Don Angelo Ambroso, a Sona dal 1874 al 1901

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Sul numero 49 del nostro giornale pubblicammo la serie dei sacerdoti che ressero la parrocchia di Sona nell’arco della sua storia. Questa volta ci soffermiamo su don Angelo Ambroso (di Giobatta, precisano i documenti), uno che possiamo definire parroco storico per il lungo periodo in cui governò: dal 1874 al 1901.

 

Riportiamo tutta la documentazione che siamo riusciti a raccogliere su di lui (a parte alcune notizie già pubblicate da Fabrizio Olioso nel libro “La musica di Sona”). Antonio Pighi, noto storico veronese di quell’epoca, così parlò di don Ambroso in una sua pubblicazione del 1885. “Entrò solennemente il 6 Gennajo. Intese solerte al più perfetto compimento del tempio. Nel 1874 allogò il bel quadro dell’Adultera sulla porta maggiore, opera e dono del laico gesuita Silvestri, i due quadri laterali esterni all’Altar maggiore, vecchie copie di classici pennelli, dono della famiglia Menegazzoli. Nel 1875 la via Crucis copia dell’Ugolini fatta dal Sartori. Nel 1889 sostituì all’antica pala di S. Francesco di Sales quella nuova di S. Luigi Gonzaga, lavoro di G.B. Volpato di Bassano. Rinnovò il pulpito, le cantorie, e l’organo opera dell’esimio G.B. de Lorenzi di Vicenza, ed aprì una porta laterale minore di fronte all’antica. Nel 1881 ottenne dal locale municipio il restauro della cupola del campanile che fu fatta tutta di rame dai bravi Gelmetti di Verona”.

 

Accanto a queste opere meritorie, sarebbe da aggiungere anche la rifusione delle campane, ossia il loro rifacimento utilizzando lo stesso bronzo; ma di questo argomento parleremo in un prossimo articolo.

 

Interessante anche quanto scritto sul “santino” fatto distribuire ai funerali, da cui abbiamo ricavato la foto-ritratto. “A cara e perenne memoria del Sacerdote Angelo Ambroso, nato a Cerea l’undici di Luglio del 1841. Inunto sacerdote li 15 Agosto 1865, cooperatore a Bonavicina ed a S. Pietro di Legnago, fu poi per oltre 27 anni Arciprete di Sona, dove fece il suo ingresso li 6 di Gennaio 1874 e dove i parochiani riconoscenti al suo zelo e alla sua carità ne festeggiarono con espansione di figli il giubileo Sacerdotale li 15 d’Agosto 1890, e quello Parochiale li 6 del Febbraio 1899, e dove colpito da micidiale polmonite passava fra l’universale compianto agli eterni riposi la Domenica del 24 di Febbraio 1901 d’anni 59, mesi 7, giorni 13. A tutti caro per gentilezza di modi, mitezza di costume, larghezza di cuore e cortesia di ospitalità. Le lagrime pietose di tutti i Parochiani quali perle preziosissime onestarono i suoi funerali”.