Duecentottant’anni fa come oggi, il 22 settembre 1743, veniva consacrata la chiesa parrocchiale di Sona, la stessa che ancora oggi domina con il suo campanile la piazza.
Parroco era don Sperandio Bentivoglio, mentre il vescovo che benedisse l’inaugurazione fu Giovanni Bragadin. Alla realizzazione avevano partecipato in molti, il Comune di Sona con sovvenzioni, i fedeli con elemosine.
Per ricordare questo anniversario venerdì scorso 15 settembre si è tenuta in chiesa un’interessante serata culturale, davanti a un pubblico che ha molto apprezzato gli interventi dei relatori.
Rispetto a quanto già si sa di quello storico evento, vorremmo aggiungere in questo articolo la conoscenza di un fatto poco noto: per rendere ancora più solenne la cerimonia fu invitato a tenere il discorso inaugurale uno dei predicatori più famosi dell’epoca, il cappuccino Serafino da Vicenza (1702-1749, al secolo Orazio Marchi, nell’immagine in alto), che in quel periodo si trovava a Verona, godendo della stima di Monsignor Bragadin. Il frate pronunciò una lunga orazione, dove diede sfoggio di profonda conoscenza delle Sacre Scritture, esibendo anche qualche erudita citazione latina.
Le pagine di quel testo sono state conservate e si possono scaricare qui, ma è opportuno un avvertimento: rispetto alla sensibilità di un lettore o di un ascoltatore del giorno d’oggi, il contenuto appare alquanto retorico, appesantito in alcuni passi da riferimenti in latino.
Inoltre non c’è alcun accenno alla chiesa di Sona, tutto fa pensare a un discorso di maniera, generico, che avrebbe potuto essere stato pronunciato in qualsiasi altro paese.
Stentiamo a credere, inoltre, che in quel giorno i parrocchiani sonesi, quasi tutti analfabeti, avessero capito qualcosa. Viene da immaginarli in ascolto a bocca aperta rivolti verso il pulpito, un po’ distratti dalle bellezze architettoniche della nuova chiesa, un po’ affascinati dall’ispirata magniloquenza del frate predicatore.