La letteratura horror moderna, come quella del celebre scrittore Stephen King, non si direbbe un argomento consueto su cui incentrare una tesi di laurea. Questi ultimi giorni ho avuto l’opportunità e il piacere di intervistare Benedetta Ferrian, ex studentessa del Liceo Medi, che invece ha colto l’occasione per concludere parte della sua formazione inserendo un tema inusuale, ma intrigante e che rispecchia le sue passioni.
Prima di addentrarci sulla tesi su Stephen King, raccontaci del tuo percorso universitario e la scelta della tua facoltà.
In realtà all’inizio non avevo deciso di studiare lettere. Avevo frequentato il quarto e il quinto anno durante il covid, e tra videolezioni e il dubbio per la maturità sono rimasta un po’ in confusione. Ero più curiosa di esplorare l’ambito scientifico, quindi mi sono iscritta a biotecnologie. Il primo anno, mentre studiavo, davo anche ripetizioni di latino e verso marzo mi sono resa conto di essere più contenta lavorando con il latino e non a seguire le lezioni di chimica o biologia! Per quanto mi impegnassi vedevo che quelle non erano le mie materie, quindi ho deciso di fare la rinuncia agli studi e di iscrivermi l’anno dopo a lettere. Infatti ho notato subito il cambiamento e, per quanto gli esami fossero difficili, ero molto più appassionata e interessata ad andare a lezione. Dopo sono anche andata in Erasmus in Inghilterra, a Leeds, un’esperienza meravigliosa che consiglio a tutti. E lì è anche iniziato il mio allenamento per la tesi. Mentre a Verona gli esami sono per la maggior parte orali, a Leeds preferivano far scrivere tesine di circa una decina di pagine, che mi sono servite. Al terzo anno, pensando su quale materia dovessi fare la tesi, è stato casuale che all’ultimo semestre abbia seguito due corsi di letterature comparate. E lì mi sono innamorata della materia. C’era non solo la possibilità di comparare autori e letterature diverse, ma anche confrontarle con media diversi come il cinema e il teatro, che mi sono sempre piaciuti; inoltre mi sono trovata con una professoressa brillante, Donatella Boni. Mi sarebbe piaciuto includere un aspetto più cinematografico e contemporaneo nella mia tesina, ed essendo io anche un’appassionata di Stephen King, ho chiesto alla professoressa se potessi fare una tesina concentrandomi su questo autore, e l’ho trovata molto disponibile ad esplorare la cosa!
Che rapporto hai con la letteratura, o il genere horror,e Stephen King in particolare?
Ho sempre amato leggere, sono sempre stata abbastanza onnivora, quindi non ho mai avuto un genere prediletto. Stephen King l’ho conosciuto perché mio papà era un grande appassionato, quindi ho sempre avuto i libri in casa, la curiosità di leggerli era tanta, e ho iniziato con La Lunga Marcia, uno dei suoi primi titoli e anche tra i più “soft”. Nella tesi però non mi sono soffermata sui suoi horror più classici, ho voluto guardare un aspetto più sconosciuto di lui. I due testi che ho analizzato, Il Corpo e Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, da cui è tratto il film “Le Ali della Libertà”, non sono testi propriamente horror. King li ha scritti all’inizio della sua carriera e sono più introspettivi. A me piaceva proprio il fatto di mostrare che Stephen King non è solo lo scrittore horror conosciuto per It e Shining.
In che modo questo autore ti ha ispirata? C’è qualcosa nei suoi lavori che ti ha cambiata o ti ha insegnato qualcosa?
Se c’è una cosa che mi ha insegnato Stephen King, è a non prendermi troppo sul serio. Lui è sempre molto ironico come persona, nelle interviste, ma anche nella scrittura, non è uno di quelli che deve scrivere la frase aulica con termini ricercati. Il suo stile è molto colloquiale, però non è scontato, perché alla fine i personaggi che descrive sono molto profondi e con mille sfaccettature. Ogni tanto mi piace scrivere nel mio tempo libero, e quando capita cerco sempre di incanalare questa cosa che ho appreso, senza perdermi nello stile ma arrivando al cuore nel modo più semplice possibile.
Quali sono i tuoi piani per il futuro?
Sono sempre stata una ragazza che deve avere il piano, l’obiettivo da raggiungere, però devo dire che passare da biotecnologie a lettere un po’ mi ha insegnato a prendere la vita come viene. So di amare la letteratura e sicuramente vorrò lavorare con questa in futuro, non so ancora in che modo però, sto ancora esplorando. Ora sto facendo la magistrale, vedrò se continuare con un master o un dottorato, ma si vedrà, pian piano lo scopro.
Prima di iniziare l’università frequentavi il Liceo Medi, che ricordi hai della scuola?
Sicuramente ricordo la notte del classico. Abbiamo messo in scena “Antonio e Cleopatra” di Shakespeare, ovviamente un po’ fai da te, con le scenografie un po’ traballanti… ricordo che un mio compagno aveva scritto un riarrangiamento di alcune canzoni dei Queen, ci appassionava molto questa cosa, ci avevamo messo impegno. Ho fatto molte gite con la classe, come per esempio a Windsor. Però penso che la più bella sia stata la gita in Grecia. Siamo stati fortunatissimi perché l’abbiamo fatta in quarta prima che arrivasse il covid, ed è stata meravigliosa, soprattutto per noi del classico che studiavamo greco e latino.
Infine, che consigli puoi dare per appassionati di letteratura più giovani, o anche aspiranti scrittori?
È una bellissima domanda! Sicuramente per gli scrittori la prima cosa è leggere tantissimo, e leggere in po’ di tutto. E’ bello quando si esce dalla propria comfort zone. Io utilizzo Good Reads, così mi segno le mie letture e mi faccio consigliare nuovi libri dai miei amici che postano le loro letture. Una bella idea è anche quella di entrare in gruppi di lettura, ce ne sono ovunque, perché secondo me la cosa bella di leggere è parlarne, no? Ognuno fa esperienze diverse dello stesso libro, e viene colpito da cose diverse. Un’altra cosa che mi piace fare è annotarmi particolari attorno a me. A me piace anche recitare, e magari questo funziona anche per aspiranti attori. Quando vedo quella persona con una camminata particolare, uno stile eccentrico, una caratteristica nella parlata, me la annoto, perché l’ispirazione può venire da qualsiasi cosa. Mettendo insieme tutto questo potrebbe uscirne fuori la scena perfetta per il tuo libro, per esempio.
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