Una serata da ricordare al Bentegodi, dove l’Hellas Verona travolge l’Arezzo con un netto 5-0 e manda un segnale forte al campionato. Una vittoria che assume un significato ancora maggiore perché interrompe un’attesa durata ben nove mesi: l’ultimo successo casalingo in campionato dei gialloblù risaliva infatti al 6 dicembre 2025, quando al Bentegodi cadde l’Atalanta per 3-1.
Dopo il successo per 2-1 ottenuto a Cagliari in Coppa Italia e il conseguente passaggio del turno, il Verona trova così un’altra vittoria convincente, questa volta davanti al proprio pubblico, tornando finalmente a regalare ai suoi tifosi quella gioia che in casa mancava da troppo tempo. Un Bentegodi che ha risposto ancora una volta presente, sostenendo la squadra e confermando quanto la spinta del pubblico veronese possa rappresentare un’arma in più nel corso di un campionato lungo e difficile come quello di Serie B.
Il risultato finale racconta di un dominio assoluto, anche se la partita è stata meno semplice di quanto possa suggerire il punteggio. Nel primo tempo il Verona prende subito in mano il gioco, mantiene a lungo il possesso e costringe l’Arezzo soprattutto a difendersi, senza però riuscire a trasformare la superiorità territoriale in vere occasioni da gol. Al 40′ arriva l’episodio che inevitabilmente condiziona il resto della gara: Illanes trattiene Mulattieri lanciato verso la porta e viene espulso. Una superiorità numerica che certamente faciliterà il compito dei gialloblù nella ripresa, ma maturata al termine di una prima frazione nella quale era stato comunque il Verona a comandare la partita.
Si va così negli spogliatoi sullo 0-0, ma al ritorno in campo cambia tutto. Il Verona aumenta ritmo, qualità e pericolosità e l’Arezzo, rimasto in dieci, non riesce più a contenerlo. È l’inizio di un secondo tempo praticamente perfetto, nel quale tutta la squadra gialloblù sale di livello, trascinata anche da un Bentegodi che accompagna e spinge i suoi fino alla fine. Il pubblico veronese si conferma ancora una volta un’arma in più: quando squadra e tifosi riescono ad accendersi insieme, giocare al Bentegodi può diventare davvero complicato per chiunque.
A dare la prima scossa è anche l’ingresso di Tomas Suslov, mandato in campo da Baroni al rientro dagli spogliatoi. Il Verona cambia passo e dopo appena cinque minuti trova finalmente il vantaggio: Bradaric pennella dalla sinistra un pallone sul secondo palo, dove Zappa si fa trovare pronto e firma l’1-0. Passano soltanto sei minuti e ancora Bradaric veste i panni dell’assist-man, questa volta servendo Mulattieri che di testa non lascia scampo a Nunziante per il raddoppio.
A quel punto il Bentegodi si accende definitivamente e il Verona gioca sul velluto. La superiorità numerica pesa inevitabilmente, ma sarebbe riduttivo spiegare soltanto con l’espulsione di Illanes quanto si vede in campo: nella ripresa i gialloblù giocano da squadra, aumentano il ritmo, trovano spazi e soprattutto mostrano una qualità che l’Arezzo non riesce più ad arginare. Suslov sale in cattedra con giocate che, per qualità e inventiva, appaiono a tratti fuori categoria, dando fantasia e imprevedibilità alla manovra e partecipando direttamente alla costruzione di altre occasioni da gol.
Le risposte migliori arrivano anche dalla panchina. Iannoni, entrato al 57′, si rende subito pericoloso e al 76′ è protagonista di una splendida azione: servito da Suslov, arriva sul fondo e mette il pallone sul secondo palo per Cerbone, appena entrato, che deve soltanto spingerlo in rete. Per il giovane gialloblù è solo l’inizio: appena due minuti più tardi si fa trovare nuovamente pronto e con una conclusione potente firma la personale doppietta e il 4-0.
La festa non è ancora finita. All’85’ è ancora Suslov a creare dalla destra, servendo al centro Iannoni che mette la firma sul definitivo 5-0. Due giocatori subentrati, Cerbone e Iannoni, capaci di realizzare tre reti, con Cerbone autore addirittura di una doppietta nel giro di due minuti: segnali importanti per Baroni e per un Verona che, in un campionato lungo e difficile come la Serie B, potrà avere bisogno del contributo di tutta la rosa. Ma la fotografia più bella della ripresa resta quella di una squadra intera capace di divertirsi, far divertire e coinvolgere un Bentegodi sempre più entusiasta minuto dopo minuto.
Una menzione particolare la merita Tomas Suslov. Dopo un’estate nella quale il suo futuro a Verona è rimasto a lungo in discussione, lo slovacco è rimasto in gialloblù e contro l’Arezzo ha dimostrato quanto possa essere importante per questa squadra. Entrato nella ripresa, ha alzato immediatamente il livello della manovra con qualità, fantasia e alcune giocate apparse davvero fuori categoria. In una Serie B lunga e difficile, poter contare su un giocatore con il suo talento può rappresentare un valore aggiunto enorme per il Verona.
Per chi scrive, quella contro l’Arezzo è stata anche una giornata particolare: dopo trent’anni vissuti da abbonato in curva, per la prima volta ho avuto l’opportunità di raccontare l’Hellas dalla tribuna stampa del Bentegodi. Un’esperienza bellissima, resa ancora più speciale dall’accoglienza e dall’organizzazione della società, dalla postazione riservata al Baco da Seta e dalla possibilità di vivere la partita fianco a fianco con tanti giornalisti che da anni raccontano il Verona. Dopo tanti anni passati dall’altra parte dello stadio, vedere il Bentegodi da questa prospettiva ha avuto inevitabilmente un sapore particolare. E per una prima volta, diciamolo, un 5-0 non poteva essere un regalo migliore.
L’EDITORIALE DEL BACOBrian May dice basta ai tour. Ma la magia dei Queen non va in pensioneIl 5-0 all’Arezzo, arrivato dopo il successo di Cagliari in Coppa Italia, può rappresentare una svolta importante per il Verona. Il campionato è ancora lungo, ma squadra, panchina e pubblico hanno mandato un segnale forte. Ora servirà continuità per trasformare una serata da ricordare nella vera sterzata della stagione.
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