In un’epoca dove trovare degli idoli a cui ispirarsi richiede forse un po’ più di criticità mentale, sono fiera di poter annoverare tra i miei Charles Darwin. Nome più famoso associato alla teoria dell’evoluzione (chi se li ricorda Wallace o Lamarck?), ha scritto un libro per noi biologi fondamentale, che è “L’origine delle Specie”, dove, per farvela breve, si opponeva con fervore scientifico alla teoria del creazionismo.
Secondo questa teoria infatti, Dio in persona, o qualsiasi cosa sia, avrebbe creato tutti, tuttissimi gli esseri viventi (liocorni compresi) che da allora sarebbero rimasti immutati. L’evoluzionismo invece ritiene che le forme viventi non siano fisse e immutabili, ma cambino nel tempo, derivando da antenati comuni, attraverso un processo di continue trasformazioni che le portano ad essere più adatte all’ambiente in cui vivono.
Non solo gli esseri viventi subiscono il fascino dell’evoluzione. Anche molti altri aspetti delle nostre vite si evolvono. Uno di questi è il linguaggio. Nessuno usa più il termine messere, o gaglioffo… Nessuno ha in casa un calamaio. Come per i dinosauri, o i liocorni, dipende da che parte state, anche le parole hanno i loro fossili e la loro estinzione linguistica.
Le lingue nascono, si differenziano, cambiano e si estinguono. La fase di transizione passa per lo slang giovanile, che per i puristi è una regressione ma può anche essere vista come una forma di evoluzionismo culturale in tempo reale, dove i giovani creano un codice più efficiente per il loro specifico habitat (i social).
Vediamolo più da vicino con l’aiuto degli animali. Una delle espressioni più utilizzate dai ragazzi è stare nel chill, che significa stare calmi, in relax, come fanno i macachi giapponesi rimanendo immersi nelle calde sorgenti termali della valle di Jigokudani.
I fenicotteri, per creare il nido, raccolgono fango con il becco, lo depositano in un punto e per modellarlo, a turno ci pestano sopra girando su loro stessi. Un comportamento così bizzarro sarebbe sicuramente considerato cringe (vergognoso) da parte del pulcino, che per fortuna in questa fase è ancora nell’uovo e non può cringiarsi.
Il ghepardo, l’animale più veloce della terra, è il re del drift, cioè delle curve ad altissima velocità, usando gli artigli che non si retraggono per non perdere l’aderenza!
Flexare significa invece farsi vedere, farsi belli, e i re indiscussi della messa in mostra sono gli uccelli del paradiso che flexano alle femmine delle livree da sballo! Sicuramente con questo comportamento guadagnano aura (cioè punti)!
Quando due scimpanzé decidono di spulciarsi a vicenda a volte sollevano un braccio sopra la testa e si stringono reciprocamente la mano, il polso o l’avambraccio. Questo gesto serve a stabilire fiducia. Un po’ come la stretta di mano segreta dei bro (Brothers, fratelli).
Il ghostare, cioè lo sparire improvvisamente dalla vita di qualcuno, senza dare spiegazioni, assomiglia al comportamento dei solenidi, molluschi bivalvi che in presenza di una minaccia si ritraggono sotto la sabbia a una velocità fulminea, scomparendo in pochi decimi di secondo. Effettivamente loro una motivazione per ghostarsi ce l’hanno!
L’EDITORIALE DEL BACOSona: Suona la campanella tra volti nuovi e l’entusiasmo di sempreI maranza li riconosciamo perché hanno un codice di abbigliamento tipico e identico tra i membri, e usano la musica per marcare il territorio. Girano infatti con le casse Bluetooth da cui esce musica ad alto volume. I leoni marini fanno esattamente la stessa cosa, si impadroniscono di un pezzo di spiaggia e urlano a squarciagola per rendere di dominio pubblico il loro insediamento.
Quando un lama vuole fare dissing, e cioè insultare pubblicamente qualcuno gli sputa in faccia, sottointendendo che vale meno della sua saliva. Chissà se impareranno a farlo usando l’hip-hop.
Se qualcuno crea sospetto, o ha qualcosa che non convince, i ragazzi dicono che è sus (dall’inglese suspicious). Nel mimetismo batesiano, per ingannare i predatori, animali assolutamente innocui utilizzano colori e forme di specie pericolose e velenose. È il caso ad esempio del serpente falso corallo che usa i colori del vero e velenosissimo corallo per non farsi cacciare. Veramente sus!
Chi invece fa del glow up una filosofia di vita sono le farfalle. Glow up significa infatti trasformarsi in maniera positiva, migliorando qualcosa di sé… considerato che partiamo da un bruco, il significato è del tutto azzeccato.
Altro termine molto utilizzato è crusharsi. Deriva dal verbo to crush ma non significa rompersi. Essere crushati vuol dire avere una cotta pazzesca verso qualcuno, essere stesi totalmente dall’amore, perdere la testa insomma. Probabilmente è un neologismo inventato dalle mantidi religiose. Femmine.
Insomma, ascoltare lo slang giovanile attraverso l’orecchio dell’etologia ci insegna che la lingua si trasforma e si adatta. È un’evoluzione in corso. E a noi fossili, rimasti a guardare questo caotico spettacolo della natura, non resta che metterci comodi, ascoltare e stare nel chill senza flexarci troppo!
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