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Vorrei affrontare il problema urbanistico di Sona e provocatoriamente puntare ad una “crescita zero” intesa come numero di nuovi insediamenti abitativi. Il Partito Federalista per eccellenza nel proprio statuto cita: “…il ns. Movimento ha portato avanti idee ed azioni per evitare la cementificazione dei nostri luoghi e conservare invece le nostre tradizioni e la “terra dei nostri padri”.

 

Per questo il Movimento si è sempre battuto su alcuni principi fondamentali, tra i quali il dimensionamento dei piani regolatori comunali (ora chiamati P.A.T.) basati sul reale andamento demografico della popolazione residente: i piani comunali, non possono più essere “lievitati” come è accaduto in passato, ossia basati su previsioni decennali di crescita demografica al di fuori della realtà e sovradimensionate. Quando i princìpi sono validi, vanno ben oltre il Partito che li sostiene.

 

Purtroppo, anche a Sona, abbiamo assistito negli ultimi decenni ad un processo inesorabile di cementificazione del territorio. Questo processo ha portato, e sta portando, notevoli problemi alla vita sociale della nostra comunità. Erroneamente e qualche volta anche dolosamente si pensava di “fare cassa” con gli oneri di urbanizzazione per rimpinguare le casse comunali. Niente di più inesatto! A Sona, come in altre parti del territorio provinciale, abbiamo assistito ad una sproporzionata espansione del cemento a scapito dell’ambiente e della vivibilità dei nostri centri urbani. Quindi ripensare e riprogrammare il nostro Territorio con l’obiettivo “crescita zero” penso che non sia un’idea sbagliata.

 

La situazione nel nostro Comune è al limite del collasso: abbiamo zone industriali con capannoni vuoti, le nostre scuole si stanno dimostrando sottodimensionate e non adatte agli attuali progetti educativi, impianti sportivi molto spesso in sofferenza, viabilità molto critica, senza contare anche quelli che si inventano di seminare i terreni agricoli con le nuove “piante del fotovoltaico”. L’esempio è banale ma efficace: se a casa nostra, ogni anno aggiungiamo una nuova stanza per accogliere altre persone, dopo un po’ di tempo la casa risulterà piccola, affollata ed invivibile.

 

In effetti anche nel nostro Territorio per fare spazio a nuovi insediamenti rinunciamo inevitabilmente a spazi ambientali e vitali. Ma il problema non si ferma qui. In passato, ora forse un po’ meno, le lottizzazioni selvagge hanno rappresentato grandi speculazioni e fonti di guadagno… ma solo per pochi. Infatti a guadagnarci sono stati in pochi ed a rimetterci sono stati i Cittadini che si sono visti depauperare l’ambiente, limitare gli spazi sociali e ridurre i servizi offerti dall’Amministrazione. Riprogrammare l’evoluzione urbanistica in base alle reali necessità dei Cittadini, e non degli speculatori immobiliari, penso sia un’ottima azione di salvaguardia dell’ambiente sociale e reale. Interessante sarebbe inoltre pensare ad una delibera di Consiglio Comunale atta a rendere ancora più trasparente la gestione di questa delicata materia.

 

Sarebbe infatti opportuno che ogni Consigliere, Assessore e parenti prossimi non abbia interessi immobiliari nel Comune e, qualora dovessero esserci, non potrebbero essere oggetto di provvedimenti amministrativi durante il mandato (terreni che cambiano destinazione d’uso etc.). In sostanza, se sei un’amministratore/consigliere etc., gli interessi immobiliari tuoi e dei tuoi prossimi parenti dovranno restare necessariamente “congelati” quantomeno per la durata del mandato amministrativo. In questo modo si toglierebbero eventuali dubbi, a volte anche legittimi, su particolari interessi di qualcuno che occupa ruoli pubblici.