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La sera di venerdì 12 marzo, tornata a casa tardi da una lunga giornata di lavoro, un amico mi scrive dicendomi: “Ciao, consigli su come affrontare questo secondo lockdown senza andare via di testa ne hai?”. Io? Lì per lì muta.

Svolgendo i miei esercizi fitness quotidiani pensavo a cosa gli avrei risposto di lì a poco. Ebbene, gli ho risposto. Gli ho risposto quello che mi sarebbe piaciuto sentirmi dire da chi nella vita ha qualche certezza in più, da chi ci è già passato e le cose “le sa”.

Come succede pressappoco in tutti gli altri campi e ambiti dell’esperienza umana: la prima nota a scuola, il richiamo della catechista, il primo bacio, la prima volta che botti l’auto e devi dirlo ai tuoi, prenotare un ristorante o la pizza al telefono da piccoli, recitare la poesia per la festa di Santa Giustina. Insomma, cose di questo genere in cui esistono paladini super navigati che la sanno lunga e molto meglio di te.

Come ben sapete, però, non possiamo assistere a nessuna presentazione in Power Point o a nessuna diretta di Paolo Fox rispetto a cosa ne sarà di noi da oggi a tre giorni. Nessuno ci è già passato. Altro che il primo bacio. Neanche la D’Urso.

A dirla tutta e meglio, ci siamo già passati per questo benedetto LD (Lockdown, ndr.). Ma sono l’unica che un anno fa, pensando a marzo 2021, se lo sarebbe immaginato trascorso con le margherite in bocca, attraversando di corsa e senza pensieri un campo sconfinato della campagna inglese indossando abiti gitani? Non credo. Quindi nessuno, fondamentalmente, ci è ancora già passato. E nessuno può dare validi consigli di sopravvivenza a riguardo. Non ci sono trucchi né segreti stavolta.

Tralasciando che tutto questo discorso al mio amico non l’ho fatto, in poche parole mi sono sentita di dirgli questo: possiamo solo imparare.

L’unica cosa che sento di dire anche a me stessa è: “Elisa, dallo scorso LD qualcosa lo dovrai aver capito.” Ricordati tutto quello che la vita ti ha insegnato nel più celebre trimestre del 2020. Non cadiamo proprio da un pero così alto come 12 mensilità fa. Un po’ ce lo aspettavamo, dai. Mica è una festa a sorpresa.

Al netto di ciò, quindi, credo che non sia affatto da sottovalutare l’esperienza che abbiamo alle spalle. Questa esperienza sicuramente ci ha sconvolti, ci ha fatto soffrire, ci ha messo a dura prova. Ma è dentro di noi. Ogni tanto quando penso al LD2020 (Lockdown 2020) mi assale un senso di angoscia così pesante che cerco di pensare subito ad altro. Me ne scappo via di corsa da quel maledettissimo ricordo di giorni tutti uguali, di perdita delle prospettive, di profonda tristezza, di assenza di progettazione, di ansia generalizza e sì, anche un poi di depressione.

Quella straziante sensazione di non sapere affatto come e quando sarebbe finita. Senza la facoltà di poter chiedere rassicurazioni a nessun grande, mamma, papà o nonno che fosse. Eravamo e siamo tutti sulla stessa barca. Ma non dobbiamo dimenticarci che questo mare, in qualche modo, lo conosciamo e per un po’ lo abbiamo navigato.

Sappiamo che è importante provare a tenere una routine regolare e stabile. Lo dicono decine di studi psicologici: è fondamentale per il nostro benessere. Costruitevi delle sane abitudini. Fatevi un bel toast tutte le mattine, mettete la faccia all’aria aperta appena potete. Respirate questo fasullo inizio di primavera. Leggete. Trovatevi un hobby nuovo. Anche spazzare i marciapiedi vale. Non abusate, vi prego, di houseparty. Andate a letto presto, avrete tutta la vita per tornare in discoteca. Praticate yoga, che non fa male a nessuno. Annoiatevi un po’. Cucinate cose nuove (senza challenge su Instagram stavolta).

Non prendetevi impegni a lungo termine: appena vi abituerete alla zona rossa cambieremo subito colore e tornerete nel caos mentale.

Nel dubbio non fate niente. Non dimenticate, davvero, tutto quello che è stato e che potete aver imparato dal 2020. Pensate ad un giorno bello della scorsa primavera. Spero che almeno uno ce ne sia stato. Perché è stato bello nonostante questa situazione? Cogliete da quelle cose un pizzico di benessere. E riportatelo ad adesso.

Perché potete fare tante cose rispetto ad allora, siete necessariamente più forti. É difficile, è estremamente complicato quello che siamo chiamati a fare. Ma non possiamo, davvero, non possiamo perdere la speranza. Anche se non abbiamo certezze sul come, sul quando, non importa. Le cose cambieranno in qualche modo.

Alcune cose però dovete ricordarvi, vi scongiuro: tenetevi quella benedetta mascherina. Siete più belli con. Smettetela di lamentarvi, di grazia, di quanto siano scomode e asfissianti (abbiamo dato nel 2020) ed evitate di continuare ad avere da ridire sul coprifuoco: ormai siete fuori moda.