Dalle colline moreniche alla Lanterna: le Penne Nere veronesi invadono Genova per la 97ª Adunata

Al via la 97esima Adunata Nazionale Alpini che, dall’8 al 10 maggio, si tiene in Liguria nel capoluogo Genova. Anche da Sona, Palazzolo, San Giorgio in Salici e Lugagnano, in maniera più meno organizzata o per la sola domenica della sfilata o per più giorni, le penne nere locali sono pronte alla partenza per condividere, assieme ad altri alpini provenienti da tutta Italia, un momento annuale iconico per la loro identità.

Con una presenza sempre più diffusa di aggregati e amici degli alpini che stanno divenendo, dato l’avanzare degli anni e la fine della leva obbligatoria avvenuta a giugno del 2005, una forza sempre più consistente, sia nei numeri sia nella qualità del lavoro svolto, all’interno delle baite dei gruppi. Gli amici degli alpini, dotati del riconoscimento del cappello norvegese, loro conferito dai capigruppo sulla base dei meriti acquisiti sul campo, possono di fatto far parte dello schieramento che sfila.

Il connotato di associazione d’arma costituita solo da cittadini italiani che hanno svolto il loro servizio di leva nelle truppe alpine si sta, man mano nel tempo, modificando per lasciare gradualmente spazio a quello di associazione di volontariato. Associazione che ha alle sue radici e nella quotidianità degli statuti, dei regolamenti e delle responsabilità giuridiche e amministrative un legame indissolubile con le penne nere, ma che è, e sarà sempre di più, una organizzazione che apre le proprie porte a persone animate da buona volontà, buoni propositi, desiderose di fare qualcosa di utile per la propria comunità, rispettose dei valori fondanti, pronte a donare il proprio tempo in caso di bisogno. E queste qualità non sono una “proprietà“ di chi ha fatto la naja negli alpini, sono insite in tante persone che vivono dentro di se i valori del senso civico.

Si stima che la città della Lanterna si popolerà di circa trecentomila persone in più rispetto ai residenti abituali. Una massa critica che porta in dote allegria, voglia di aggregazione, simpatia, solidarietà e, vale la pena sottolinearlo, un indotto economico di qualche milione di euro concentrato in soli tre giorni.

È normale che una mole di persone di questo tipo porti qualche disagio ai cittadini residenti, non può essere diversamente. Ma in tanti anni di adunate, molto raramente questo aspetto è emerso come un fattore totalmente penalizzante rispetto ai tanti aspetti positivi. Di fatto l’accoglienza delle varie città è sempre stata di prim’ordine, in molti casi testimoniando un affetto travolgente.

Polemiche e strumentalizzazioni sull’adunata fanno purtroppo la loro comparsa ogni anno, come sempre accade negli eventi che mobilitano masse così imponenti di persone dove si possono annidare anche atteggiamenti e comportamenti non coerenti con i valori che appartengono agli alpini. Ovviamente sono atteggiamenti da deplorare e condannare ma che non identificano tutti gli alpini italiani.

Quello che deve essere sottolineato invece è che l’Associazione Nazionale Alpini gode della stima totale assoluta e mai messa in discussione del popolo italiano. Il 6 maggio abbiamo ricordato l’anniversario dei cinquant’anni dal terremoto del Friuli. Ogni anno ad ottobre si ricorda il disastro della diga del Vajont del 1963, ad aprile si commemora il terremoto dell’Aquila del 2009, ad agosto il terremoto in Centro Italia del 2016, a novembre quello del terremoto dell’Irpina del 1980 tanto per citarne solo alcuni dei disastri naturali che hanno colpito il nostro Paese. Per non parlare del marzo 2020 con la pandemia da Covid-19.

Non ce n’è mai stato uno in cui le penne nere non siano state presenti per dare il loro contributo. Con spirito di sacrificio, abnegazione, altruismo, competenza, umanità. Anche solo questo, assieme a tante altre situazioni ed azioni che nobilitano l’Associazione, è sufficiente per dire che, quando si parla di Alpini, il valore che va loro riconosciuto è quello di una solida umanità.

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Zaini in spalla quindi e pronti alla partenza con il solito carico di allegria e spensieratezza, con un occhio sempre vigile sui valori che fanno dell’Associazione Nazionale Alpini un raro esempio di longevità e di fedeltà ai propri principi. E poi chissà, dopo la 98esima edizione del 2027 che si svolgerà a Brescia, sarà l’anno della 99esima Adunata Nazionale a Verona? I quasi 20mila soci della Sezione Alpini della città ci contano tanto.

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Alfredo Cottini
Sono nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Risiedo a Lugagnano sin dalla nascita, ho un figlio. Sono libero professionista nel settore della consulenza informatica. Il volontariato è la mia passione. Ho fatto parte per più più di 30 anni nell'associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui sono stato presidente e vicepresidente. Per diversi anni sono stato consigliere della Pro Loco di Sona. Nel Gruppo Alpini di Lugagnano, di cui sono Capogruppo dal Dicembre 2025, trovo i valori della solidarietà che mi fanno amare il mio cappello con la penna. Ritengo che la solidarietà, insita nell’opera del volontario, sia un valore che vale la pena vivere ed agire. Si riceve più di quello che si dà. Considero la cooperazione tra le organizzazioni di volontariato di un territorio un valore fondamentale del sentirsi comunità