il servizio comprenderà per ciascun candidato questa intervista, cui seguirà nei prossimi giorni una videointervista in cui verranno spiegate anche le posizioni sui motivi della rottura che si è creata nella giunta, l’idea di cosa debba essere e cosa debba fare un sindaco, il loro pensiero sul rivale in questa tesa campagna elettorale. E molto altro.

In questa sede incontriamo Giandomenico Allegri, sostenuto dalla coalizione civica “Allegri sindaco per Custoza Caselle Sommacampagna”, che comprende al suo interno anche i gruppi “Sommacampagna popolare” e “Insieme per Caselle”.

Si presenti ai nostri lettori.
Mi chiamo Giandomenico Allegri, ho 55 anni, sono sposato con Sara e ho due figlie. Sono laureato in scienza dell’informazione a Milano e ho un’azienda di 33 anni con una decina di dipendenti con sede a Sommacampagna che si occupa di sviluppo software. Negli ultimi dieci anni ho ricoperto la carica nel Comune di Sommacampagna di Assessore all’edilizia, all’urbanistica e all’agricoltura, e negli ultimi cinque anni sono stato Assessore ai lavori pubblici e Vicesindaco. Per circa un anno mi è stata affidata la carica di Vicesindaco anche nell’amministrazione di Graziella Manzato. Ha ricoperto ruoli anche in aziende partecipate tra cui Acque Vive, il CdA di Acque Veronesi, sono stato consigliere provinciale per due anni e attualmente appartengo al CdA del Consorzio ZAI. La mia esperienza mi permette di avere una conoscenza ampia del territorio veronese.

Veniamo, ora, al Comune di Sommacampagna con le sue tre frazioni. Quali sono, a suo avviso, gli obiettivi rimasti incompiuti o ancora in fase di raggiungimento rispetto alla vostra passata esperienza amministrativa? Ed eventualmente come si coniugano col vostro programma elettorale?
Gli obiettivi che ci siamo posti nell’amministrazione precedente e di cui mi sono direttamente occupato hanno riguardato soprattutto la viabilità a Caselle e a Sommacampagna – un problema meno presente a Custoza, che invece soffre di più il mantenimento dei servizi.

Partiamo da Caselle.
Nel 2016 abbiamo presentato un piano che stiamo ancora realizzando grazie alle opere compensative della TAV, di cui mi sono occupato come assessore durante l’amministrazione Manzato; alcune di queste, infatti, sono già state realizzate, come la rotonda di via Rampa e tutta la parte nuova di via Canova, che è diventata un asse alternativo al transito per il centro storico attraverso le tre rotatorie. Inoltre, sono riuscito a ottenere la demolizione della ex Gecofin e il completamento di Via Ciro Ferrari, che diventa un’alternativa a Via Verona, che a sua volta vorrei riqualificare e rendere una via residenziale e meno trafficata rispetto a oggi. Per continuare l’alleggerimento del traffico su Caselle è necessario, infine, completare la variante di via dell’Artigianato.

In cosa consiste?
Si tratta di un’opera concepita nel 2016 sempre in quel piano che abbiamo presentato come amministrazione. La variante è stata realizzata grazie anche alla collaborazione economica di vari enti: la Provincia e l’Aeroporto con un contributo di 800 mila Euro ciascuno, e il Consorzio ZAI con 500 mila Euro. Un esborso, quest’ultimo, che per la prima volta in 70 anni circa viene destinato a un territorio che non appartiene al Comune di Verona. Posso oggi confermare che il costo dell’opera è, tuttavia, complessivamente aumentato, passando da 2,45 milioni a 2,7 milioni di Euro. A fronte di ciò, è aumentato di 225 mila euro anche il contributo della Provincia.

Quindi la rimanenza rimane a carico del bilancio comunale?
Esattamente. L’opera ci consentirà, da una parte, di eliminare il cavalcavia in quota, uno dei punti più pericolosi del paese e, oltretutto, non poco inquinante, dato che salire e scendere col proprio autoveicolo comporta un aumento delle emissioni; dall’altra, di migliorare e semplificare la viabilità, permettendo ai viaggiatori che si trovano davanti all’Ovo Mattino di procedere verso l’aeroporto e immettersi lì nelle tangenziali, senza dover tornare indietro verso Caselle attraverso Via Ciro Ferrari.

