E’ morto il dottor Giovanni Baltieri

Lunedì 31 agosto è improvvisamente e prematuramente deceduto Giovanni Baltieri, che per moltissimi anni ha esercitato la professione di medico a Lugagnano. Gli rendiamo un doveroso omaggio con un breve ricordo – che pubblicheremo ampliato anche sul prossimo numero della nostra rivista – per dare un segno di quello che ha significato la sua figura per il paese di Lugagnano.

 

Dopo essersi laureato in medicina nel 1956 a Padova, il Dottor Giovanni Baltieri iniziò ad esercitare l’attività professionale nel reparto del Prof. Secco presso l’Ospedale Maggiore di Borgo Trento a Verona, passando quindi all’Ospedale di Negrar ed infine a quello di Valeggio. Dopo tre anni e mezzo di “ottima e gratificante esperienza professionale”, come ci disse in una intervista al Baco del giugno 2006, iniziò nei primi anni ’60 ad esercitare la “libera professione” scegliendo quale sede il paese di Lugagnano.

 

Nel paese non era presente ancora alcun medico libero professionista anche se, essendo ancora la frazione divisa in quattro Comuni erano a disposizione dei pazienti quattro Medici Condotti, che svolgevano anche attività “privata”. Inoltre pochi cittadini erano assistiti da Enti Mutualistici di categoria e quindi per il Dr. Baltieri fu “un avvio lento, con un forte impegno personale”. I medici in quegli anni, se richiesti, erano impegnati anche nelle giornate festive e durante la notte. Nel 1978 con la costituzione delle USL e l’avvio della Sanità Pubblica Nazionale sparirono i Medici Condotti e tutti gli Enti Mutualistici.

 

Il numero dei pazienti per medico fu fissato per legge in un massimo di 1500 unità ed il dr. Baltieri dovette “lasciare” parecchie decine di assistiti, “con reciproco rincrescimento”. Eletto per sei anni nel Direttivo dell’Ordine dei Medici della Provincia di Verona in rappresentanza dei Medici di base, negli anni aveva continuato a frequentare corsi di specializzazione presso diverse Università, ottenendo qualificazioni nel campo della Medicina del Lavoro e dell’Igiene.

 

Dopo 37 anni di libera professione ha cessato l’attività nel 1997 continuando a vivere a Lugagnano. Della sua intervista ricordiamo soprattutto due cose che ci aveva particolarmente colpito. Per sue convinzioni personali, supportate da adeguate conoscenze ed esperienze professionali aveva sempre ritenuto che il benessere fisico andasse di pari passo con quello dello spirito e viceversa e che l’equilibrio della mente condizionasse spesso la sanità del corpo.

 

Queste sue convinzioni avevano sempre orientato la sua attività di medico. Inoltre, nel ricordo di quei decenni di attività gravosa e complessa, riteneva di essere stato apprezzato perchè si faceva coinvolgere dalla sofferenza altrui e quindi poteva fornire con forte vicinanza la propria competenza professionale.

 

Aveva voluto chiudere l’intervista dichiarando di considerare il paese di Lugagnano “una Comunità di persone perbene e disponibili alla quale si sentiva molto legato e non solamente per la professione che aveva esercitato”.



Ai famigliari le condoglianze più sentite.