Mondo del volontariato: la politica resta a guardare

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Con l’autunno e l’inverno sono riprese a pieno regime tutte le attività delle innumerevoli associazioni presenti sul territorio, senza dimenticare quelle – numerose – che queste attività non le hanno interrotte nemmeno nel corso dell’estate.

 

Hanno riaperto i gruppi sportivi, che coinvolgono ed impegnano centinaia e centinaia di nostri bambini e ragazzi, hanno rialzato i battenti gli innumerevoli gruppi parrocchiali, con il loro carico di solidarietà ed impegno, hanno ricominciato la loro vita sociale i mille gruppi che animano incessantemente la nostra vita sociale. Un fervore ed un impegno che costituiscono il vero scheletro portante delle nostre comunità, e che forniscono un imprescindibile servizio alle nostre famiglie e al nostro tessuto sociale in termini di assistenza, animazione del tempo libero e solidarietà. In parole semplici fanno comunità, rendendo concreta questa parola tanto semplice da utilizzare quanto complessa da praticare.

 

Un movimento di volontariato enorme che vive e agisce grazie all’impegno encomiabile delle innumerevoli persone – donne, uomini, giovani e meno giovani – che sanno e vogliono dedicare agli altri tempo, risorse, fatica, intelligenza, professionalità, qualità e passione. Senza alcun ritorno materiale se non il piacere di vivere assieme ai propri concittadini e la soddisfazione di rendersi utili per la comunità in cui si apra. Che forse, a pensarci bene, è la più alta delle soddisfazioni.

 

Nel mezzo di tutto questo fremere di progetti concreti, di risultati da ottenere, di programmi da raggiungere si avverte a Sona da ormai troppi anni l’assenza assordante di un attore, un attore che invece dovrebbe spiccare per la sua presenza e per il suo compito di aggregare e di fare da partner indispensabile a tutto il movimento associazionistico: la politica.

 

Una latitanza che si presenta sotto due facce: culturale e di reale azione sul territorio. Sul piano culturale da anni ormai non possiamo infatti che registrare la quasi totale assenza di qualsivoglia iniziativa di dibattito, di confronto, di promozione della crescita politica delle nostre comunità. Certamente con alcune lodevoli eccezioni che però annegano nel grigiore generale. Tutto sembra risolversi in una politica che appare unicamente intenta a rimirarsi l’ombelico, quasi esclusivamente impegnata in una lotta di bandiere e di vessilli, senza che tutto questo parlare approdi mai a discussioni alte sui grandi temi locali o universali. Che pure dovrebbero essere il sale e il motore di qualsiasi politica e di qualsiasi movimento politico.

 

Sul piano dell’azione il quadro appare ugualmente sconfortante. L’impressione è che la politica a Sona da troppo tempo si limiti a rincorrere – spesso affannosamente – il nostro qualificato associazionismo, che invece avrebbe bisogno di avere accanto Amministratori che si facciano promotori e partner attivi dell’intero movimento. In quale maniera? Sia garantendo infrastrutture, logistica e mezzi, sia rendendosi interlocutori credibili di fronte alle legittime istanze che provengono dalle frazioni. Ed invece ci ritroviamo strutture sportive a dir poco fatiscenti e ormai del tutto inadeguate, soffriamo la cronica carenza di spazi pubblici aperti e coperti, patiamo l’assenza di un coordinamento centrale che permetta di sfruttare e condividere sinergie e professionalità, che pure esistono.

 

A tutto questo supplisce, come scrivevamo sopra, il lavoro sul territorio delle centinaia di nostri concittadini che tenacemente e nonostante tutto proseguono il loro servizio. Supplendo alle carenze del territorio, supportando le famiglie, investendo su giovani ed anziani, animando e arricchendo in termini di welfare, cultura, solidarietà e assistenza le nostre comunità.

 

Ma non è veramente pensabile che la politica continui colpevolmente a mancare proprio dove sarebbe più necessaria la sua presenza.