“Dove il Signore ci chiama, noi andiamo”, don Michele Zampieri saluta la comunità di Lugagnano

La sera di sabato 15 luglio la comunità di Lugagnano si è stretta forte a don Michele Zampieri, durante la messa delle 18.30 che ha costituito il momento del suo saluto ufficiale.

La notizia che don Michele avrebbe lasciato la parrocchia di Lugagnano era arrivata, inaspettata, lo scorso 24 giugno. Classe 1974, don Michele era giunto come Curato nella frazione solo due anni fa. E già è arrivato il momento di andare.

Ad inizio messa il Parroco don Antonio Sona ha spiegato che “don Michele ha ricevuto dal Vescovo la chiamata per fare il missionario, il missionario in Italia. Ci ha pensato ed ha risposto sì. In questi due anni ha potuto sperimentare e conoscere tante realtà ed esperienze nuove della nostra comunità parrocchiale, che ora porterà con se. Io ho conosciuto don Michele – ha proseguito il Parroco di Lugagnano, con un largo sorriso – quando era ancora un ragazzino ed io suo Curato. Poi lui è stato mio Curato qui a Lugagnano. Ed ora parte per la sua nuova missione ad Arezzo”.

Al termine della celebrazione, alla presenza anche dei tantissimi bambini, ragazzi, animatori e responsabili del Grest parrocchiale che proprio ieri ha chiuso le porte, il Parroco don Antonio ha consegnato come dono della comunità a don Michele una bicicletta – portata da Marta Perina, una delle responsabili del Grest, che si è fatta sui pedali tutta la navata centrale – accompagnandola con un simpatico augurio: “hai voluto la bicicletta? Ed ora pedala!”.

E’ stata quindi la volta di don Michele, visibilmente emozionato, di prendere la parola per il saluto finale.

“Vado ad Arezzo per molti motivi. Sono stato chiamato in sostituzione di un grande amico, don Paolo, morto un anno fa, esattamente come oggi. Con lui avevo fatto un lungo tratto di percorso ed ora è bello che tocchi proprio a me provare a sostituirlo. Vado anche perché nella mia chiamata di sacerdote è insito fortemente l’insegnamento che troviamo nel Vangelo di Marco: ‘andate e predicate il mio Vangelo’. A Lugagnano – ha proseguito don Michele –  ho ricevuto moltissimo, sicuramente più di quello che ho dato. E in questi giorni sto sperimentando continuamente l’affetto che mi circonda, pur essendo rimasto qui tra voi solo due anni. Ora me ne vado, ma i rapporti forti che abbiamo costruito assieme rimarranno, ed un giorno ci sarà sicuramente l’occasione di rivederci”.

In realtà don Michele lascerà formalmente la parrocchia di Lugagnano solo a settembre. Al suo posto arriverà come Coparroco don Pietro Pasqualotto, attuale curato di Pescantina.

Già martedì sera Don Pietro sarà a Lugagnano per incontrare il Consiglio Pastorale ed il Consiglio per gli affari economici. Vi è un nuovo anno da programmare, ed una realtà strutturata e complessa come la parrocchia di Lugagnano richiede un lavoro di coordinamento che certo non va in vacanza.

Sul prossimo numero del Baco, in edicola da sabato prossimo 22 luglio, pubblichiamo un’intervista a don Michele, che, con un taglio intimo e personale, saluta anche dalle nostro colonne Lugagnano e l’intero Comune di Sona.

Da parte nostra, come abbiamo fatto questa sera al termine della celebrazione, non possiamo che augurare a don Michele il meglio, la realizzazione di ciò che veramente serba nel cuore. Ralph Waldo Emerson, il filosofo statunitense nato ad inizio ottocento a Boston, scrisse in merito al partire che la cosa veramente importante è quella di “non andare dove il sentiero ti può portare; vai invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia”. Sicuramente una traccia a Lugagnano l’hai lasciata, caro don Michele. Ed ora buon viaggio. Di nuovo.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.