Il progetto di quest’opera è stato il frutto di un lavoro di squadra in amministrazione?
Le delibere sono state votate da tutti ed è chiaro che c’è sempre stato un lavoro di squadra, ma quest’opera e le compensazioni della TAV sono state figlie soprattutto della mia attività. Come ho ricordato in qualche incontro pubblico con la cittadinanza, l’opera relativa alla variante di Via dell’Artigianato mi è stata suggerita e caldeggiata da un ex Consigliere comunale di Caselle, Gianfranco Adamoli. La rotatoria davanti alla SVAI, inoltre, ci consente di portare in zona industriale il capolinea dell’autobus urbano 24, che oggi si ferma nel centro di Caselle. Ciò comporta, da una parte, un alleggerimento del traffico in paese negli orari di punta, dato che ci sono corse ogni 20 minuti; dall’altra, lo spostamento del capolinea può rappresentare un incentivo a utilizzare i mezzi pubblici per coloro che lavorano nelle aziende in quella zona industriale.

La viabilità a Caselle, dunque, è ancora in uno stato di avanzamento lavori.
Esatto, e dobbiamo continuare a seguirla e monitorarla. Ci sono, però, anche altre opportunità, come l’allargamento di due vie della frazione: Via Belvedere in prossimità del collegamento della rotatoria di Via Rampa, e Via Divisione Acqui, oggi una via stretta, anche caratterizzata dalla presenza di piante.

L’allargamento della strada può, però, comportare un aumento della velocità, che può risultare pericoloso in pieno centro abitato.
Dato che vogliamo mantenere Via Divisione Acqui una via urbana, applicheremo sicuramente dei meccanismi che permettano la limitazione della velocità.

Se la soluzione è l’installazione di dossi, c’è il rischio che possa creare rumore verso il vicinato.
Non bisogna installare dossi, ma ci sono delle soluzioni già applicate, ad esempio, in Inghilterra, che prevedono restringimenti momentanei lungo la careggiata. Ecco, una soluzione che sicuramente passerà al vaglio dei nostri tecnici comunali. Probabilmente verrà fatta anche una piccola rotatoria in fondo alla via, di fronte al maneggio, migliorando l’uscita su via Ceolara.

Ci sono altri aspetti del vostro programma che riguardano la frazione di Caselle?
Sicuramente occorre perseguire l’opera di riqualificazione dei centri aggregativi, in particolare il centro sociale, che necessita di una ristrutturazione, a partire dalla riqualificazione energetica; ma anche delle strutture degli impianti sportivi, che oggi risultano parecchio datati. Infine, dato che a Caselle abbiamo un gruppo di circa trecento persone di terza età molto attive e che praticano la ginnastica, occorre trovare per loro spazi di qualità; al momento, a loro e alle associazioni cui appartengono è stata data una risposta parziale e che va migliorata. Abbiamo, infine, un’ulteriore iniziativa per Caselle.

Prego.
Si tratta di un’iniziativa di carattere sociale, ossia l’apertura presso il centro sociale di un centro prelievi attraverso la convenzione con una struttura, che sia pubblica o privata sarà da definire.

Focalizziamoci, ora, su Sommacampagna.
Manca ancora il completamento della piazza della Repubblica, di cui ho seguito il progetto, al fine di valorizzarla come centro per la comunità. Presso la piazza si tiene il Mercato della Terra, che avevo seguito direttamente in qualità di Assessore all’agricoltura. Un evento ormai consolidato, che rappresenta un vanto per il nostro territorio e che permette di integrare il reddito dei nostri commercianti locali. È in corso, inoltre, il completamento della sala civica da 320 posti, di cui abbiamo già finanziato l’acquisto dell’arredo con i residui di bilancio 2023; la sala civica si troverà nei pressi delle scuole medie e del Qbo.

E in merito alla viabilità?
Va portato avanti il dialogo con il Consorzio di Bonifica, alla luce del rifacimento del canale nei pressi della sala civica che stiamo realizzando. I lavori sul canale hanno consentito di liberare spazio sulle sponde, quindi potremo realizzare una pista ciclabile che congiunga le scuole con la cosiddetta zona industriale di Sommacampagna. Sempre in quella zona è nostra intenzione mettere a disposizione ulteriori parcheggi a servizio di Corte Borgogna. Per questa frazione, infine, vi è il progetto della biblioteca: a seguito del recupero delle barchesse di Villa Venier, trasferiremo lì la biblioteca comunale, che potrà godere di più spazi a beneficio, ad esempio, dei bambini o degli studenti universitari attraverso angoli di lettura dedicati o aule studio. Grazie alla presenza di sale civiche e dell’archivio comunale, renderemo, dunque, Villa Venier un importante polo culturale per il nostro territorio. Ecco, mi preme specificare che questa iniziativa è seguita dall’Assessore uscente Eleonora Principe.

