Di Lugagnano, avrebbero spacciato droga in combutta con l’addetto alla camera mortuaria di Bussolengo

A fare da intermediario per i tanti compratori era l’addetto alla camera mortuaria di Bussolengo, Emauele Garonzi di Sommacampagna, mentre a procurare le dosi di droga sarebbero stati due cittadini di Lugagnano: Salvatore Minniti di 57 anni e Klodian Kodra di 35 anni. E’ questo quanto emerge da un filone di indagini parallelo a quello sulle tangenti chieste dai cellisti di Borgo Roma, ma che riguarda invece lo spaccio di droga.

I tre sono stati arrestati sulla base di un’ordinanza di custodia ai domiciliari emessa dal GIP Luciano Gorra e sono comparsi martedì scorso da davanti al magistrato per l’interrogatorio di garanzia, durante il quale hanno scelto di rimanere in silenzio. Al termine dell’interrogatorio sono stati ricondotti ai domiciliari.

Tutto nasce, come si diceva, da intercettazioni legate all’indagine che negli scorsi giorni ha interessato i cellisti scaligeri, sospettati di chiedere denaro agli impresari di pompe funebri per sistemare le salme. Da alcune intercettazioni è, infatti, emerso questo nuovo filone di indagine, con un giro di spaccio che ruotava attorno alla camera mortuaria dell’Ospedale Orlandi di Bussolengo.

Ma chi erano i compratori? Dalle indagini emerge che nel periodo settembre-novembre 2017 sono state una ventina le persone contattate: giovani e meno giovani. Tante le professioni differenti, dal medico, all’operaio al disoccupato.

Varie le modalità di consegna degli stupefacenti: per strada, a casa dei clienti o nei pressi della casa di Minniti. Secondo gli inquirenti a procurare la droga a Minniti era l’altro cittadino di Lugagnano coinvolto in questa vicenda, Kodra.

La Redazione
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