“Decameron 451”, giovedì torna a Sona il grande teatro con una rivisitazione di Boccaccio

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Si alza nuovamente il sipario a Sona sulla prestigiosa rassegna teatrale “Storie al Chiaro di Luna”, proposta da SpazioMio Teatro, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Sona, che già ha illuminato con serate di teatro di altissima qualità questa estate 2017.

Giovedì 17 agosto è la volta di “Decameron 451”, prodotto da Mitmacher Teatro.

Il testo originale è stato scritto da Giovanna Scardoni, drammaturga e attrice veronese. La regia è di Stefano Scherini, attore di cinema e teatro, nonché regista teatrale, e in scena oltre a Giovanna e Stefano, ci sarà Nicola Ciaffoni, attore protagonista di uno spettacolo in cartellone proprio al Piccolo di Milano per due stagioni consecutive, “Iliade, mito di ieri, guerra di oggi”, allestito sempre da Mitmacher Teatro.

“Dietro ai libri non c’è nessuno” sentenziava uno dei protagonisti di Fahrenheit 451, dalla penna di Ray Bradbury, ma se questo fosse vero non ci sarebbe bisogno di bruciarli. Dietro ai libri ci sono pensieri e vite, ci sono scelte da compiere o compiute, ci sono emozioni e intelligenze.

E dunque, posto che il Decameron non si può restituire in un’ora e venti, la scelta delle novelle da raccontare in questo tempo avverrà proprio seguendo emozioni, pensieri, idee e tesi che ogni attore/memorizzatore deciderà di affrontare e portare avanti: la differenza di pensiero diviene un valore, una possibilità di incontro e di scambio anche se non sempre tranquillo.

I tre protagonisti in scena, Nicola Ciaffoni, Giovanna Scardoni e Stefano Scherini, chiamati “memorizzati”, sono impegnati a raccontare proprio uno dei libri proibiti: il Decamerone di Giovanni Boccaccio, romanzo fondativo della cultura e della lingua italiana, e raccontano quanto più possono del contenuto del romanzo boccacciano, consapevoli di non avere tempo: nell’arco di un’ora e venti, infatti, dovranno fuggire perché altrimenti saranno trovati e arrestati.

Il racconto della peste boccacciana, che nel Decameron è la causa della fuga dei dieci giovani fiorentini a Fiesole e del racconto delle 100 novelle, si sovrappone, in Decameron 451, alla peste contemporanea, una peste culturale, che purtroppo in questo momento storico noi stiamo già vivendo, se non in Italia, in paesi ormai poco distanti da noi.

Questi personaggi si mettono in viaggio su questa superficie liquida, ibrida ed estranea, il mare appunto, testimone di piraterie e schiavitù, vera e propria scacchiera di scambi politici ed economici. Arriveranno? E quando e se arriveranno si ricorderanno quello che sono stati? Si ricorderanno chi sono ora?

Il finale di Decameron 451 è aperto, perché in realtà lo spettacolo è una sorta di documentario, di narrazione in tempo reale, in cui gli uomini libro, gli attori/memorizzatori, Giovanna Nicola e Stefano appunto, attraverso le novelle del Decameron compiono un viaggio innanzi tutto nelle loro esistenze, e come tale questo viaggio non ha una fine, coincide con la loro vita, che continua in un’altra città, in un altro qualsiasi luogo in cui possano raccontare e raccontarsi.

La formula prevede dalle 20.30 un fresco aperitivo presso il parco di Villa Romani e, a seguire alle 21.30, la commedia nell’adiacente spiazzo accanto alla sala consigliare, dietro l’edificio ex canonica. Ingresso € 12, ridotto € 10.