“Ecco di cosa ha bisogno l’Italia”, interessante il convegno del PD di Sona

Il Circolo del partito Democratico di Sona ha organizzato un interessante convegno a Lugagnano lo scorso venerdì 14 marzo, con moderatore il vice-Segretario del circolo Daniele Giacomazzi sul tema: “I provvedimenti economici per la ripresa del Paese”. Il Consigliere comunale Enrico Cordioli della lista Nuove Prospettive-PD ha salutato i numerosi presenti, manifestando apprezzamento per la scelta di portare sul territorio un dibattito su temi concreti, oltre che di attualità.

Alberto Mion, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Verona (nella foto), ha avviato le riflessioni illustrando il grande disagio che colpisce in questi anni l’attività delle imprese veronesi, con la sola eccezione di pochi settori, come l’agroalimentare ed alcune eccellenze legate soprattutto all’export. Secondo l’oratore questa crisi sta mettendo tutti contro tutti in modo distruttivo: operai contro aziende, ditte contro banche, tutti contro fisco e burocrazie. Le aziende chiedono alle Istituzioni, non solamente l’eliminazione degli sprechi, ma soprattutto certezza del diritto, una amministrazione pubblica al servizi del cittadino e delle imprese, un sistema bancario più efficiente.

Lucia Perina, Segretario della UIL veronese, per dare un significato alla parola crisi, ha presentato alcuni dati sulle ore di cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga pagate a Verona. Nel 2012 sono state pagate11.300.000 ore e nel 2014 ne sono state pagate 14.600.000. Il dato più preoccupante che emerge dal confronto è che sono aumentate di 2.000.000 le ore della Cassa integrazione straordinaria, che avvia normalmente al licenziamento.  Le ore pagate nel 2013 corrispondono a 9.000 persone senza lavoro. La sindacalista ha chiesto che il fondo sia rifinanziato, perché pare che al momento lo sia fino al marzo 2014 e si è augurata che i dieci miliardi che il Governo sta mettendo a disposizione dei dipendenti rilancino i consumi, riavviando quindi l’apparato produttivo con un conseguente aumento dei posti di lavoro.

L’imprenditore Franco Zanardi, che opera nel campo delle fonderie, ricordando che la propria azienda soffre meno di altre perchè ha trovato strade nuove nell’esportazione con prodotti d’eccellenza, ha fatto presente che i licenziamenti, oltre ad essere un grave problema umano, svuota le aziende di professionalità difficilmente recuperabili quando dovesse riaprire il mercato. La strada della cassa integrazione è un grosso aiuto per tenere in “parcheggio” molte professionalità in attesa di tempi migliori. Ha presentato alcuni dati relativi ai gravi incomprensibili costi che devono sostenere le imprese: l’energia, per esempio, in Italia costa un terzo di più della media dei Paesi europei, ma solamente a causa degli oneri impropri che ad essa vengono addebitati, vera e propria tassazione aggiuntiva. Ha sostenuto che il Governo Renzi può ottenere risultati se tutti i comparti collaboreranno ad un progetto, un poco azzardato nei numeri e nei tempi, ma molto stimolante.

Federico Vantini, Sindaco di S. Giovanni Lupatoto e membro della Direzione nazionale del PD ha illustrato alcune attività da lui promosse nel suo Comune, a suo dire d’avanguardia e, parlando della politica nazionale, ha dichiarato di aver apprezzato l’iniziativa del Segretario del PD Renzi che ha voluto organizzare all’interno del partito un comitato di Sindaci, del quale fa parte, per conoscere le problematiche del territorio dalla voce di chi le vive ogni giorno. Il comitato è formato da 28 Sindaci di Comuni di  grandezza e area geografica diverse. Sono presenti, per esempio, allo stesso tavolo il Sindaco di un Comune della Sardegna di 1.000 abitanti ed il Sindaco di Roma.

L’on. Gianni Dal Moro, deputato del PD, seguendo la traccia degli interventi di chi lo aveva preceduto ha esordito dicendo che la crisi in corso è la più complessa e lunga dall’Unità d’Italia. Infatti in sette anni l’Italia a perso 9 punti del PIL e si potrà dire che siamo usciti ad iniziare da quando saranno recuperati. Ritiene che l’impresa sia difficile in quanto il settore produttivo non ha dismesso vecchi vizi, in particolare di contare sull’inflazione della nostra moneta e su mercati molto ristretti. Ai nostri giorni con l’Euro e un mercato globale quelle risorse non sono più disponibili. Ha dichiarato che per avviare la ripresa serve denaro fresco e che la BCE dovrebbe essere autorizzata a stampare moneta aggiuntiva, per brevi periodi, come stanno facendo le banche centrali di USA, Giappone, la Cina e Russia. Ritiene  che se dovesse prevalere alle prossime elezioni per il Parlamento europeo il partito degli euro scettici sarebbe un disastro. Purtroppo in Italia il 60% dei cittadini pare imputi all’Europa la situazione di crisi attuale, mentre è solo causa di cattive politiche nazionali degli ultimi anni ed ha affermato che l’Italia ha così poca voce in Europa perché in quella sede sono stati inviati sempre politici a fine carriera, quale premio di consolazione.  Ha affermato che il Parlamento europeo è sempre stato per noi un “cimitero degli elefanti” ed è ora che si cambi registro credendo di più in una Istituzione sempre più utile per competere nel contesto mondiale.  L’onorevole ha dichiarato che è ormai ora che l’Europa si dia una forma federata, con organismi comuni eletti da tutti i cittadini per attuare una politica unica nel campo fiscale e del sociale ed ha sostenuto che il confronto commerciale con i nuovi paesi emergenti non può essere tenuto dai singoli Stati europei, ma deve essere sostenuto dall’Ue nel suo insieme. Ha concluso affermando che i Paesi ponte: Messico fra America del sud e del nord, Turchia fra Europa ed Asia, Indonesia fra Australia e Cina, stanno avendo uno sviluppo economico di tutto rilievo ed ha affermato di ritenere che l’Italia potrà essere il Paese ponte fra l’Europa e l’Africa, non appena questo continente potrà trovare pace sociale e religiosa.

Una serie di interventi da parte dei presenti ha concluso la serata, molto interessante per i molti spunti forniti, provenienti da fonti qualificate e diversificate.

 

 

Renato Salvetti
Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come assessore e sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune ed è autore di pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.