Cuochi a Sona. Ilaria, Daniele e l’hamburgerino al cotechino: “Ci siamo inventati un agriturismo quasi per caso”

Prosegue il viaggio del Baco alla scoperta dei cuochi del nostro territorio. Dopo aver intervistato Denis Mazzi, cuoco dell’Osteria Careta di Lugagnano, Giorgio Berto cuoco della Baita di Palazzolo e Michele Olivieri della Trattoria Ai Salvi (intervista che trovate sul numero del Baco in edicola), oggi è il turno di Ilaria Fasani e Daniele Olioso (sopra nella foto di Mario Pachera), che ci raccontano della loro attività a Sona, l’agriturismo Campagnola.

Quando arrivo all’agriturismo, subito mi colpisce l’ambiente in cui è inserito, immerso nel verde, molto curato e silenzioso. Attraverso il porticato mentre Daniele e Ilaria mi invitano ad entrare all’interno del locale, che trovo semplice, essenziale, ma molto accogliente.

Il primo fatto interessante è che in questo caso il cuoco è una donna: Ilaria si occupa da sola della cucina durante i servizi, mentre il marito Daniele, invece, gestisce la sala.

Iniziamo a parlare della storia del locale e Daniele comincia il racconto. “La mia famiglia, i miei genitori, mio fratello e mia sorella, avevano aperto negli anni ’80 un’azienda agricola che produceva funghi, che è stata in attività per circa quindici anni. Dopodiché è stata accantonata fino a quando negli anni ’90 io e mia moglie Ilaria abbiamo deciso di occuparcene, portando avanti la coltivazione dei campi, delle vigne, dell’orto, degli alberi da frutto. Fortunatamente, mio nonno e mio papà ci hanno spiegato come fare, ci hanno insegnato le basi del mestiere. Abbiamo iniziato a vendere la nostra verdura e frutta, ma volevamo fare qualcosa di più, avevamo un’azienda agricola e volevamo farla fruttare”.

“Sì – interviene Ilaria – all’inizio volevamo fare un maneggio perché siamo molto appassionati di cavalli, in particolare spagnoli”. “Solamente che il consulente a cui ci eravamo appoggiati per capire che attività far partire – prosegue Daniele – ci spiegava che per la natura dell’azienda e dell’ambiente in cui è situata sarebbe stato più conveniente fare un agriturismo. Siamo partiti con questo progetto nel 2006, in piena crisi, mattone sopra mattone. Abbiamo iniziato a frequentare i corsi specifici, ad informarci per impianti, strutture igieniche, attrezzature”.

Ilaria nella sua cucina (Foto Mario Pachera).

Ilaria asserisce, con l’aria di chi ricorda i sacrifici fatti: “I soldi non erano poi tanti. Infatti, abbiamo acquistato le attrezzature e abbiamo fatto i lavori poco per volta, per cui ci abbiamo impiegato circa dieci anni. E con nessuna esperienza alle spalle perché Daniele veniva dal mondo dei trasporti, mentre io nel corso degli anni ho fatto diversi lavori, ma nessuno aveva mai avuto lontanamente a che fare con la cucina”.

Allora chiedo ad Ilaria come abbia fatto ad appassionarsi alla cucina e ad accettare la sfida.

In realtà, quando abbiamo deciso di buttarci in questa avventura, non avevo capito che avrei dovuto fare io la cuoca! Sinceramente all’inizio non ci credevo nemmeno, sembrava una cosa troppo lontana – mi racconta Ilaria mentre ride ripensando a quei momenti -. Mi è sempre piaciuto cucinare, fare da mangiare per la mia famiglia, ma chiaramente cucinare per poche persone in una cucina casalinga è totalmente diverso dal preparare cibo per tanti. Quindi abbiamo deciso di farci aiutare, di cercare qualcuno che sapesse istruirci nel gestire una cucina grande”.

Sì, il destino ci ha fatto incontrare Sandro, un ottimo chef ed insegnante – spiega Daniele -. È venuto da noi per circa due mesi, ogni martedì, dalle due del pomeriggio fino alle dieci di sera. Arrivavamo alla fine completamente stravolti! Ha studiato piatti e ricette sulla base dei prodotti che produciamo noi, ad esempio il pasticcio alle verdure o l’hamburgerino al cotechino, visto che, essendo agriturismo, la nostra offerta deve comprendere almeno il 60% di prodotti frutto del proprio terreno”.

“Il primo giorno che è arrivato da noi – prosegue Ilaria – ci ha subito detto cosa dovevamo acquistare, le attrezzature che ci mancavano, utensili, macchine. E noi che pensavamo di avere già tutto! Pensa che la struttura in sé era già pronta nel 2016, ma siamo riusciti a comprare tutto il necessario e ad essere pronti nel 2018, quando abbiamo deciso di aprire. O meglio, quando il nostro mentore ci ha spinto a lanciarci, anche se noi non ci sentivamo ancora di farlo. Era il primo aprile. La prima sera eravamo molto agitati e preoccupati, non sapevamo bene come fare; era la prima vera prova. Ma è andata bene!”.

“Sì – aggiunge Daniele – piano piano siamo anche riusciti a farci conoscere, ma rigorosamente con il passaparola. Purtroppo, con il Covid abbiamo fatto, come tutti, un apri-e-chiudi continuo, ma è da maggio di quest’anno che stiamo lavorando bene. Abbiamo clienti anche da varie parti d’Italia: abbiamo avuto toscani, siciliani, romani. Una volta abbiamo ospitato un pullman di croati”.

“Siamo anche fortunati perché abbiamo un posto che si presta anche ad eventi come anniversari e compleanni – indica Ilaria – alle famiglie piace molto e si sentono a loro agio perché hanno un posto dedicato, dato che riserviamo l’intero locale per loro. Quando riceviamo i gruppi concordiamo un menù fisso, così prepariamo già tutto ed è tutto molto più gestibile. Nelle giornate normali, invece, abbiamo il menù alla carta. La nostra offerta cambia in base alla stagione, dalla quale dipendiamo completamente”.

Un altro aspetto che piace ai nostri clienti è anche proprio la qualità del cibo, la bontà dei prodotti naturali e genuini, dalle carni alle verdure, e questo ci da veramente molta soddisfazione. La fatica, l’impegno e la dedizione vengono appagati dalla soddisfazione che i nostri prodotti e i nostri clienti ci danno – ci dicono con entusiasmo -. E poi, ospitare le persone in casa nostra e dar loro da mangiare il frutto del nostro lavoro è davvero appagante. Infine, dobbiamo fare un particolare ringraziamento a chi in questi anni ci ha voluto bene, ci ha aiutato, insegnato e consigliato”.

Giulia Grigolini
Sono nata nel 1995 e risiedo a Lugagnano, vivo con i miei genitori e mia sorella. Ho conseguito il diploma in perito turistico presso l'istituto tecnico "Marco Polo" nel 2014 e mi sono laureata in lingue moderne per l'intermediazione turistica e d'impresa all'Università di Trento nel 2018. Attualmente lavoro come addetta alla reception in un'azienda tessile in provincia di Verona. Nel tempo libero mi piace interessarmi di eventi culturali, e, particolarmente, di arte.