Da Baden Powell al reparto del Gruppo Scout Lugagnano 1, ricordi dal campo a Breonio (e molto altro)

Il gruppo Scout Lugagnano 1, ha sede proprio nel paese di Lugagnano in via Baden Powell 2. Ma chi è Baden Powell? Baden Powell, chiamato anche B. P., è il fondatore dello scoutismo. Nacque a Londra nel 1857 e a 19 anni entrò a servizio dell’esercito reale dove era il responsabile della formazione degli esploratori, i cosiddetti “scouts”. Dopo la guerra tornò in Inghilterra e scrisse Aids for scouting, un manuale sull’esplorazione, il quale diventò famoso.

In tal modo si ispirò a scriverne un altro: Scouting for boys. Baden Powell fece una scoperta molto importante di cui parlò nei suoi libri: anche i giovani sono pronti ad assumersi responsabilità, se solo gli si dà fiducia. Seguendo lo stile di questo personaggio lo scoutismo si diffuse ben presto in tutto lo stato e, successivamente, in tutto il mondo. Infatti, egli è un esempio da seguire, e spesso e volentieri, durante i momenti di preghiera, leggiamo alcune sue frasi particolarmente belle o importanti. Per di più vengono ancora riproposte delle attività da lui inventate, come il campo scout.

Ma cos’è un campo scout? Ne esistono di diversi tipi, ma quello centrale è il campo di reparto, che si tiene in estate e dura solitamente due settimane. Purtroppo, quest’anno a causa del Covid, ne è potuto durare solo una. Il campo di reparto ha un tema che può essere un film, un libro, una festività, un’epoca, o qualsiasi cosa si scelga. Il tema scelto questa estate per il campo a Breonio è stato quello del Medioevo e abbiamo svolto tutte le attività inerenti ad esso.

Ogni squadriglia, negli anni “normali” avrebbe dormito sopra la sopraelevata, una costruzione che viene fatta nei primi giorni di campo, con sopra montata una tenda per otto persone, ma, quest’estate, a causa del Covid-19, abbiamo dovuto dormire separati. Questa situazione, però, non ci ha impedito di essere uniti, e abbiamo affrontato il campo nel migliore dei modi, nonostante le difficoltà incontrate.

Durante quest’esperienza ci si diverte, si scherza si gioca e si fanno tante attività, ma si impara anche ad assumersi le proprie responsabilità, a diventare un po’ autonomi e ad aiutare gli altri.

La sera, abitualmente, si fa il cerchio serale attorno al fuoco, il quale può essere più o meno breve a seconda dell’ora in cui si inizia, e può comprendere scenette, canti, bans e anche una veglia alle stelle. Alla fine di questo momento si fa la revisione della giornata insieme ai capi reparto e, infine, si va a dormire per ricaricarsi per una nuova giornata piena di avventure.

Più o meno a metà della settimana di campo c’è stata l’uscita di squadriglia, che consiste in un’uscita in cui i capi forniscono la squadriglia di una mappa e di brevi indicazioni del posto da raggiungere, così siamo partititi con gli zaini in spalla in mezzo a boschi o ad immensi prati verdi della montagna.

Nel corso di questa escursione ogni squadriglia deve fare il percorso di un tratto di strada, raccogliendo piante e fiori, per poi, una volta tornati alla tenda, classificarli facendo la scheda natura. Qualche squadriglia è arrivata in ritardo, qualcuna si è persa, ma alla fine della giornata ci siamo ritrovati tutti allo spiazzo dove eravamo accampati e siamo stati accolti da una cioccolata calda.

Il penultimo giorno di campo, i capi squadriglia sono partiti per l’Hike, un’uscita della durata di due giorni e una notte, in cui, divisi in gruppetti, devono arrivare a destinazione riuscendo ad essere maggiorente autonomi. L’ultimo giorno, ritornati al luogo di partenza dove la squadriglia li aspettava con la tenda smontata e tutto pronto, hanno partecipato all’ultimo quadrato, con l’alza bandiera e le consegne dei totem insieme ai propri squadriglieri.

Alla fine di questa esperienza, una squadriglia del reparto femminile, che nel nostro gruppo si chiama “La fenice”, e una squadriglia del reparto maschile “San Marco”, vince il campo, ottenendo il totem campo.  Esistono molti totem che vengono assegnati ogni giorno alle squadriglie, la cui somma porta a decretare il vincitore. Il più importante, nonché il più ambito, è lo stile. Infatti, guadagnandosi questo totem, la squadriglia terrà per il resto della giornata la fiamma, che possiamo definire “il guidone” di tutto il reparto.

Il campo estivo, però, non è l’unica esperienza lontana da casa che si fa nel reparto, ci sono anche i campi di specialità e i campi di competenza. Che cosa sono?

I campi di specialità sono delle uscite, della durata di due o tre giorni, rivolti agli esploratori e alle guide che hanno la tappa della scoperta o della competenza, ovvero sono al primo o al secondo anno di reparto. Sono dei campi che servono per conoscere e approfondire qualche specialità, facendo amicizia con nuovi ragazzi e ragazze svolgendo le attività organizzate dai capi scout di reparti diversi dal nostro. Sono eventi regionali che si svolgono durante tutta l’estate. Quindi, un ragazzo interessato a partecipare, sceglie la specialità da approfondire, prepara lo zaino e parte. Al suo ritorno, racconterà al reparto l’esperienza vissuta per coinvolgere tutti in questa sua avventura.

I campi di competenza, sono campi di cinque o sei giorni, rivolti a guide ed esploratori più grandi, che hanno la tappa della competenza o che stanno per ottenere la tappa della responsabilità, quindi del terzo o del quarto anno. Questi eventi, a differenza dei campetti di specialità, sono nazionali, e possono, quindi, svolgersi anche in luoghi molto distanti rispetto a dove ci si trova. Hanno lo scopo di affinare uno specifico ambito, anche qui, divertendosi e lavorando di gruppo, e i temi possono essere quindi di qualsiasi tipologia. Il campo svolto, potrà poi essere utile anche durante lo svolgimento della prova di brevetto, che solitamente, alla raggiunta di 3,4, o 5 specialità, le guide e gli esploratori di quest’età decidono di prendere.

Al termine di questi campi i ragazzi che vi hanno partecipato hanno organizzato della attività per tutto il reparto, con lo scopo di raccontare l’esperienza e di spingerci a partecipare, perché sono avventure che non si dimenticheranno mai.

Le foto del servizio sono di Ettore Spada.

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