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Ad aprire ieri l’assemblea dedicata alla vicenda Cà di Capri ieri a Lugagnano, nel salone delle scuole medie, è stato Lucio Santinato Presidente del Comitato Cittadini, che è organizzatore della serata assieme a Legambiente. Seduti al tavolo dei relatori con lui Gianluigi Mazzi, Sindaco di Sona, Gianfranco Dalla Valentina, Assessore all’Ecologia, Michele Bertucco, esperto di problemi ambientali, Fausto Scappini e Giacomazzi, legali del Comitato e Luca Tirapelle, legale di Legambiente.

Santinato ha illustrato lo svilupparsi della vicenda e il ruolo che ha svolto il Comitato impugnando davanti al TAR la delibera della Regione Veneto 2814/2013 che approvava il nuovo piano di Rotamfer. Impugnazione che ha avuto pieno successo in quanto il TAR lo scorso luglio ha annullato la delibera dando ragione al Comitato.

“La novità di queste ore – spiega Santinato – è che, come ci aspettavamo, Regione e Rotamfer hanno fatto ricorso contro la sentenza del TAR davanti al Consiglio di Stato. E l’udienza è stata fissata già per martedì prossimo 14 ottobre, con una velocità sorprendente”.

“Nelle ultime settimane abbiamo cercato di coinvolgere le Associazioni del nostro Comune in questa vicenda prosegue Santinato – per provare a veicolare il messaggio dell’azione che stiamo portando avanti e per cercare di ottenere un minimo di condivisione del percorso che stiamo facendo. Tra l’altro va considerato che ora il ricorso al Consiglio di Stato ha un costo molto più sostenuto di quello al TAR, e da soli non ce la possiamo fare. Quello che stiamo chiedendo ad Associazioni e cittadini è infatti anche un sostegno economico”, e qui Santinato mostra una scatola per la raccolta fondi.

“La decisione del Consiglio di Stato sarà irrevocabile e non potrà essere appellata: chi vince vince e chi perde perde. Mentre nel caso del ricorso al TAR il Comune ha scelto di non appoggiarci, ora  – termina Santinato  – noi vorremmo un intervento del Comune al nostro fianco”. 

Dopo di lui ad intervenire è stato il legale del Comitato dei Cittadini Fausto Scappini. “La vittoria al TAR dimostra che avevamo ragione, nonostante le perplessità che tanti evidenziavano. E quella sentenza è molto importante perché il giudice amministrativo è entrato nella sostanza dei fatti ed ha toccato i veri punti critici del problema. Cioè che quel piano di Rotamfer non è una messa in sicurezza della discarica ma un vero e proprio ampliamento. Ci aspettavamo l’appello di Regione e Rotamfer, come è stato. Il fatto poi che il Consiglio di Stato abbia fissato la seduta così velocemente non significa nulla, di questo non mi preoccuperei. E’ stata solo scelta la prima data utile dal calendario delle sedute. Io credo che il Consiglio di Stato confermerà la sentenza del TAR, proprio per l’evidenza dei fatti: come ho già detto quella non è una messa in sicurezza ma proprio un ampliamento. Quella di martedì – spiega l’Avvocato Scappini – sarà un’udienza cautelare, nella quale non è detto che si arrivi a sentenza. Io credo anzi che l’ipotesi più probabile sia che la Regione e Rotamfer rinuncino a chiedere la sospensiva immediata della sentenza del TAR, per poter poi ottenere un’udienza dove si possa entrare nel merito della vicenda. Udienza che, presumibilmente, potrebbe tenersi tra dicembre e la prossima primavera”.

E’ quindi la volta di intervenire dia Michele Bertucco di Legambiente. “Il TAR dice una cosa ben precisa: boccia la delibera regionale perché andava in contrasto con quanto venne deciso nel 2010 quando, in sede di Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale, si disse che il fluff non doveva più entrare in discarica. Quindi è veramente fondamentale il prossimo passaggio al Consiglio di Stato proprio in quanto la sentenza del TAR ha demolito la delibera regionale. Ma questa è una battaglia che non può essere solo di Legambiente e del Comitato dei Cittadini, ma deve necessariamente vedere coinvolta anche l’Amministrazione Comunale”. 

Prende la parola poi l’Avvocato di Legambiente Luca Tirapelle. “In merito alla situazione giudiziaria del processo penale che interessa Cà di Capri va detto che siamo nel pieno dell’istruttoria dibattimentale. Imputati sono Amministratori pubblici, tecnici e alcuni funzionari dell’ARPAV. Entro l’anno è prevista la fine del processo. Processo che inizia nel 2007 con la chiusura della discarica e una serie di arresti. Da allora in poi abbiamo assistito ad uno stallo poco comprensibile, con la Procura che fa iniziare il processo tre anni dopo. Poi, a seguito di altre vicende, si da il vero via al processo solo nel 2014, a ben sette anni di distanza. Nel frattempo l’ex Direttore dell’ARPAV è stato prosciolto per prescrizione. Ma, va sottolineato, non è stato assolto nel merito ma solamente per il decorso del tempo. Questo ci dimostra che l’impianto accusatorio del Pubblico Ministero è stato ritenuto dal tribunale importante e fondato. Qualsiasi sia comunque la sentenza, tutti dobbiamo già essere consapevoli che non arriveranno risultati dal processo penale, in quanto tutti gli imputati godranno della prescrizione”. 

