Elezioni a Sommacampagna. Il candidato sindaco Fabrizio Bertolaso: “Ecco le mie idee e i miei progetti”

In occasione delle elezioni del sindaco e del Consiglio Comunale nel Comune di Sommacampagna, il Baco dedica un servizio sui programmi, le idee e le persone dei due candidati sindaci protagonisti del voto dell’8 e 9 giugno, Fabrizio Bertolaso e Giandomenico Allegri. Il servizio comprenderà per ciascun candidato questa intervista, cui seguirà nei prossimi giorni una videointervista in cui verranno spiegate anche le posizioni sui motivi della rottura che si è creata nella giunta, l’idea di cosa debba essere e cosa debba fare un sindaco, il loro pensiero sul rivale in questa tesa campagna elettorale. E molto altro.

In questa sede incontriamo Fabrizio Bertolaso, sostenuto dalla lista civica “Bertolaso sindaco – Sommacampagna Caselle Custoza 2024”. 

Si presenti ai nostri lettori.
Mi chiamo Fabrizio Bertolaso, ho 48 anni, sono sposato e ho tre figli. Ho ricoperto per cinque anni la carica di Assessore ai lavori pubblici e nei cinque anni successivi il ruolo di primo cittadino. Sono ingegnere, e la mia azienda si occupa di sicurezza sul lavoro e impiantistica.

Durante la sua ultima amministrazione ci sono stati degli obiettivi mancati?
Recuperando anche la mia esperienza da assessore, posso affermare che in dieci anni di amministrazione abbiamo lavorato molto; e gli ultimi cinque anni sono stati caratterizzati da fattori eccezionali, come il Covid, i lavori della TAV e i rincari energetici a seguito della guerra in Ucraina, che hanno provocato impatti non indifferenti sul territorio e sul bilancio comunale. In dieci anni, inoltre, sono cambiati i problemi e i bisogni: prima la gente cercava lavoro al di fuori del Comune, oggi le aziende cercano nuovi lavoratori; inoltre, oggigiorno abbiamo un problema pesante di decrescita demografica. Ci troviamo, dunque, in un periodo di cambiamento che sta comportando sia problemi sia opportunità; il nostro compito in qualità di amministratori è di risolvere o diminuire i primi e valorizzare le seconde.

Quali sono, dunque, i tratti salienti del vostro programma al fine di far fronte questi problemi e valorizzare le opportunità?
Il problema della decrescita demografica è il più pesante, e basta guardare i numeri: nel 1974 abbiamo superato i 220 nati in un anno, mentre nel 2022 e nel 2023 abbiamo registrato complessivamente 167 nuovi nati, nonostante l’aumento della popolazione. Siamo passati, infatti, da un rapporto pari a 2 nuovi nati ogni 100 abitanti a poco più di 0,5 all’anno. Benché sia un problema di carattere nazionale e apparentemente solo anagrafico, in realtà questo fenomeno si scontra poi con l’economia e i servizi erogati su tutto il territorio, e di cui si fatica ancora a quantificarne l’impatto, ma non fra due o tre anni, ma fra dieci, venti o trent’anni. Pertanto, da un lato dovremo chiederci se riusciremo a mantenere gli asili che oggi abbiamo, dall’altro dovremo prepararci ad affrontare questa sfida.

Concretamente il Comune che ruolo avrà per affrontare questo problema?
La soluzione non è una, ma una serie di interventi. In prima battuta dobbiamo dare una mano alla genitorialità, e dunque mettere le famiglie nelle condizioni di poter fare figli. Un altro intervento è rendere i prezzi delle case più accettabili, dato che oggi acquistare una casa a Sommacampagna è complicatissimo. Per risolvere questo ostacolo vorremmo mettere mano ai regolamenti edilizi comunali al fine di semplificare le procedure di ristrutturazione degli edifici oggi esistenti senza ricorrere a nuova consumazione di suolo. E a ciò si aggiunge, a mio avviso, un ulteriore problema: il fatto che oggi costi meno acquistare una casa nuova piuttosto che sistemare un edificio già esistente, causa uno svuotamento dei centri storici e non permette alle famiglie di abitare vicino ai genitori, visto che entrambi hanno bisogno gli uni degli altri in momenti diversi della propria vita. Il Comune non potrà mai risolvere il problema, ma sicuramente dovrà fare la sua parte.