Concludiamo con la frazione di Custoza.
Custoza gode di un contesto differente rispetto alle altre due frazioni: ha meno problemi di traffico e più contatto con la natura; ma qui ci dobbiamo impegnare a mantenere i servizi attraverso un forte investimento pubblico.

Dove e in che termini verrà indirizzato tale investimento?
Il nostro obiettivo è mantenere la scuola a Custoza. Il progetto c’è già e prevede la demolizione e ricostruzione della struttura. Questo intervento non ha solo un’importanza urbanistica, in quanto la nuova scuola sarà antisismica ed efficiente dal punto di vista energetico, ma permette anche di mantenere un riferimento fondamentale per la comunità, garantendo la frequenza delle scuole elementari vicino a casa. Questo progetto prevede anche la possibilità di ricavare nella struttura piccole sale civiche che, insieme agli spazi del centro sociale – anch’esso da ristrutturare –, saranno a beneficio della cittadinanza.

Alla luce dei numeri della denatalità sempre più preoccupanti, il rischio di non raggiungere il numero minimo per avviare una classe è sempre più alto in alcuni piccoli paesi. Qualora dovesse succedere a Custoza in un prossimo futuro, cosa potrà diventare quella scuola?
Custoza è già un punto di riferimento scolastico per altre frazioni di altri Comuni. Pertanto, avere una struttura di qualità significa rendere la scuola attrattiva anche per chi non è residente a Custoza. Inoltre, aggiungo che occorre rivedere il piano particolareggiato del centro storico, togliendo alcuni vincoli paesaggistici ed edilizi, permettendo la costruzione di ulteriori abitazioni. Vogliamo che il nostro Comune, inoltre, diventi attrattivo per nuovi residenti, e nel nostro programma dedichiamo un punto anche a favore dei giovani.

Ossia?
Per le giovani famiglie che si insediano sul territorio abbiamo pensato a una soluzione che richiami il “modello Mantova”, cioè una sorta di bonus affitto. Penso sia anche opportuno valutare un contributo del Comune verso quei cittadini che stanno soffrendo l’aumento dei tassi dei mutui, e che permetta loro di abbattere parte della quota interessi.

Al di là di ciò, la frazione di Custoza continua a possedere una connotazione turistica. Sotto quest’ambito avete ulteriori progetti di valorizzazione?
Dopo la ristrutturazione dell’Ossario e il collegamento del Museo del Risorgimento col MuDRi (Museo diffuso del Risorgimento, NdR), questa struttura ora ha bisogno del lancio nazionale. E le potenzialità ci sono tutte. Eleonora (Principe, NdR) si è occupata anche del “Turismo delle Radici”, un progetto nazionale che si rivolge a chi ha intenzione di riscoprire i luoghi, le tradizioni e la cultura dei propri avi; questo progetto declinato sul nostro Comune è stato riconosciuto come il migliore del Nord Italia e ci ha permesso di rappresentare tutti i Comuni del Nord Italia presso la Camera dei Deputati. Ritengo, infine, che abbiamo la potenzialità di promuovere Sommacampagna a livello nazionale come “Città del gusto”, sia per le ottime produzioni agricole sia per la presenza di importanti aziende agroalimentari e ricettive.

Non abbiamo parlato molto del tema sociale. Si registrano, infatti, da una parte, problematiche che possono riguardare determinati disagi giovanili, dall’altra, difficoltà di varia natura sofferte dagli anziani. Che approccio avete riguardo a ciò?
Sommacampagna si distingue da sempre per una qualità dell’assistenza verso le persone socialmente più deboli. La nostra attenzione, però, non è caritatevole, ma aiutiamo quelle persone che aiutano la comunità.

