Don Franco fa il suo ingresso a Forette: “Ringrazio quei lugagnanesi che mi hanno aperto la porta del loro cuore”

Domenica prossima 27 settembre alla messa delle ore 16 don Franco Santini fa il suo ingresso da Parroco a Forette di Vigasio, la sua nuova Parrocchia.

Dopo due anni a Lugagnano – dove nel frattempo ha fatto il suo ingresso don Michele domenica scorsa – è tempo quindi di un nuovo incarico per don Franco. Dopo la notizia della sua partenza eravamo andati a sentirlo, ecco cosa ci aveva detto sui suoi due anni a Lugagnano.

Con una sola parola mi descrive la prima sensazione che ha provato quando il Vescovo le ha comunicato il suo trasferimento?

La parola è disponibilità. Ho promesso nel giorno della mia ordinazione filiale obbedienza alla volontà del Vescovo e non gli ho mai detto di no.

Sono passati solo due anni da quando è entrato nella parrocchia di Lugagnano. Non sono tanti ma di sicuro sono stati intensi. E’ soddisfatto del suo operato o ha dei rimproveri da farsi?

Credo che chi si impegna e dà il meglio di se stesso è sempre in pace con la sua coscienza e quindi non si rimprovera più di tanto. Certamente è sempre colui che si dà da fare che rischia di sbagliare: non sbagliano mai solo coloro che non si mettono in gioco! Quindi mi ritengo soddisfatto del mio operato, sapendo che Gesù, nel Vangelo, ci ricorda sempre di considerarci  dei “servi inutili”.

Don Franco Santini con Underground sfilata carnevale 2014 LugagnanoI parrocchiani di Lugagnano si ritrovano di nuovo a dover cambiare una delle loro guide spirituali, così come quando lei ha sostituito Don Roberto. Che consiglio si sente di dare perché possano affrontare al meglio questa situazione?

Il mio consiglio è semplice: occorre che il parrocchiano di Lugagnano maturi sempre di più il suo cammino di fede prendendo Cristo come punto di riferimento e non la figura del prete. Una buona guida spirituale ha svolto bene la propria missione quando ha formato dei fedeli che sono capaci di andare avanti anche tramite altri pastori, proprio perché è Gesù Cristo il modello da seguire e non il “fascino” del singolo sacerdote. Ogni guida spirituale è diversa l’una dall’altra ed è una grande ricchezza la diversità di carismi dei preti. Non è mai un segnale positivo l’allontanarsi a priori dal frequentare una comunità solo per un trasferimento del sacerdote. Per questo sono importanti la formazione di una fede matura e l’apertura del cuore.

Arriverà Don Michele. Se io guardo la parrocchia da fuori vedo dei numeri enormi da amministrare, è una comunità iperattiva, e lei per primo non ha mai negato l’impegno che ciò richiede. Al suo successore che testimone lascia?

Conosco Don Michele da anni e ritengo sia un’ottima persona. Gli lascio questa testimonianza: che sia sempre un prete educatore! Un educatore sa quando dire di sì oppure no ai propri educandi. Non è educativo per un prete “uniformarsi” alle regole del contesto sociale solo per non scontrarsi con la collettività e accontentarla. Il Signore ci offre nella Bibbia molti episodi in cui Dio è misericordioso, ma chiede anche di essere vigilanti e non disimpegnati. Un prete prima di tutto deve annunciare Gesù Cristo, altrimenti rischia di divenire un’ulteriore “assistente sociale”. Il pastore è un innamorato di Dio, e proprio perché sente questo amore, cerca di riversarlo alla sua comunità, offrendo il proprio tempo, la propria energia, le proprie capacità. In altre parole dona tutto se stesso, come un genitore che vuole il bene dei suoi figli.

Seguiva in particolare i giovani e tutte le attività parrocchiali a loro legate. In una precedente intervista mi ha detto che lasciare i ragazzi con cui si relaziona è sempre la parte più dolorosa del suo lavoro. Che cosa le resterà di più nel cuore? C’è un episodio particolare che la emoziona più di altri?

Confermo questa affermazione. Ho seguito qui a Lugagnano anche altre attività oltre a quelle dei ragazzi. Ma sicuramente quello che mi emoziona di più in questa situazione sono i volti, le lacrime, le parole, le strette di mano e gli abbracci di gente che mi comunica il proprio stato d’animo per questo mio trasferimento. In questi due anni, ho sempre avuto l’abitudine a fine di messa di andare in fondo alla chiesa per salutare la gente. Ecco, questo gesto può essere significativo per questo tipo di relazione. Chi vuole incontrarmi sa dove e come trovarmi. Io ho cercato di accogliere tutti quelli che hanno desiderato relazionarsi con me. Sono queste le cose più belle per una comunità cristiana: le relazioni autentiche, di chi vuole conoscersi e dialogare reciprocamente senza lasciarsi ostacolare da pregiudizi inopportuni per un vero credente in Dio.

Inizia per lei una nuova sfida. Con quali propositi parte per il suo nuovo mandato?

I propositi sono sempre quelli. Impegnarmi a dare il meglio di me stesso per annunciare Gesù Cristo anche nel nuovo incarico. Ringrazio vivamente il Vescovo di Verona per la continua e perseverante fiducia nei miei confronti. Inoltre ringrazio tutti quei lugagnanesi che, in questi due anni, hanno voluto aprirmi la porta del loro cuore, accogliendomi come un pastore delle anime che vive per il gregge che gli è stato affidato. Porterò per sempre nel mio cuore questi volti, questi nomi, che hanno espresso stima e amicizia nei miei confronti.

.

Articolo precedenteLa FIGC ne decreta la sconfitta a tavolino nel derby calcistico con il Sona: ma il Lugagnano non ci sta
Articolo successivoMorta a Milano a 98 anni Suzanne Gaudier, vedova del tenore Lugo
Nata il 29 gennaio del 1976, parte attiva da sempre nella comunità di Lugagnano, con una breve interruzione per trasferimento a Decimomannu vicino a Cagliari. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo Galileo Galilei a Verona e attualmente è impiegata in un’Agenzia di Assicurazioni. Sposata e madre di due figli, trova sempre il tempo per dedicarsi alla sua passione, la lettura.