Le difficoltà delle famiglie, tuttavia, non stanno solo sulla denatalità, ma ruotano anche su tanti altri temi, come i servizi e l’incertezza economica.
Certamente. Occorre continuare a offrire le forme di supporto necessarie, anche oltre i primi mesi o anni di vita dei propri figli. Pensiamo, ad esempio, a quei problemi come dislessia o discalculia: questi bambini hanno bisogno di determinati servizi per essere messi nelle giuste condizioni con gli altri. Ecco, il Comune può offrire gli strumenti e il contributo per risolvere anche queste tipologie di problemi. Caso diverso è l’instabilità socio-economica.

In che termini?
Il Comune deve essere pronto a far fronte ad eventi economici, come l’aumento del costo dell’energia, difficilmente prevedibili nel lungo termine. Pertanto, il Comune dovrà necessariamente essere, come si usa tanto dire, resiliente, ossia di far fronte alle possibili problematiche in maniera autonoma. Concretamente significa avere solidità e stabilità dal punto di vista dei bilanci, del personale e delle procedure amministrative, che dovranno essere efficienti.

Un’instabilità, quindi, di cui non soffrono solo le famiglie del nostro territorio, ma anche l’ente comunale.
Nel periodo dell’aumento dei prezzi energetici anche il Comune, infatti, ha vissuto difficoltà nel pagare le proprie bollette. Pertanto, senza una certa solidità economica, il Comune avrà sempre difficoltà nell’erogare servizi o contributi, e quindi occorre essere pronti il più trasversalmente possibile. Un ulteriore problema è quello ambientale, a sua volta suddiviso in due sottocategorie.

Ossia?
Il problema dell’inquinamento ambientale e quello dei cambiamenti climatici. In merito al primo problema, il Comune in qualità di ente pubblico ha l’obbligo di dare l’esempio e di essere il primo a ridurre le emissioni inquinanti: svilupperemo ulteriormente la Comunità Energetica, la prima costituita nel Veneto. Certo, il nostro Comune non potrà risolvere il problema delle emissioni, ma si tratta di una risposta locale a una sfida globale. Il target può essere la Germania in cui le Comunità Energetiche rappresentano il terzo produttore di energia in tutto lo Stato.

E in merito al problema dei cambiamenti climatici?
L’agricoltura, insieme anche ad altre aziende, soffre gli impatti del cambiamento climatico, che si manifesta in temporali sempre più forti in grado, talvolta, di creare disagi generici: per evitare allagamenti stiamo ripensando, ad esempio, agli scoli delle acque bianche, che oggi faticano a sostenere la quantità di acqua dei temporali; abbiamo individuato, inoltre, alcuni punti lungo le nostre strade e i marciapiedi che, in occasione di forti temporali, permettono di incanalare l’acqua e farla scorrere verso i campi, evitando allagamenti o grosse pozzanghere.

Ad esempio, dove sono stati effettuati questi interventi?
In via Caselle c’è un lieve abbassamento del marciapiede che permette all’acqua che scende dalla piazza di scaricarsi nel campo. Oppure in un parco giochi a Sommacampagna, presso cui abbiamo realizzato un piccolo avvallamento affinché l’acqua affluisca fuori dalla zona Monte Molin e venga scaricata. E in via Malacchini a Custoza, dove è stato realizzato un sistema di deflusso sulle strade che, nonostante non sia terminato al 100%, ha risolto gran parte del problema.

Prima mi ha citato gli impatti climatici sull’agricoltura. In merito a questo aspetto il Comune come si può porre?
Negli ultimi anni i nostri agricoltori hanno sofferto grandinate e gelate primaverili. Ci attiveremo innanzitutto a livello urbanistico affinché gli agricoltori possano creare delle attività parallele all’agricoltura, come le attività ricettive e gli agriturismi, e diversificare i propri introiti economici.

Ciò come può avvenire? Dal punto di vista di regolamenti urbanistici comunali, di trattamento fiscale, di contributi economici, o altro?
I tre appena elencati e un quarto, ossia la promozione del territorio. Non c’è, infatti, una sola soluzione, ma molteplici. Alcuni eventi, come quelli del FAI, in occasione dei quali il nostro Comune ospita oltre due mila persone, sono in grado di creare un vantaggio per tutti; ma anche la ciclabile del Sole, che passerà per Sommacampagna, creerà turismo. Questo ragionamento vale anche per i commercianti locali: creare occasioni sul territorio sui quattro livelli che abbiamo citato (urbanistico, fiscale, economico e promozionale, NdR) può essere un buon contributo a loro beneficio.