La parola passa poi al Sindaco Gianluigi Mazzi. Sia Santinato che Bertucco nei loro interventi avevano sottolineato il dispiacere per il mancato affiancamento del Comune al Comitato nel ricorso al TAR. “Molte scelte che interessano il nostro territorio ci passano sopra la testa. I problemi ambientali a Sona sono tanti, oltre a Cà di Capri e i bidoni della Sun Oil è tornato di attualità anche il passaggio della TAV. Un aspetto importante che vorrei che capiste – spiega il Sindaco rivolto ai presenti – è che spesso non troviamo nessuno che ci risponda negli enti che stanno sopra di noi. Nessuno si prende responsabilità. L’intento dell’Amministrazione Comunale è quello di sostenere la messa in sicurezza della discarica, è questo l’aspetto che più ci preoccupa. Come Consiglio Comunale siamo stati in visita nell’area della Cà di Capri. Entrando, quello che risalta è la profondità dello scavo, della parte ancora nel completata. E la domanda che ci facciamo, e che ci ha portato alle scelte che abbiamo fatto, è proprio questa: se blocchiamo tutto, qui chi riempie poi questa situazione? Chi la completa? Questa è la responsabilità che abbiamo voluto assumerci. Per noi prioritario è completare”. 

A lui replica subito Bertucco. “Non sono d’accordo con il Sindaco. Ogni progetto presentato da Rotamfer è sempre stato finalizzato ad ampliare la discarica. Si è deciso di fare ricorso al TAR in quanto, rispetto a quanto si era stabilito pochi anni fa, la ditta ha fatto entrare del materiale che non poteva conferire. Il problema è che l’azienda non può sostenere il costo della gestione della discarica confluendo solo materiale ferroso, lo dice la Rotamfer stessa. Quindi non è credibile quando dice di voler completare la discarica con materiale non inquinante. Esiste un forte problema di sicurezza e di controlli che non ci sono. Il rischio è di tornare tra qualche anno alla situazione precedente all’intervento dei carabinieri, quando Cà di Capri venne chiusa. Se il Consiglio di Stato desse via libera ci ritroveremmo a non avere controlli. Io capisco le difficoltà enormi dell’Amministrazione Comunale, anche economiche, ma la strada da percorrere è solo quella di bloccare. Ci sono leggi ambientali a tutela dei cittadini, e vanno applicate. Il mio invito all’Amministrazione è di riconsiderare la sua posizione. Gli Amministratori hanno il dovere di tutelare la salute dei cittadini”. 

Per il Comune ad intervenire è quindi l’Assessore all’Ambiente Gianfranco Dalla Valentina. “La responsabilità di difendere il territorio non può ricadere solo sul Comitato dei Cittadini come dite voi, sono d’accordo, ma nemmeno solo sull’Amministrazione Comunale. Abbiamo tante urgenze ambientali sul territorio, come la TAV, che porterà situazioni di cantiere sul territorio di dimensioni considerevoli. Noi abbiamo la responsabilità di affrontare tutte le situazioni assieme, non trascurandone nessuna. La stessa ARPAV ci avverte di rischi imminenti di tracimazione nella Cà di Capri. Il problema è grave e va affrontato in maniera urgente”. 

A seguito del suo intervento si apre una discussione in sala, tra i circa sessanta presenti. Molti sono i malumori per la posizione tenuta dall’Amministrazione Comunale, che non è ritenuta sufficiente. C’è anche chi propone di pensare ad una tassa specifica per finanziare la chiusura della discarica.

Su questo punto risponde il Sindaco. “Voi parlare di contribuire tutti, di una tassa di scopo. Ed io posso essere d’accordo. Ma non vi rendete conto che invece che tantissime persone non sono come voi, disposte a dei sacrifici per il bene comune. Pensate solo a quanti problemi stiamo riscontrando con la raccolta differenziata, perché troppi non si impegnano a farla”. 

Seguono altri interventi. “Vogliamo da lei risposte Sindaco. Vogliano che si affianchi a noi. Vogliamo l’appoggio dell’Amministrazione perché siete i nostri rappresentanti e abbiamo bisogno della vostra presenza, che non significa solo contribuire economicamente ma anche un’adesione personale e amministrativa. Ora le sei persone che hanno fatto il ricorso al TAR sono isolabili, non hanno la forza di opporsi a poteri così forti. Non deludeteci, appoggiate la nostra opera. Sappiamo che i problemi sono tanti, ma è giusto affrontarli uno alla volta. Partiamo da questo per poi passare agli altri”, questo il tono generale della sala.

Presenti all’assemblea, tra il pubblico, anche i due ex Sindaci che si sono occupati dalla spinosa vicenda: Flavio Bonometti e Gualtiero Mazzi. E’ quest’ultimo a prendere la parola, sostenendo che: “L’Amministrazione Comunale non può esimersi dalla sue responsabilità. Anch’io chiedo che il Sindaco riveda la sua posizione”. 

Chiude l’Avvocato Scappini ricordando che la questione giuridica è assai complessa e quindi “sono fiducioso ma questo non significa che l’esito del giudizio davanti al Consiglio di Stato sia scontato. Dipenderà quanto il giudice entrerà nel merito del problema, come ha fatto il TAR. E comunque va detto forte che la Regione non può più spacciare l’ampliamento della Cà di Capri come messa in sicurezza, abbiano il coraggio di chiamare le cose con il loro nome”. 

Prima dei saluti finali l’ultima battuta spetta al Sindaco, che ribadisce “che molto delle decisioni che vengono prese sul nostro territorio arrivano da scelte di altri enti superiori, che purtroppo non coinvolgono mai né i cittadini né il Comune”.

Continua intanto in alcuni negozi di Lugagnano e presso il Comitato la raccolta di fondi per finanziare il ricorso al Consiglio di Stato. E non resta ora che attendere l’udienza di martedì prossimo.