Dall’altra parte del mondo per il rugby. Nicole, in partenza per il New Zealand come preparatrice atletica

Chiunque è a contatto con i giovani sa quanto al giorno d’oggi è diffusa tra i ragazzi la voglia di fare esperienza all’estero, sia nel corso degli studi che una volta terminati quest’ultimi. Ma quanti appassionati di rugby hanno avuto la possibilità di andare in New Zealand, nella patria dei mitici All Blacks, per fare uno stage presso uno dei club più rappresentativi del panorama sportivo di quel paese?

E’ quello che capiterà fra pochi giorni a Nicole Cantarelli, giovane preparatrice atletica della società rugbistica West Verona Rugby che ha sede presso gli impianti sportivi di Bosco di Sona.

La incontro assieme al dirigente Andrea Mazzi (sopra nella foto con Nicole) per una chiacchierata nella “club house” attigua al campo di gioco.

E’ un progetto che ho voluto proporre alla società dopo averlo sperimentato personalmente qualche anno fa – mi racconta Andrea Mazzied ho ricevuto subito l’entusiasta risposta di Nicole che qui da noi, oltre a seguire la preparazione atletica della squadra senior, fa da educatrice e allenatrice ai bambini del mini rugby. Lei sarà ospite a Wellington del Marist St Pats rugby club, una delle squadre più tradizionali di quella nazione, fondata più di un secolo fa dai Padri Maristi e che tuttora accoglie tanti atleti locali oltre che molti isolani dagli arcipelaghi di Tonga, Fiji e Samoa”.

“Ho aderito subito senza esitazione – interviene Nicoledato che a me piace molto sperimentare ed in questa maniera riesco a coniugare la mia passione verso il rugby con la possibilità di fare un’esperienza lavorativa all’estero. Era un obiettivo che mi ero prefissato dopo aver conseguito lo scorso anno la laurea in scienze motorie e la specializzazione in preparazione atletica ed ora grazie a questa iniziativa sono riuscita a realizzarlo”.

Cosa ti immagini di trovare laggiù letteralmente agli antipodi?
Non saprei, è talmente distante. Quindi immagino abitudini diverse ma anche la certezza che sarò ospitata in una struttura organizzata e molto coinvolgente che mi fornisce alloggio e lavoro ed è preparata ad accogliere appassionati da tutto il mondo di rugby che laggiù, non dimentichiamolo, è lo sport e l’orgoglio nazionale. Mi adatto facilmente quindi non vedo l’ora di partire per questi tre mesi abbondanti di esperienza che arrivano proprio nel periodo in cui qui da noi la stagione agonistica si sta concludendo mentre sta per iniziare in Nuova Zelanda, dove le stagioni sono invertite alle nostre.

Quale sarà la tua mansione?
Andrò ad affiancare il loro preparatore atletico e per me sarà un’esperienza veramente formativa. La preparazione atletica nel rugby è fondamentale in quanto affianca e supporta in maniera importante la parte tecnico/tattica. Come sappiamo, il rugby è uno sport di contatto e quindi lo scopo del mio lavoro è di ridurre i rischi di infortuni oltre che a migliorare le prestazioni degli atleti.

Come ti sei avvicinata al rugby?
E’ stato una fatto casuale, in quanto in famiglia nessuno è appassionato ma, una volta finiti gli studi, sono venuta a sapere che qui a Sona cercavano una figura come la mia ed ho quindi preso la palla al balzo. Ho sempre fatto sport in altri ambiti ma ora mi trovo bene e ho deciso che la mia carriera professionale avrà a che fare con lo sport e specialmente con quelli di squadra. Il rugby, in questo caso, è molto adatto in quanto iniziando dai bambini col mini rugby, si apprezzano quei valori di correttezza e quelle caratteristiche di lealtà e rispetto delle regole che hanno fatto conoscere questo sport in tutto il mondo.

“Proprio così- interviene Andrea -, qui a Sona oltre ai seniores in serie C abbiamo una bella realtà fatta di tante squadre giovanili, anche femminili, che dimostrano quanto questo sia un movimento in crescita. Un tempo qui da noi il rugby veniva poco considerato ma ora vengono apprezzati tutti gli aspetti educativi dello stare in gruppo, del condividere sani valori con regole ferree di lealtà che poi portano ad un elevato aspetto di socialità e convivialità. Non è raro vedere tifosi e squadre avversarie condividere una birra al termine delle partite nel ormai famoso ‘terzo tempo’ e questo è uno degli aspetti più sani della nostra attività. Colgo l’occasione per suggerire a chi vuol avvicinarsi a questo sport di entrare in contatto con la nostra società, anche tramite Facebook ed il sito westveronarugby.it, o di fare un salto al nostro campo per venire a conoscenza dei programmi interessanti che proponiamo per le giovani leve o per seguire le attività agonistiche dei più grandi. Tutti sono benvenuti ed una birra in compagnia è la maniera migliore per farci conoscere come lavoriamo e per entrare nel nostro mondo”.

Ringrazio Andrea dell’invito ed auguro a Nicole una felice permanenza dall’altra parte del mondo raccomandandole che se volesse rendere partecipi i lettori del Baco della sua esperienza, siamo lieti di ospitare le sue testimonianze o le sue foto da quella terra lontanissima.

Massimo Giacomelli
Nato nel 1967, vivo da sempre a Palazzolo con moglie e 2 figli ormai proiettati nel mondo dei grandi. Sono appassionato di storia, di tutti gli sport, (qualcuno provo a praticarlo a livello amatoriale) e con parecchio trasporto ed un po' di nostalgia ascolto sempre volentieri la musica degli anni Ottanta. Dopo gli studi all’istituto tecnico commerciale ho scelto la strada imprenditoriale ed ora sono impegnato nel settore immobiliare; negli anni scorsi la mia collaborazione col Baco da Seta era piuttosto saltuaria; a partire dal 2019 però sta diventando sempre più intrigante.