“Diventare costruttori di ponti”, Irene di Lugagnano racconta la Giornata Mondiale della Gioventù

A fine luglio si è tenuta a Cracovia la Giornata mondiale della Gioventù. Sono stati tantissimi i giovani che si sono dati appuntamento in Polonia da tutto il mondo per seguire Papa Francesco. Tra di loro anche molti giovani del nostro Comune.

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato una testimonianza forte del gruppo di Palazzolo (LEGGILA QUI).

Oggi è il turno di Irene Benedetti, che ha partecipato alla GMG con il gruppo di Lugagnano, che era accompagnato anche dal curato don Michele Zampieri, e che ha seguito come capobus pure i gruppi di San Giorgio in Salici e Palazzolo, oltre a quello di Bussolengo.

Poco dopo essermi iscritta alla GMG di Cracovia – esordisce Irene – mi è stato chiesto di fare da capobus di quello che, dopo un paio di mesi, è stato ufficialmente indicato come bus 33: un gruppo di circa 50 giovani tra i 17 e i 23 anni circa, che avrebbe vissuto insieme questa esperienza. Il gruppo era composto da ragazzi di Lugagnano, San Giorgio in Salici, Palazzolo e Bussolengo ai quali si sono aggiunti due ragazzi brasiliani e cinque ragazzi dell’Istituto Stimmate di Bari.

Siamo partiti la domenica pomeriggio 24 luglio dallo stadio di Verona con altri 1200 giovani veronesi. Le circa 18 ore di viaggio sono trascorse in tranquillità. Sapevamo che saremo stati alloggiati a Siepraw, un paesino a circa 25 km da Cracovia. Ma come sarebbe stato questo paese? Come sarebbero state le famiglie polacche che ci avrebbero ospitato? Saremo riusciti a capirci? Cosa avremmo mangiato?

Arrivati nelle vicinanze di Sieprawprosegue Ireneabbiamo iniziato a salire un po’ di quota, fare tornanti tra boschi e prati rendendoci sempre più conto che il nostro arrivo avrebbe stravolto e invaso questa tranquilla comunità. Finalmente nella tarda serata abbiamo incontrato le nostre nuove famiglie e quale miglior sistema per conoscersi se non quello di sedersi a tavola a mangiare!? Erano quasi le 11 di sera!

Quello sarebbe stato il rito che ci avrebbe accompagnato per tutte le serate in cui siamo stati ospitati e al quale non si poteva sfuggire; qualunque fosse l’orario del nostro rientro, qualunque fosse il nostro appetito c’era sempre una tavola imbandita ad aspettarci. Lo stesso trattamento ci veniva riservato per la colazione; lo spazio sul tavolo diventava ogni giorno più stretto.

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Nella foto Irene (con la maglietta azzurra) con il gruppo di Lugagnano. Sopra la messa collettiva al Al santuario di Siepraw
Nella foto Irene (con la maglietta azzurra) con il gruppo di Lugagnano. Sopra la celebrazione al santuario di Siepraw

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La loro attenzione nei nostri confronti spiega Irene Benedetti anche nel prepararci il cestino della merenda per il timore che non mangiassimo a sufficienza durante la giornata, ci ha fatto proprio sentire a casa. Con lo stomaco pieno eravamo pronti ad affrontare le intense giornate che ci venivano proposte.

La nostra attività è iniziata martedì 26 luglio con la festa dei veronesi all’aperto nel parco di Siepraw. Giusto per non farci mancare nulla dal primo giorno, verso sera il vento ha iniziato ad alzarsi, nuvoloni, tuoni e lampi si sono avvicinati in fretta… non abbiamo potuto fare nulla se non attendere la pioggia e cercare di ripararci come meglio potevamo.

Mercoledì 27 abbiamo partecipato alla giornata degli italiani al Santuario della Divina Misericordia con il passaggio sotto la Porta Santa, un momento di silenzio all’interno del Santuario e la Messa nel parco. La sera, poi, abbiamo partecipato alla festa degli italiani nel parco della basilica di San Giovanni Paolo II dove è intervenuto anche Papa Francesco che ha risposto alle domande di alcuni ragazzi tra cui anche quella di un nostro amico 17enne costretto a fare rientro a casa dopo la sparatoria di Monaco dove si trovava con i suoi compagni, proprio lungo il viaggio che li avrebbe dovuti portati a Cracovia.

