Nella mattinata di venerdì 20 marzo, dalle prime ore del mattino fino al primo pomeriggio, si è svolta una nuova edizione di UniStem Day, un evento di rilievo internazionale dedicato agli studenti delle scuole superiori per avvicinarli alla divulgazione scientifica.
Organizzata dal Centro UniStem dell’Università degli Studi di Milano, la giornata ha coinvolto simultaneamente decine di migliaia di giovani in tutto il mondo, offrendo loro un’occasione preziosa di incontro diretto con la ricerca contemporanea e con coloro che quotidianamente contribuiscono al progresso scientifico.
Una trentina di studenti, tra ragazze e ragazzi frequentanti percorsi scientifici, sono partiti dal Liceo Medi di Villafranca alle 6 del mattino, accompagnati dalla preside Paola Catanzaro e dalla professoressa di scienze Chiara Perusi. Già a partire dalle 8.30, l’ingresso degli studenti presso La Statale ha segnato l’inizio di un’esperienza che si è rivelata ben più di una semplice successione di testimonianze: UniStem Day si configura, infatti, come un vero e proprio percorso di orientamento, volto a stimolare curiosità, spirito critico e consapevolezza nelle nuove generazioni.
Dopo il benvenuto dei coordinatori, la giornata è stata inaugurata dai saluti istituzionali della Rettrice dell’Università degli Studi di Milano, Marina Marzia Brambilla, seguiti dall’introduzione della Senatrice Elena Cattaneo, figura di spicco nel panorama scientifico italiano e tra le fondatrici del Centro UniStem.
Fin dalle prime relazioni, è emersa chiaramente la volontà di rendere accessibili temi complessi senza però rinunciare al rigore scientifico. Simona Lodato, dell’Istituto Clinico Humanitas, ha affrontato una questione affascinante quanto centrale per la comprensione dell’essere umano: la costruzione del cervello. Attraverso il titolo evocativo “Come si costruisce un cervello: geni, ambiente e scelte precoci”, la relatrice ha guidato gli studenti in un’analisi articolata delle interazioni tra fattori genetici e ambientali, sottolineando come le esperienze individuali contribuiscano in modo determinante allo sviluppo cognitivo.
A seguire, la biologa Renata Grifantini ha offerto uno sguardo sul percorso che conduce dalla ricerca di base all’applicazione biomedica, illustrando il “progetto Checkmab”. Il suo intervento ha evidenziato come il lavoro scientifico non si esaurisca nei laboratori, ma trovi un compimento concreto nella possibilità di migliorare la qualità della vita, trasformando intuizioni teoriche in strumenti diagnostici e terapeutici.
Dopo un intervallo nel Cortile del ‘700 che ha favorito il confronto informale tra studenti e partecipanti, la seconda parte della mattinata ha introdotto una riflessione di carattere anche sociale e politico. Stefano Simonetta, Prorettore dell’Università degli Studi di Milano, ha presentato un intervento dal titolo emblematico: “Di nuovo liberi di scegliere: da Gaza alla Statale, per poter continuare gli studi in attesa di tornare in Palestina”. In questo contesto, la scienza e l’università si sono rivelate non soltanto luoghi di formazione, ma anche strumenti di inclusione e riscatto, capaci di offrire opportunità concrete a chi vive in situazioni di difficoltà, come è stato per uno studente proveniente da Gaza, che, grazie a una borsa di studio, è riuscito a trasferirsi a Milano per studiare medicina e ha scelto di lasciare la sua testimonianza ai ragazzi presenti, un intervento senza alcun dubbio toccante e molto intenso.
Il percorso è poi proseguito con Tommaso Bellini, un ricercatore che ha saputo coniugare rigore scientifico e leggerezza espositiva nel suo intervento “Anche i fisici giocano con il DNA”, dimostrando come discipline apparentemente distanti possano intrecciarsi in modo sorprendente. Questa interdisciplinarità è stata ulteriormente confermata dalla relazione di Teresa Fornaro, un’altra ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), che ha condotto gli studenti in un viaggio affascinante tra astrobiologia ed esplorazione spaziale, partendo dai “mattoni della vita” fino ad arrivare alla ricerca su Marte.
