E’ scomparsa Anna Maria Carcereri di Sona. Una maestra, la maestra di Lugagnano

La maestra è sempre la maestra. Anche in anni di riforme scolastiche, che vedono più insegnanti alternarsi sulla stessa classe, la maestra rimane la maestra.

Una figura insostituibile, unica, che ti accoglie a braccia aperte quando sei un cucciolo appena uscito dalla scuola materna (ai miei tempi l’asilo, ora non si può più dire) e che piano piano, con immensa pazienza e cura, ti accompagna fino alle medie quando sei ormai preda della temibile adolescenza.

Icona affettuosa e capace, che comunque vada la tua vita rimane nei tuoi ricordi adulti, proprio per essere stata quel ponte tra la mamma, l’asilo (me lo concedete?) e la fuga sempre più veloce verso il diventare grandi. Anche perché poi, quando grande lo sei diventato davvero, la maestra, un’altra maestra, te la ritrovi ad accogliere i tuoi figli, come aveva accolto te. E allora ne intuisci ancora di più il valore portante. Architrave del nostro crescere, privato e collettivo.

Una maestra. Anna Maria Carcereri era proprio una maestra. Anzi, verrebbe da dire che era proprio il prototipo della maestra. Anche nella sua corporalità, nel suo sorriso, in quegli occhi pieni di vita, nel suo entrare negli spazi, in classe ed in ogni occasione, con quell’energia positiva che tutti le riconoscevano.

Qualche anno fa una malattia improvvisa e terribile l’aveva nascosta al suo e al nostro mondo, e ieri 7 giugno, sulle porte dell’estate, è arrivata la notizia, durissima, della sua morte.

A Lugagnano, dove ha insegnato per molti anni, e a Sona, dove abitava in località Lova, il cordoglio si tocca, è materico, reale, evidente negli sguardi che incroci, in certe parole sussurrate e pure in tanti messaggi affidati da mamme, da ex studenti, anche da nonni alla volatile, e per una volta lieve e serena, trama di Facebook.

Anna Maria, 59 anni, lascia un grande vuoto nella nostra scuola, nella nostra comunità (era, ad esempio, molto attiva negli Scout) e nella nostra memoria. Un vuoto che non verrà colmato, come è giusto che sia. Perché, in fondo, siamo tutti meravigliosamente irripetibili.

I funerali si tengono venerdì 9 giugno alle ore 16.30 nella chiesa parrocchiale di Sona. Sarà occasione per stringersi ancora una volta attorno a lei.

Sul prossimo numero del Baco proveremo a raccontarla attraverso i ricordi di chi ha percorso alcuni tratti di strada in sua compagnia.

Alla famiglia e a tutti quelli che le vogliono bene vadano le condoglianze del Baco.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.