E’ morta a 101 anni Angela Mazzi ‘Palpetta’. Lutto a Lugagnano

E’ deceduta all’età di 101 anni Angela Mazzi conosciuta da tutti come ‘Palpetta’.  Angela era una vera e propria istituzione per Mancalacqua e per l’intera Lugagnano. Forte è il cordoglio in tutto il paese, assieme all’affettuoso ricordo per questa nonna di tutti.

Nel 2011 il Baco le dedicò un lungo articolo in occasione dei suoi 99 anni. Articolo che riproduciamo qui di seguito integralmente. Alla famiglia e alle persone che le vogliono bene vadano le più sentite condoglianze della Redazione del Baco. 

A Lugagnano, la Palpetta è più che un mito: è una vera e propria istituzione. Storica ostessa dell’osteria Pizzini, tifosa dell’Hellas e ballerina per passione, per la frazione di Mancalacqua è come una regina. Novantanovenne anni all’anagrafe, giovanissima nell’anima, è arrivata in paese 52 anni fa… Ma è come se abitasse fra noi da sempre.

Angela Mazzi è stata ribattezzata “Palpetta” fin da giovane, quando ancora viveva alla Fusara, a San Massimo, dove c’era la famiglia dei Palpetti, da cui ha ereditato il soprannome. Con i fratelli Guerrino, Attilio, Bruno, Ines e Bruna si trasferì successivamente ai Salvi, contrada di confine con Lugagnano.

Nel 1938, ha sposato Giuseppe Pizzini, detto Giulio, con cui ha abitato per parecchi anni alla Ceolara, una località fra Caselle e Sommacampagna, dove durante la seconda guerra mondiale, per un periodo, si erano sistemati anche alcuni soldati tedeschi: “Un giorno”, racconta Angela, “uno di loro mi ha chiesto se potevo lavare i suoi panni, ma io gli ho detto di no, perché ne avevo già troppi di miei”. Sicuramente, già allora, la signora non passava inosservata per il suo caratterino.

A Lugagnano, è famosa per la spontaneità e la simpatia con cui manda tutti indistintamente “a quel paese”… Con la tipica espressione dialettale veronese, ovviamente!Lo considera il suo “unico peccato”, e del resto non ha risparmiato proprio nessuno: lei, quello che pensa, non lo manda a dire, lo dice chiaramente con il sorriso dolce di una donna saggia che si è sempre fatta voler bene da tutti.Il Sindaco Franco Conti, per la sua chiarezza e la sua limpidezza d’animo, l’aveva anche invitata a parlare ad un incontro pubblico in Comune: “Lì potrai riferirmi tutto quello che vuoi”, le disse, ma poco dopo morì e la Palpetta perse la sua occasione.

Negli ultimi decenni il bar Pizzini ha accolto tutti i “grandi” del paese: parroci, sindaci, marascialli, consiglieri… E a tutti Angela ha riservato lo stesso trattamento, schietto e affettuoso.“ho baciato persino il marasciallo Ciuffetti dopo un controllo” esclama Angela sorridendo.Prima che passasse nelle sue mani, l’osteria “Le briscole”, come si chiamava allora il locale, era di proprietà delle zie di Giuseppe, Zardini Italia e Linda: “Andavo sempre ad aiutarle”, racconta l’anziana, “e quando poi sono morte ho ereditato la loro attività”.

Ora l’osteria di Angela è gestita dalle figlie e dalla nipote Morena, ma lei se ne è occupata personalmente fino al 2001: dopo anni di lavoro instancabile, l’entrata in vigore dell’euro l’ha convinta a concedersi un po’ di riposo. Amante del divertimento, nel suo bar era sempre festa: c’era la fisarmonica, si giocava a carte e si ballava. Per 21 anni la Palpetta è stata anche la protagonista indiscussa del carnevale di Lugagnano: impeccabile, nella sua maschera e nei suoi sorrisi, ha accompagnato lo Tzigano per le vie del paese, mandando il pubblico in delirio di risate e di applausi.Era la migliore segnatrice di punti del gioco della Mora, bravissima a giocare a Trisette e alla Briscola, spesso partecipava a grandi giocate a Ramino: il luogo era quello della cucina, dietro il banco, con clienti che rimanevano fino alle due di notte, davanti a bottiglie di Cinar e Ramazzotti. “Guadagnavo più con quei clienti in poche ore che con quattro veci che con un bicchiere di vino stavano seduti al bar tutto il giorno” sorride raccontando il fatto.Sei volte madre, oltre ai tre figli Franca, Matteo, Giovanni, nel 1958 ha avuto un parto trigemellare, da cui sono nate Graziella, Anna e Maria. Racconta che le suore si stupivano di non vederla sorridere dopo l’evento, così raro per quei tempi… Ma anche, per certi aspetti, così drammatico: “Di certo non potevo mettermi a cantare dalla gioia con tre bimbe appena nate e altri tre figli a casa da sfamare!”, afferma un po’ seriamente un po’ sorridendo.

Erano tempi duri, ricorda più volte, i soldi che giravano erano davvero pochi.Ma la sua forza e la sua fede l’hanno sempre aiutata: una forza dirompente e contagiosa, che metteva allegria a tutti, e una fede forte e pura, che riusciva a stupire anche i preti… E ci riesce ancora oggi. L’ultimo episodio risale a non molto tempo fa, quando Angela ha pregato dal cuore con dei versi che le erano stati insegnati a scuola e che in molti ormai hanno dimenticato, compreso il parroco don Antonio che in quell’occasione è andato a farle visita: “Calice d’oro, calice d’argento, benedetto quel frutto che c’è dentro, che è figlio di Maria, che venga a benedire l’anima mia”, ha recitato.“Per due volte ho tentato di rinnovare il dipinto  e in entrambe le situazioni, dopo poco tempo, con la pioggia, la tinteggiatura se ne è andata, non ancorando bene alla vecchia” ci sottolinea Angela quando le chiediamo notizie sull’affresco in facciata del storico locale. “La prima fu fatta da un certo Zardini di Sona” ricorda lucida…

Ora il suo bar è la sede dell’Hellas Verona calcio club Mancalacqua e la Palpetta è, indubbiamente, una delle più anziane tesserate gialloblù della provincia. La sua è stata e continua ad essere una vita da protagonista: lo raccontano le foto che riempiono le pareti e che la ritraggono sorridente nelle situazioni più diverse: “Ho posato con tutti”, racconta, “tranne che con il Papa!”.Una foto di cui va particolarmente fiera è quella in cui posa con Nilla Pizzi, in occasione di una festa per anziani, al ristorante Al Fiore di Peschiera. In un’altra, Angela e il marito stanno per salire su una carrozza trainata da cavalli bianchi per festeggiare il loro cinquantesimo anniversario di matrimonio.In ognuna è riflesso il suo cuore, pieno di colori e di vitalità.

La Palpetta sente nel fisico il peso della sua età: ci vede poco, le gira la testa, quando cammina deve appoggiarsi a qualcuno… Ma la sua voglia di chiacchierare e di sorridere non è cambiata.Dal suo trono, la regina di Mancalacqua continua a trasmettere a tutti la sua allegria.