A chiudere il ciclo di interventi, la scienziata Alessandra Gentile ha riportato l’attenzione su un ambito più vicino alla quotidianità, ma non meno complesso: lo studio genetico degli agrumi. Attraverso l’analisi di ciò che si cela “dietro un frutto”, la relatrice ha mostrato come anche gli elementi più familiari possano rivelare una straordinaria ricchezza di informazioni scientifiche, menzionando l’impatto positivo dei prodotti geneticamente modificati, gli OGM, che possono avvantaggiare la crescita di molte piante in diversi modi, intervenendo direttamente sul “motore” genetico della pianta o proteggendola da fattori esterni che altrimenti ne rallenterebbero lo sviluppo.
Al termine di questo ciclo di interventi, selezionate scuole hanno potuto poi proseguire la conferenza all’auditorium della Statale all’insegna di lezioni sulle cellule staminali, realtà virtuale e microscopia.
“È stato molto interessante vedere come esperti e docenti molto appassionati hanno trattato noi studenti come fossimo universitari capaci di comprendere il loro linguaggio e alcuni temi che ancora non abbiamo affrontato a scuola. Ascoltare le difficoltà che hanno riscontrato nella loro scelta di vita post-diploma è stato rassicurante e di aiuto”, sostiene Laura Marconi della classe 5^G.
“Concordo”, ha aggiunto Arianna Cavagna della 5^B, “l’unico difetto forse è che non c’è stato tempo per fare domande. Spero comunque che si terrà anche i prossimi anni.”
UniStem Day non è soltanto una giornata di conferenze, ma un progetto di ampio respiro nato nel 2009 con l’obiettivo di diffondere la conoscenza sulle cellule staminali e sulle loro potenzialità applicative. Oggi coinvolge 93 università e istituti di ricerca in 12 Paesi, distribuendosi tra i due continenti dell’Europa e dell’Australia e raggiungendo circa 30.000 studenti, numeri che testimoniano la portata globale dell’iniziativa e il suo impatto significativo nella promozione della cultura scientifica.
Il tema scelto per questa diciottesima edizione, “Liberi di scegliere”, si inserisce perfettamente nel percorso formativo degli studenti delle scuole superiori, chiamati a confrontarsi con decisioni cruciali per il proprio futuro universitario. In questo senso, UniStem Day si propone non solo come momento di apprendimento, ma anche come invito a superare pregiudizi e convenzioni, incoraggiando ciascuno a intraprendere la strada più affine alle proprie inclinazioni.
“Sarebbe stato bello fare una visita dell’università, a scopo orientativo. Per il resto è stato molto istruttivo” ha affermato Mattia Marconcini della 5^A.
In un’epoca in cui la scienza è sempre più centrale nel dibattito pubblico e nelle dinamiche globali, eventi come questo assumono un valore fondamentale: contribuiscono a formare lo spirito critico dei giovani per renderli cittadini più consapevoli, capaci di comprendere la complessità del mondo contemporaneo e di partecipare attivamente al suo sviluppo, di cui la scienza costituisce un pilastro fondamentale.
La ricerca scientifica, presentata non come un sapere distante e inaccessibile, ma come un processo vivo e in continua evoluzione, diventa così uno strumento indispensabile oggigiorno. Per questo motivo emerge, seppur in modo discreto, una certa amarezza da parte di quegli studenti che non hanno potuto prendere parte a questa iniziativa.
In particolare, tra chi frequenta indirizzi non prettamente scientifici, si avverte il desiderio di essere comunque coinvolti in progetti di questo tipo, proprio perché la scienza, per sua natura, non dovrebbe essere percepita come un ambito riservato a pochi, elitario, ma come un patrimonio comune, capace di interrogare e appassionare chiunque. Forse, proprio a partire da questa consapevolezza, sarebbe auspicabile un’estensione dell’invito agli studenti di percorsi umanistici – tra i quali ci sono future e futuri biologi, biotecnologi, infermieri, medici, chimici, che sapranno applicare con non meno capacità le proprie conoscenze. Non serve essere qualcuno per studiare la scienza, serve essere curiosi. E la curiosità appartiene a tutti.
© 2026 Riproduzione riservata