Ci sono altri problemi, opportunità o punti del programma che meritano di essere citati? Magari riepiloghiamoli per frazione.
Su Custoza ci sarà sicuramente un focus sulla promozione enogastronomia e storica, dato che è un punto del nostro territorio che si presta a gite di giornata e ad attività sportive, come ciclismo, passeggiate a cavallo e camminate, in un contesto di storia, enogastronomia e prodotti locali. A livello di manutenzioni Custoza necessita di una sistemazione dell’area sportiva, ma che può prestarsi anche per la promozione del territorio: collocare un bar sopra gli spogliatoi attuali permetterebbe di avere un punto che svolga la funzione non solo di ritrovo e convivialità, ma anche di punto di partenza per biciclettate e camminate. A Caselle, invece, abbiamo altre problematiche.

Cioè?
Abbiamo un tema soprattutto ambientale, essendo un’area carica di infrastrutture, con vantaggi e svantaggi annessi: lavoro da una parte, inquinamento dall’altra. Caselle si trova, infatti, in mezzo alle autostrade A4 e A22, all’aeroporto, alla tangenziale di Verona, alle linee del Brennero e della Milano-Venezia delle ferrovie e al Quadrante Europa, il quale, benché non si trovi a Caselle, è comunque a ridosso del confine.

Possiamo citare anche la discarica delle Siberie.
Sì, ma non sta creando problemi, dato che si trova in fase di chiusura e andrà gestita la fase post mortem. A proposito della discarica, il 4 giugno aspettiamo la sentenza della causa che abbiamo aperto con gli ex gestori in merito a dei riconoscimenti economici che abbiamo richiesto. Al momento non possiamo sapere se verrà rimandata tutta o in parte, dato che i tre filoni della causa hanno tempistiche diverse, ma, allo stesso tempo, sono interconnessi tra loro.

Sicuramente approfondiremo sull’argomento. Torniamo, però, sui problemi di Caselle e su come vi proponete di risolverli.
Da una parte, ci attiveremo per spostare il traffico da Via Verona, andando a completare gli interventi già avviati, dall’altra, continueremo la battaglia per la tassa comunale di imbarco. Una battaglia che stiamo portando avanti insieme ad altri Comuni in Italia, dato che non ci è ancora stata pagata quella piccola percentuale sui 5 Euro di tassa. Quella piccola percentuale, tuttavia, vale oltre un milione di euro. Un’ulteriore attività che ci impegniamo di perseguire è sollecitare la Regione affinché ci permetta di inserire l’IRESA (Imposta Regionale Emissione Sonore degli Aeromobili, NdR), ossia una tassa da chiedere alle compagnie aeroportuali, il cui gettito verrà destinato a interventi finalizzati alla mitigazione degli impatti acustici in occasione di ogni decollo o atterraggio. In merito ai lavori pubblici occorrerà effettuare manutenzioni straordinarie su edifici pubblici.

Concludiamo con la frazione di Sommacampagna.
Occorrerà rimettere a posto l’edificio di piazza della Repubblica, ossia l’ex scuole, oggi sede del Comune. Un punto, infine, per me fondamentale è far rete su tutto il territorio comunale con le associazioni e le parrocchie: solo lavorando insieme, infatti, si riesce a creare un contesto di benessere sociale per i cittadini di tutte le età e in tutti i settori.

Le sfaccettature e i problemi del sociale, però, sono molteplici e ne abbiamo parlato poco.
Rimane aperta sicuramente la questione della carenza dei medici di base, che è un problema soprattutto nazionale, ma l’amministrazione farà tutto il possibile per agevolare l’inserimento di nuovi medici sul territorio, ma con la consapevolezza che la nostra competenza arriva fino a un certo punto. Inoltre, vogliamo attivare soprattutto nei confronti degli anziani una serie di servizi legati alla domiciliarità, che vanno dalle analisi all’assistenza, grazie anche all’uso della tecnologia. Oggi, infatti, gli anziani che accedono alle case di riposo hanno punteggi SVAMA sempre più alti (acronimo di “Sistema di Valutazione Multidimensionale Anziani”, ossia un sistema utilizzato per valutare la condizione di salute e la funzionalità degli anziani che desiderano entrare in una casa di riposo, NdR); ciò significa che nelle case di riposo rispetto a qualche anno fa il livello di salute è qualitativamente più basso e, di conseguenza, anche il fattore di socialità viene meno. I servizi domiciliari rappresentano, dunque, un aiuto per quelle famiglie con degli anziani a carico. Ecco, ritengo che l’ambito del sociale in generale possa beneficiare di una co-progettazione studiata e mirata.

