Covid. Zaia: “Solo l’1,71% dei positivi ha sintomi. Ma bisogna seguire le regole”

Nel giorno in cui entrano in vigore le nuove regole previste dal DPCM del Presidente del Consiglio Conte, il Presidente Luca Zaia nella conferenza stampa di oggi ha fatto il punto sulla situazione Covid in Veneto

“Il 75% delle persone in isolamento sono positive – ha spiegato Zaia -, ma solo l’1,71% dei positivi ha sintomi. La situazione va tenuta sotto controllo, a Padova le terapie intensive si stanno riempiendo, il semaforo verde sta diventando giallino. Anche nel periodo peggiore abbiamo sempre garantito non meno di 200 posti di terapia intensiva per pazienti non Covid, questa è la sfida anche ora per la nostra sanità”.

Zaia ha dettagliato come oggi la situazione in Veneto non sia di massimo allarme come in altre regioni, ma che ogni precauzione va presa proprio per evitare di scivolare verso la massima emergenza. “I modelli che prevedono catastrofi non sono attendibili, non ci sono ancora dati sufficienti. L’appello ai cittadini è sempre lo stesso: evitate gli assembramenti, portate la mascherina”, ha indicato Zaia.

Passando poi al tema sempre caldissimo della scuola, il Governatore Zaia ha spiegato che “Lo 0,03% la percentuale di studenti infettati, ma non possiamo non considerare che la modulazione della didattica a distanza sia necessaria. Gli orari sfalsati a scuola sono adatti a realtà metropolitane, non al nostro territorio. Non tifo per il lockdown nè perchè le scuole chiudano. Osservo che la didattica mista o alternata negli ultimi anni delle superiori mi sembra una misura di buon senso, mentre la soluzione degli orari sfalsati a scuola, previsti dal Dpcm, sono adatti a realtà metropolitane non al nostro territorio. Studieremo la materia insieme all’Ufficio scolastico regionale per trovare soluzioni adatte e compatibili con il nostro territorio. Per quanto mi riguarda gli orari scaglionati presentano due problemi: uno di tipo logistico, l’altro di contratto di lavoro di docenti e personale scolastico. Continuo a pensare che la rotazione, per ragazzi di 17-18-19 anni, sia preferibile. Si potrebbe arrivare fino a 200.000 studenti in didattica alternata”.

“Nel piano regionale stiamo fissando tutta una serie di soglie, come terapie intensive, posti letto, positivi, ecc. – ha proseguito Zaia – per capire se e come chiudere. Anche sulla diagnostica ci sono novità, con test meno invasivi e più veloci ed efficaci. Ve lo presenteremo nei prossimi giorni”.