Da Lugagnano a Brema: Diversamente in Danza premiata al “Kulture Integration Theatre”

Spesso le parole non bastano per descrivere la bellezza di un risultato, la gioia del taglio di un traguardo o la soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo: vuoi per l’esperienza, che è sempre soggettiva; vuoi per le emozioni, che vengono da una parte trasmesse e dall’altra vissute; vuoi per il contesto, che riunisce punti di vista e sensibilità diverse.

Forse, però, possiamo trovare nella parola inclusione il comun denominatore per descrivere non solo uno straordinario fatto di cronaca, ma anche un’esperienza in grado di lasciare un segno artistico, professionale e umano.

Diversamente in Danza, nata come associazione a Lugagnano nel 2003 da un’idea di Giorgia Panetto, da oltre vent’anni si propone di superare i limiti delle regole e della tecnica avvicinando persone diversamente abili al linguaggio della danza. Il gruppo coreutico nel 2018 ha creato il progetto ‘Opificio delle Opportunità’ per offrire occasioni di formazione professionale a giovani danzatori con o senza disabilità.

Attualmente nel progetto sono coinvolte 6 danzatrici dai 21 ai 42 anni, di cui 3 con disabilità cognitiva – spiega al Baco Giorgia Panetto –. In questi ultimi cinque anni le ragazze che partecipano al progetto hanno avuto la possibilità di frequentare diversi corsi di formazione organizzati dalla nostra impresa sociale, e l’ultimo prodotto di questo percorso è ‘Alte Frequenze. Altre Sequenze’, una performance di teatro-danza in cui tutte le interpreti sono sempre in scena per 45 minuti, con coreografie di alto livello tecnico”. Questo spettacolo ha già ricevuto riconoscimenti di altissimo livello: Primo Premio al Festival Internazionale delle Abilità Differenti di Carpi nel 2022 e Premio come Miglior Spettacolo al Festival di Teatro Inclusivo di Monza nel 2023.

Diversamente in Danza è stata invitata alla seconda edizione del festival Kulture Integration Theatre dal 29 gennaio al 6 febbraio, organizzato dall’associazione 11Theatre di Brema, e ha partecipato con lo spettacolo ‘Alte Frequenze. Altre Sequenze’. “Nell’organizzazione del festival sono stati coinvolti tantissimi ragazzi giovani e giovanissimi, ma molto competenti”.

“Inoltre, continua Giorgia – moltissimi di questi giovani sono ragazzi provenienti dalla Russia e dall’Ucraina, che attraverso progetti Erasmus+ sono giunti in Germania «to see the world from a peacefull point of view», per citare le loro parole. È stato emozionante vedere giovani di queste due nazioni lavorare fianco a fianco e parlare di pace e arte. Ci siamo sentite parte di qualcosa di molto importante”.

I laboratori e gli spettacoli proposti al KIT Festival sono stati tutti caratterizzati dal tema dell’inclusione, senza particolari requisiti sul genere, e al termine di ogni giornata si svolgeva una tavola rotonda tra i direttori artistici delle diverse compagnie, al fine di scambiare opinioni non solo sul livello tecnico-artistico delle esibizioni, ma anche sullo stato dell’arte inclusiva nelle rispettive nazioni: “Ne esco pensando che l’Italia non è così «indietro» come sempre si dice – commenta Giorgia –. In molti nazioni europee esistono ancora le scuole speciali e l’integrazione sociale di persone disabili non è una cosa così scontata”.

All’ultimo giorno di festival è arrivato il momento delle premiazioni: su sei spettacoli in gara Diversamente in Danza si è aggiudicata il Premio Speciale Miglior Gruppo e Terzo Posto per Miglior Spettacolo.

Riconoscimenti di altissimo valore, che sono stati anche pubblicati sulla pagina Instagram del Presidente del Veneto Luca Zaia. “Al di là del riconoscimento sulla cura artistica del prodotto, tantissimi complimenti sono arrivati per il livello di inclusione nel nostro gruppo, per le belle relazioni tra le sei danzatrici in scena e fuori scena”.

L’esperienza è stata pazzesca dal punto di vista umano e dal punto di vista professionale – racconta con emozione Giorgia –. Primo tra tutti l’orgoglio di poter dare alle nostre ragazze la possibilità di viaggiare all’estero per otto giorni, gratuitamente, in un contesto di scambio europeo”.

Un’esperienza assolutamente non comune soprattutto per le ragazze con disabilità cognitiva, essendo richieste competenze in ambito di autonomie personali. “In questi giorni non solo abbiamo rinforzato molto l’amicizia tra di noi, ma abbiamo anche stretto amicizia con le altre compagnie, in particolare con la Spagna”. Il festival si è concluso con un bellissimo momento di festa, dove “il ballo ha messo d’accordo tutti oltre le differenze linguistiche”.

Essere state scelte per partecipare a questo Festival è stata una grande soddisfazione – conclude Giorgia –, che ha ripagato tanti anni di impegno e duro lavoro. Includere significa dare a tutti gli strumenti per poter essere la migliore versione di noi stessi, in scena e nella vita. Lavorando insieme su un obiettivo comune persone molto diverse tra di loro intessono relazioni che, talvolta, diventano amicizie oltre la sala di danza”. L’inclusione. Quanta bellezza.

Per rimanere aggiornati sulle attività ed i futuri spettacoli di Diversamente in Danza, vi invitiamo a visitare i loro attivissimi profili social, seguendo il loro profilo Instagram o la pagina Facebook.

Gianmaria Busatta
Nato nel 1994 e originario di Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di servizi. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.