Dobbiamo fare squadra assieme contro i maleducati

Quando penso a che animale vorrei essere, penso a quale degli animali ha meno problemi. Certo, se da essere supremo intelligentissimo, cioè da essere umano, dovessi scegliere un’altra forma, la vorrei con meno problemi dei miei. Nella scelta, sebbene io sia una sfegatata ammiratrice dei cani, questo genere lo metto all’ultimo posto.

Dopo i ricci, dopo le cozze, dopo il cuculo e dopo i pennuti perché il cane ha un sacco di responsabilità. E’ fedele, è il miglior amico dell’uomo, ottima compagnia per i bambini, toccasana per i malati e gli anziani. Un sacco di proverbi dipendono da lui e a proposito, non meniamo il can per l‘aia, è spesso al centro di polemiche dividendo il mondo dei vicini di casa in chi ama i cani e chi li odia. Sì lo sappiamo, non si odia il cane, ma piuttosto il padrone.

Ma siccome si sa: tale cane tale padrone, alla fine è la stessa cosa. Potrei star qui per 14 pagine a raccontare con fine distacco il perché e il per come i cani migliorano la nostra vita ma lo sapete già: nessun cane muove la coda per niente quindi è ovvio che la mia arringa sarebbe di convincimento.

No, vi voglio invece raccontare che le persone (dotate di animali o no) sono di vario genere e di questi tempi dove è di gran moda la prevaricazione, è ovvio che anche i cinofili non sono esenti da questa malattia sociale.

Forse guardando le deiezioni, anzi le cacche, dei loro animaletti, penseranno che nessuno le vedrà se non le raccoglieranno, che pagano le tasse e che quindi le pulisca qualcun altro. Forse mentre portano senza guinzaglio i loro animali in barba alle paure di molti penseranno che mica è colpa loro se alcuni pazzi hanno paura di cotanto batuffolo di pelo.

Sicuramente quando andrete da loro a cena sarete leccati e sbavati tutta la sera da mille coccole non richieste. Ecco: se poi li guardate bene questi maleducati, sono gli stessi che parlano a voce alta al telefonino, che se ne fregano della raccolta differenziata, che hanno fatto dell’individualismo il loro sistema di vita. Tanto, chissene.

Io vorrei che noi padroni educati di cani (per quanto io sia poco padrona, è Brando – il mio cane – che condiziona la mia vita) facessimo squadra anzi squadrone e muniti di palette e voce grossa e macchine fotografiche intervenissimo contro chi non rende davvero vita facile ai nostri animali tacciandoli di essere sporcatori di marciapiedi. Vi invito ad essere pedanti e zelanti, noiosi. Se vedete una cacca non vostra raccoglietela lo stesso e se vedete il maleducato all’azione agite.

Non scriverei queste poche righe se vivessi al nord dell’Europa dove la convivenza tra cagniferi e non è pacifica ma viviamo qui e non siamo ancora bravi. Non siamo ancora pronti.

Abbiamo ancora fuori dai ristoranti i cartelli con scritto “io non posso entrare” i giardini con il “divieto di accesso ai cani”. Io lo dico: sono brava con Brando ma non basta. O meglio non serve a dirimere la questione: per fare questo servono le bombe. Qualche tempo fa ho fatto una bomba di cacca ad un mio concittadino che si ostinava a non comportarsi bene.

L’ho impacchettata e l’ho lasciata davanti casa sua. Per tutta risposta ha messo un cartello: sporcate a casa vostra. Strabiliata ho confessato e poi ho mollato. Ma non voglio mollare più. Nuove avventure e nuove bombe mi aspettano.