Discarica Siberie e Odori. Il Sindaco di Sommacampagna: “Colpa di una scelta di chi mi ha preceduto”

Foto aerea della discarica Siberie.

In queste ore il Comune di Sommacampagna sta distribuendo un volantino per far conoscere il proprio pensiero e la propria posizione sul rovente argomento degli odori della Discarica Siberie, posizionata a Caselle proprio sul confine di Lugagnano.

La discarica Siberie – scrivono nel volantino il Sindaco, la Giunta e i Consiglieri di maggioranza di Sommacampagna – nasce come progetto dell’amministrazione comunale nel lontano 2001. Il Comune, proprietario di un sedime di cava in località Siberie ritenne che gli enormi vantaggi economici derivanti dalla gestione delle discariche, dovessero essere a vantaggio di tutti i cittadini e non dei pochi privati proprietari di una discarica. La discarica allora progettata ottiene l’autorizzazione nel 2009 per il conferimento di rifiuti non pericolosi e non putrescibili, cioè potevano essere conferiti rifiuti considerati non pericolosi e con un grado di putrescibilità molto basso. Il valore della putrescibilità di un rifiuto è rappresentato da un parametro, il DOC (Carbonio Organico Disciolto) che in questo caso non poteva superare il limite di 80 mg/I. Per essere precisi questo è il limite che al massimo può essere presente nell’acqua di dilavamento che poi viene raccolta e smaltita. Tale valore rappresenta la presenza di sostanza organica nel rifiuto, che poi è la parte principale che genera l’odore.

Foto aerea della discarica Siberie.
Foto aerea della discarica Siberie.

Cosa succede dopo l’approvazione della discarica nel 2009? Che l’amministrazione seguente (Soardi/Residori) – prosegue il volantino – approva un accordo con l’allora gestore per alzare i valori degli inquinanti che possono essere presenti in discarica. In particolare viene innalzato di 20 volte il valore del DOC, quello che riguarda gli odori, portandolo a 1600 mg/I (Delibera G. C. n.203 del 25/11/2010 e la conseguente DGRV 1251 del 16/07/2013). La Discarica Siberie viene quindi riclassificata da “Discarica per Rifiuti Non Pericolosi Non Putrescibili” in “Discarica per rifiuti inorganici a basso contenuto organico o biodegradabile – Sottocategoria a)” in cambio di un anticipo di 800.000 euro sugli introiti previsti. Quello che era un processo partito nel 2001 con alcuni propositi, ha avuto quindi un passaggio fondamentale che ne ha visto cambiare la sostanza.

Questo non ci esime dal cercare tutte le soluzioni per eliminare il problema che si è venuto a creare. L’attenzione della nostra amministrazione sulla discarica è massima fin dal primo giorno dell’insediamento. Rilevata la problematica degli odori, da marzo 2015 stiamo operando affinché venga risolta. Sono stati coinvolti tutti gli organismi di controllo (ARPAV, Provincia di Verona, ecc.) per la verifica di qualità e modalità del conferimento. Ad oggi non sono state rilevate infrazioni dagli enti di controllo. Abbiamo richiesto che venisse messo in funzione un sistema che risolvesse il problema e il gestore ha proposto un impianto di captazione del biogas, già approvato dalla Regione Veneto, che sarà in funzione presumibilmente da maggio 2017.

Abbiamo anche effettuato una serie di incontri con il gestore perché agevoli un conferimento che non crei disagi a chi abita nelle vicinanze.

Va precisato – spiegano gli Amministratori di Sommacampagna – che la problematica degli odori non è di facile risoluzione e che si ha l’obbligo di muoversi secondo quanto prevede e consente di fare la legge e gli accordi precedentemente sottoscritti. La commissione discarica, costituita dall’assessore all’ecologia, da consiglieri di maggioranza e di minoranza oltre che da tecnici esperti ha intensificato in questi mesi i suoi incontri per studiare e proporre soluzioni. Possiamo chiudere la discarica come qualcuno afferma? Ammesso e non concesso che questa sia la soluzione, ad oggi non ci sono le condizioni per la chiusura. Le deroghe apportate nel 2010 consentono al gestore di conferire rifiuti che oggi creano il problema degli odori, problema che oggi stiamo cercando di risolvere.