Cosa significa in concreto co-progettazione?
Si tratta di una sinergia tra il Comune e altre istituzioni o enti, tipo le cooperative o le associazioni, per creare dei servizi, ma senza generare utile. Ciò può creare un circolo virtuoso per tutti: il Comune riesce a proporre un servizio alla cittadinanza, la cooperativa riesce a creare lavoro per i suoi membri, la scuola o altri enti riescono ad abbattere i costi del servizio cui vogliono accedere. E siccome qualche esempio esiste già, bisogna guardare altri Comuni che fanno bene ed eventualmente copiare – con qualche eventuale adattamento – sul proprio territorio. E aggiungo un’ultima cosa.

Prego.
Occorre far rete con le altre amministrazioni comunali limitrofe, sia affrontando insieme problemi comuni sia dando risalto alle buone iniziative. Saper lavorare insieme agli altri sindaci del territorio, infatti, oggi è importantissimo.

In caso di elezione, che obiettivi vi ponete per i primi cento giorni?
È una domanda che non mi è mai piaciuta, perché la vera domanda è: cosa rimarrà nei prossimi dieci anni dopo il nostro quinquennio amministrativo? Detto ciò, io ritengo che vadano avviate subito tutte quelle attività che richiedono tempi lunghi, ossia la progettazione delle opere e la modifica dei regolamenti che abbiamo intenzione di fare.

Può fare qualche esempio?
L’aggiornamento del “Piano Particolareggiato dei Centri Storici” e la progettazione dell’edificio comunale di Piazza della Repubblica.

Anche la revisione del PAT che avete in programma può essere compresa tra gli interventi iniziali?
Abbiamo intenzione di mettere mano con cautela e in modo leggero al PAT (Piano Assetto Territorio, NdR), pur avendo coscienza che una revisione del PAT significa vedere i risultati verso la fine dell’amministrazione. Inoltre, specifico che oggi è difficile dire come eventualmente modificheremo il PAT, dato che alcune aree non possono trovare attuazione rispetto alle previsioni per diversi motivi; quindi, dovremo valutare se rimuovere gli ostacoli o cambiare le prospettive.

Il fatto che modifiche del PAT abbiano tempi lunghi prima di essere approvate può comportare un limite all’attuazione del vostro programma?
No, perché abbiamo redatto un programma alla luce del PAT attuale, quindi su ciò che possiamo fare in un quinquennio. Il PAT richiede un’analisi delle prospettive e di situazioni in via di sviluppo: ad esempio, oggi sappiamo che probabilmente nell’autostrada A4 verrà aggiunta la quarta corsia, e quindi verrà spostato il casello. Ciò può far cambiare alcuni ragionamenti sul PAT. Caso diverso riguarda il Piano degli Interventi approvato e le varianti attuali: se eletti, rimarremo in linea con quanto ad oggi già confermato e avviato.

In occasione delle elezioni comunali ci saranno anche le elezioni europee. Qual è il suo punto di vista su questo secondo appuntamento elettorale?
Credo sia un’occasione importante per l’Italia, che dovrà assumere sempre più un ruolo di protagonista in Europa, che a sua volta deve possedere un ruolo sempre più importante nello scenario globale. A me fa sempre specie quando alcuni Regolamenti o Direttive vengono giudicati svantaggiosi per l’Italia; allo stesso tempo mi piacerebbe che la politica italiana fosse in grado di fare come altri Stati un lavoro a monte al fine di rendere la normativa già adattata anche al contesto italiano. L’Europa non rappresenta più una scelta, ma è l’unica strada che ci permette di avere un futuro dignitoso come nazione da un punto di vista economico, militare e sociale.

Leggi qui l’intervista all’altro candidato sindaco Giandomenico Allegri.

Gianmaria Busatta
Nato nel 1994 e originario di Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di servizi. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.