“Dobbiamo collaborare per i giovani”: Il Consiglio comunale di Sona riflette con associazioni, scuola e parrocchie dopo i vandalismi

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L’atto vandalico nella sede del West Verona Rugby di Sona è arrivato sul tavolo dell’ultimo consiglio comunale (nella foto). La seduta è stata convocata con l’obiettivo di riflettere su quanto accaduto, per capire cosa si può fare per evitare che fenomeni di questo tipo si ripetano.

La parola d’ordine è collaborazione: ognuno nella comunità deve fare la propria parte, per contribuire non solo a stimolare la riflessione, ma anche a trovare una soluzione.

Ecco perché in consiglio comunale sono stati invitati ad intervenire anche rappresentanti del mondo della scuola, con la presenza delle dirigenti degli istituti comprensivi di Sona, Maria Federici, e Lugagnano, Elisabeth Piras Trombi Abibatu, e della parrocchia, con la presenza di Don Pietro Pasqualotto di Lugagnano.

“Siamo qui per dire che non ci stiamo e per cercare delle prospettive di analisi”, ha esordito il presidente del consiglio Mattia Leoni, condannando quanto accaduto fra il 21 e il 24 febbraio, quando ignoti si sono introdotti nella club house del campo di via S. Quirico, devastandola con una furia impressionante.

La parola è quindi passata a Mario Ramundo, presidente del West Verona Rugby: “Pensiamo che i responsabili siano un gruppo di ragazzi che, forse anche a causa di questo periodo particolare, sono annoiati. Dopo un primo momento di frustrazione, è subito subentrata da parte nostra la voglia di continuare, perché siamo abituati a lottare e perché abbiamo ricevuto moltissima solidarietà, dai cittadini, dalle associazioni locali, alcune delle quali hanno anche contribuito in solido per aiutarci, e da tutto il mondo rugbistico, dalla Sicilia alla Valle d’Aosta”.

Alla riflessione hanno preso parte anche gli assessori con delega allo sport, alle politiche giovanili e alla scuola: “Ogni volta che succede un atto vandalico colpisce l’intera comunità, tocca tutti noi”, ha detto Gianfranco Dalla Valentina; “Occorre fare lo sforzo di mettersi in una posizione di ascolto dei giovani”, ha sottolineato Monia Cimichella; “Relazione, vicinanza e comunicazione devono essere gli ingredienti presenti in qualsiasi soluzione si trovi”, ha suggerito Gianmichele Bianco.

Per Don Pietro, “è importante rimanere in ascolto della nostra gente, per capirne i reali bisogni, e una collaborazione fra le istituzioni è la cosa migliore”.

Quanto accaduto nella sede del West Verona Rugby ha colpito molto anche il mondo della scuola.

“Molti docenti ne hanno parlato in classe per stimolare la riflessione”, ha detto la dirigente Federici. E ha aggiunto: “Il nostro obiettivo è crescere nuove generazioni che abbiano consapevolezza del loro ruolo e abbiano rispetto dell’ambiente e del territorio in cui vivono”.

La professoressa Piras ha spiegato che a Lugagnano qualche campanello di allarme c’era già stato nei mesi scorsi, quando si erano verificati alcuni episodi di vandalismo nei pressi della Anna Frank.

Diversi gli interventi anche dei consiglieri, di maggioranza e minoranza.

Dai banchi dell’opposizione, Flavio Bonometti di Progetto Comune ha auspicato che la discussione in consiglio comunale sia il primo passo per iniziare a delineare un intervento concreto: “Dobbiamo fare le cose insieme, da domani creare velocemente un coordinamento per impostare attività da realizzare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Diversamente, rischiamo che la discussione di stasera resti soltanto una pagina nella storia del consiglio comunale. Invece, questa pagina deve diventare un libro che noi cominciamo a costruire e a scrivere assieme”. Lo stesso auspicio è stato espresso da Gaspare Di Stefano della Lega: “Vorrei che questo consiglio non rimanesse fine a se stesso”, ha sottolineato.

Il sindaco Gianluigi Mazzi è tornato a chiedere l’impegno e il coinvolgimento dell’intera collettività: “Quando succedono episodi di questo tipo, sui social viene data la colpa alla mancanza delle telecamere o all’assenza delle forze dell’ordine. Ma non possiamo certo pensare a un Grande Fratello di 41 chilometri quadrati, abbiamo dieci agenti che non possono controllare tutto il territorio e i carabinieri devono coprire anche Sommacampagna. Oppure, la colpa viene data al sindaco o ai politici in generale. Ma siamo solo noi quelli che dobbiamo risolvere il problema? Perché non dire che è un problema della comunità intera?”.

L’ipotesi che è emersa dalla seduta, espressa dal presidente del consiglio Leoni, è l’istituzione di un laboratorio o un osservatorio che sia coordinato dal Comune e preveda una rappresentatività molto ampia della comunità, con la partecipazione di associazioni, parrocchie e scuole.

In realtà non si tratta di una soluzione nuova: già nel 2015, a seguito di atti vandalici verificatisi in alcune aree verdi di Lugagnano ad opera di un gruppo di adolescenti, l’assessore Bianco aveva promosso l’istituzione di un Osservatorio culturale, sociale ed educativo, a cui erano stati invitati a partecipare i rappresentanti delle principali realtà culturali, sociali ed educative della comunità. Quell’esperienza aveva portato all’organizzazione di alcuni incontri di riflessione e approfondimento, ma si era poi conclusa con la fine del mandato amministrativo.