Ed ora meritiamoci la zona gialla (che significa verde)

Il nuovo DPCM firmato nella notte tra il 3 e il 4 novembre divide l’Italia in tre aree di rischio, che possiamo indentificare con colori differenti a seconda della gravità del contagio: regioni rosse, regioni arancione e regioni gialle.

Il Veneto è compreso tra le regioni gialle, questo è soprattutto conseguenza del fatto che siamo la prima regione in Italia per posti in terapia intensiva (16,8 ogni centomila abitanti) e abbiamo ad oggi una percentuale di terapie intensive occupate che si attesta solo al 16% (dati ufficiali al 2 novembre).

Questa classificazione ci consente una serie di libertà che invece sono fortemente limitate nelle regioni arancioni e rosse, come potersi muovere senza limiti fuori casa, e anche oltre il proprio comune, tra le 5 e le 22, e di tenere negozi, bar e ristoranti aperti, questi ultimi fino alle 18.

Quello che ora è chiesto a noi veronesi, a noi veneti, è di continuare a meritarci questo pass giallo che ci siamo conquistati grazie anche ad una diffusa responsabilità collettiva, al netto dei tanti (troppi) che comunque in questi e negli scorsi mesi hanno irresponsabilmente preso sottogamba ogni regola per contenere la pandemia.

Quindi mascherina sempre indossata a coprire naso e bocca – è necessario evidentemente ripeterlo -, manteniamo le distanze, evitiamo di affollarci, limitiamo i contatti.

Facciamolo per noi, per i nostri bambini, per i nostri anziani, per le nostre attività commerciali ed imprenditoriali. Facciamolo per non finire nei prossimi giorni e nelle prossime settimane in zona arancione o rossa.

E non abbiamo timore di riprendere chi accanto a noi non rispetta queste semplici ma necessarie regole. Qui non si gioca, qui ne va della tenuta concreta della nostra struttura sanitaria ed economica. Ne va delle nostre vite.

Ora è veramente il momento di sentirci comunità solidale e seria. Ora, non domani.