Giovedì abbiamo dedicato il pomeriggio libero alla visita della città di Cracoviaracconta Irene mentre per la giornata di venerdì abbiamo pensato di andare alla Via Crucis con Papa Francesco al parco di Blonia, poco distante dal centro della città. Nel frattempo ci hanno raggiunti anche tutti i 17enni arrivando ad essere circa 1500 veronesi ospitati.

Tutte le nostre giornate iniziavano insieme a tutti i veronesi al santuario di Siepraw con le catechesi, ma quelle di questa GMG hanno subito una rivoluzione rispetto a quelle precedenti: nessun vescovo è partito per Cracovia con il discorso pronto e nessun ragazzo è stato invitato solamente ad ascoltare. Funzionavano così: una breve provocazione iniziale veniva lanciata con un filmato sul tema della misericordia nelle sue molteplici inclinazioni, dopo un momento di silenzio e di riflessione venivamo invitati a lavorare in gruppo per formulare una domanda a cui il vescovo, parlando a braccio, dava risposta. Seguiva poi la Messa, sempre in diretta su Telepace per la gioia dei nostri genitori che per tutta la settimana non hanno fatto altro che rimanere sintonizzati su quel canale.

Anche sabato mattina abbiamo celebrato tutti insieme la Messa, ma quella è stata diversa da tutte le altre: quella sarebbe stata l’ultima volta che ci potevamo trovare tutti insieme in quel luogo; ci stavamo rendendo conto che questa esperienza stava finendo, ma nello stesso tempo si avvertiva l’eccitazione per la partenza per Campus Misericordiae dove si sarebbe svolto il momento più intenso e importante della GMG: l’incontro con il Papa, la veglia, la nottata da trascorrere all’aperto, la Messa e tanti tanti giovani da tutto il mondo.

L’agitazione non mancava e dopo aver dato le ultime raccomandazioni e gli ultimi consigli siamo saliti sui pullman che ci avrebbero dovuto portare al parcheggio a noi assegnato; il piccolo problema di questo parcheggio è che era a circa 15 km da Campus Misercordiae e che avremmo dovuto farceli più o meno tutti a piedi. Ma il gran cuore dei nostri autisti ha fatto sì che ci portassero a soli cinque chilometri dalla nostra meta.

Da quel momento è stato tutto un susseguirsi di emozioniracconta ancora Irene -:  piccole difficoltà fisiche del cammino, colonne infinite sotto il sole per recuperare il cibo per i due giorni, la generosità dei polacchi che spontaneamente si disponevano lungo la strada offrendoci acqua, frutta, ristoro dal sole innaffiandoci con gli spruzzini del giardino o prestandoci i loro giardini per poterci riposare un attimo.

Arrivati finalmente a Campus Misericordiae ci abbiamo impiegato un po’ per trovare un posto; d’altronde non è semplice sistemare 1.800.000 giovani. Il saluto di Papa Francesco ci ha entusiasmato, per non parlare dell’emozione unica provata durante la veglia: questi 1.800.000 giovani in assoluto silenzio con altrettante candele accese mentre vegliano e pregano. Le prime luci dell’alba ci hanno svegliato da un sonno così ristoratore che quasi non pensavamo fosse possibile dormendo all’aperto.

I giovani presenti alla Messa della domenica sono arrivati a due milioni; solo provando un’esperienza così ci si può rendere conto che tante lingue e culture diverse non rappresentano un ostacolo per la comprensione tra i popoli. Raccolte le nostre cose ci siamo poi rimessi in cammino per tornare alle nostre famiglie. Qualche difficoltà l’abbiamo incontrata: fiumi di persone che si muovono, strategie di rientro fallite, la pioggia che ovviamente non poteva mancare e la stanchezza che ormai si faceva sentire, siamo però riusciti a farci recuperare dai nostri autisti e a far ritorno a Siepraw.

Ci sono stati molti momenti divertenti, altri più difficili e impegnativi, ma proprio in queste occasioni i ragazzi si sono dimostrati veri giovani con gli scarponcini e non giovani da divano, proprio come ci ha chiesto di essere Papa Francesco.

La forza del gruppo è stata fondamentale per la costruzione di quei ponti di cui il Papa ci parla sempre – conclude con passione Irene -; nelle situazioni impreviste o di difficoltà abbiamo allungato la mano verso il nostro vicino, ci siamo resi disponibili; abbiamo capito che siamo venuti al mondo per lasciare un’impronta. La GMG è iniziata a Cracovia, ma continua qui a casa!