Discarica Cà di Capri a Lugagnano. La Rotamfer chiede di poter variare le prescrizioni di conferimento

Il grande traguardo, atteso da decenni, era stato raggiunto il 27 settembre 2017, quando Comune di Sona, Rotamfer, Legambiente e comitato dei cittadini avevano sottoscritto un accordo storico su Ca’ di Capri, la discarica presente a nord dell’abitato di Lugagnano (nella foto da Google maps), in base al quale la proprietà si impegnava a portare la discarica a chiusura definitiva, a provvedere alla messa in sicurezza del sito e a non richiedere ulteriori ampliamenti.

Un risultato importante, arrivato al termine di grande lavoro di mediazione, che aveva visto il sindaco Mazzi con la sua amministrazione impegnati ai tavoli di confronto con Rotafmer e comitato. La sottoscrizione della convenzione fra tutte le parti in causa era stata formalizzata la sera prima dell’ennesima scadenza legale di un contenzioso infinito, che aveva dunque potuto vedere la sua fine.

Ora però arriva una novità che sembra poter cambiare i termini della questione.

Lo scorso 4 febbraio al protocollo della regione Veneto viene infatti acquisita la richiesta della ditta Rotamfer, che gestisce la discarica, per conoscere se è soggetta alla procedura VIA, la valutazione di impatto ambientale, la “modifica delle prescrizioni n. 6 e 7 di cui al decreto n. 43/2018, per la sostituzione di parte dei rifiuti da conferire in conto terzi con rifiuti in conto proprio”

Quel decreto che regola la discarica, infatti, prevede ai punti 6 e 7 alcune prescrizioni, che riguardano la quantità di rifiuti da conferire da Rotamfer per conto di terzi o per conto proprio, come evidenziato nell’immagine qui sotto.

A seguito di quella richiesta, il comitato tecnico regionale VIA si è riunito il 12 febbraio scorso e in quella sede si è tenuta la presentazione da parte di Rotamfer del progetto, con la nomina del gruppo istruttorio incaricato del suo esame. Durante quella seduta si è anche preso atto delle osservazioni pervenute sul progetto da parte del Comune di Verona e dell’atto di diffida presentato dal comitato cittadini e da Legambiente Verona.

Quale è stato poi l’esito? Il comitato tecnico regionale VIA, “alla luce degli approfondimenti presentati in corso di istruttoria”, ha evidenziato “la non sussistenza di potenziali impatti ambientali significativi e negativi connessi alla modifica delle prescrizioni richiesta” e pertanto ha espresso all’unanimità parere favorevole al “non assoggettamento alla procedura di VIA della richiesta di modifica delle prescrizioni n. 6 e 7” del decreto che regola la discarica.

In forza di quel parere favorevole, il direttore della direzione valutazioni ambientali della regione Veneto con proprio decreto n. 47 del 31 maggio scorso ha quindi deliberato di escludere dalla procedura VIA la richiesta di modifica delle prescrizioni n. 6 e 7, per la “sostituzione di parte dei rifiuti da conferire in conto terzi con rifiuti in conto proprio presso la discarica in oggetto, sita in località Ca’ di Capri nei Comuni di Sona e Verona”. Quindi, se verrà concessa la modifica di quelle prescrizioni, non sarà necessario che sia sottoposta ad una procedura di valutazione ambientale.

Lo stesso decreto regionale prevede poi – e qui arriviamo al punto sostanziale della vicenda – che ora, ai fini dell’eventuale rilascio dell’autorizzazione alla modifica delle prescrizioni, Rotamfer dovrà presentare una specifica istanza alla direzione ambiente e transizione ecologica della regione e che, nell’ambito della fase istruttoria che sarà attivata, “dovranno essere opportunamente considerati e valutati gli aspetti inerenti l’assentibilità della richiesta in questione” rispetto ai contenuti dell’accordo transattivo sottoscritto dalla Rotamfer stessa, dal Comune di Sona, dal comitato dei cittadini e da Legambiente.

Quindi adesso si apre la partita vera e propria, per capire se quell’istanza di Rotamfer, quando arriverà, sarà ritenuta compatibile con l’accordo sottoscritto nel 2017 e, quindi, se la ditta che gestisce la discarica potrà – per un periodo di tempo comunque limitato – variare la quantità di rifiuti da conferire direttamente rispetto alla quantità da conferire per conto di altri soggetti, conferendo per la quota variata rifiuto car fluff invece che rifiuto inerte.

Ma quale potrebbe essere l’utilità per Sona di questa operazione? Sembra che la differenza del conferimento potrebbe portare alle casse comunali un aumento di quanto riconosciuto da Rotamfer, da destinare alla realizzazione di una pista ciclabile su via Sacharov a Lugagnano.

Ora l’amministrazione comunale di Sona ed il comitato dei cittadini dovranno, pertanto, decidere che posizione tenere riguardo a questa vicenda. Quella del comitato sembra chiara, vista la diffida già inviata come si diceva sopra. Al Baco risulta che la prossima settimana sia in programma un incontro proprio tra comitato e amministrazione per provare a concordare una posizione comune, in maniera da replicare la sinergia messa in campo per arrivare alla sottoscrizione dell’accordo del 2017.

Dal fronte del Comune è l’assessore Roberto Merzi a farsi carico della posizione dell’amministrazione comunale, che spinge proprio per trovare una strada da percorrere assieme al comitato. Allo stato attuale secondo Merzi anche la posizione del Comune è, comunque, chiara e contraria alla modifica di quelle prescrizioni.

Merzi, infatti, spiega che “nel percorso che ha portato all’attuale autorizzazione della discarica, l’amministrazione del Comune di Sona ha condotto un’importante e complessa trattativa portando al tavolo i soggetti coinvolti, ovvero Rotamfer, comitato di cittadini ed amministrazione stessa, dialogando anche con la regione. Ad oggi, c’è stato solamente un primo approccio verso l’argomento. E sia Rotamfer che comitato hanno protocollato, legittimamente, dei documenti che rappresentano la posizione di ciascuna delle parti, senza un approfondito coinvolgimento dell’amministrazione. Pertanto, pur comprendendo le motivazioni della ditta richiedente e la posizione del comitato, l’amministrazione ritiene che solo attraverso un percorso analogo al precedente sia possibile elaborare il proprio parere, discutendo assieme e, qualora possibile, trovare una convergenza. Comunque, qualora si andasse al voto oggi, l’amministrazione comunale ritiene di non trovarsi nelle condizioni di poter esprimere un parere positivo. Diversamente rimane la piena disponibilità al dialogo tra le parti, in un percorso condiviso”.

Resta fermo che, qualsiasi sia la posizione che prenderanno Comune e comitato, la parola finale sulla fattibilità o meno di questa operazione spetterà comunque alla regione. Una posizione concordata tra cittadini e amministrazione potrebbe però pesare sul tavolo della decisione.

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Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.