Quali misure nei confronti degli anziani?
Per loro la nostra attenzione è massima, e nel nostro programma proponiamo delle soluzioni concrete. Al fine di risolvere la paura di rimanere soli, noi proponiamo un’iniziativa di co-housing, ossia di avere delle strutture che permettano agli anziani di condividere alcuni servizi.

E per i giovani?
Nel nostro Comune ci sono tantissime iniziative per i giovani, ma non va mai abbassata l’attenzione. I giovani vanno soprattutto coinvolti. Vero, ci sono delle sacche di disagio giovanile, ma la nostra intenzione è far rete e integrare gli enti educativi, ossia scuole, parrocchie e strutture sportive, al fine di coinvolgere adolescenti e giovani in attività e iniziative. Ecco, la nostra comunità deve saper capire il problema e saper trasformare, se possibile, la vitalità dei giovani in qualcosa di positivo per la cittadinanza. C’è un ulteriore aspetto sul sociale che mi preme aggiungere.

Prego.
L’aiuto dei primi 1.000 giorni, ossia una serie di servizi e attenzioni per tutte quelle famiglie che hanno figli tra 0 e 3 anni. Il nostro Comune ha già messo in campo varie iniziative in questi anni, ma non possiamo accettare che una coppia decida di non fare figli perché teme di non riuscire a garantire quella qualità della vita che vorrebbe per loro. Si tratta di misure per lo più nazionali, ma il Comune deve fare in modo di poter garantire i servizi dell’infanzia, come asilo nido o scuola materna.

Dal vostro programma e da quanto ci siamo detti fino ad ora, riscontro molta attenzione sia a investimenti sia alla qualità delle manutenzioni ordinarie; a livello economico, però, hanno impatti molto diversi sul bilancio comunale. Qual è l’equilibrio giusto da adottare?
Le manutenzioni sono fondamentali, dato che abbiamo strutture in attività, ma parecchio datate; ma anche il verde pubblico merita una particolare attenzione attraverso una pianificazione delle potature. Pertanto, avviati i lavori per le grandi opere, manterrei l’approccio che in qualità di Assessore ho impostato con l’ufficio dei lavori pubblici: una pianificazione bisettimanale, in cui chiedevamo ai tecnici dell’ufficio lo stato avanzamento di tutti i lavori di manutenzione. D’altro canto, non dobbiamo dimenticarci degli investimenti nelle opere pubbliche.

In caso di elezione, che obiettivi vi ponete per i primi cento giorni?
Mi impegno a migliorare il rapporto tra Comune e cittadino da una parte, Comune e impresa dall’altra, valorizzando il sistema di segnalazioni inviate dai cittadini verso il Comune. E farò in modo, inoltre, che la premialità nei confronti degli uffici comunali dipenda dalla qualità delle risposte di riscontro e dai tempi di risoluzione. So che tutto non è risolvibile, ma da sindaco mi impegnerò a incontrare i cittadini almeno una volta al mese anche a Caselle e a Custoza e a fare degli incontri senza appuntamento.

In occasione delle elezioni comunali ci saranno anche le elezioni europee. Qual è il suo punto di vista su questo secondo appuntamento elettorale?
Io sono convinto che, se la nostra società vuole crescere nei servizi, nei diritti e nella qualità della vita, si debba legare sempre di più al modello europeo. Lo abbiamo visto, infatti, con il Covid, grazie alle risorse che siamo riusciti ad ottenere con il PNRR da un’Europa che sembrava cattiva, e lo stiamo vedendo con la guerra in Ucraina: noi come Italia abbiamo bisogno di un’Europa più forte. E come costruire un’Europa più forte lo devono decidere i cittadini. Come gruppo consiliare vorremmo istituire la figura di un Consigliere europeo, che si preoccupi di raccogliere le istanze dei cittadini da far presente sui tavoli di lavoro di Bruxelles, costruendo, dunque, un’Europa dal basso, dai cittadini e per i cittadini. Chi afferma che l’Italia oggi può avere un ruolo internazionale al di fuori dell’Europa, a mio avviso, racconta una bugia; lo abbiamo visto con la Brexit e in altre situazioni: chi rompe un legame così forte con un’organizzazione di oltre 700 milioni di abitanti, oggi non conta più nulla. Anche questo appuntamento elettorale, dunque, è importantissimo.

Leggi qui l’intervista all’altro candidato sindaco Fabrizio Bertolaso.

Gianmaria Busatta
Nato nel 1994 e originario di Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di servizi. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.