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Proseguiamo anche questa settimana l’analisi dei dati relativi all’epidemia di Covid-19 in corso focalizzando, come di consueto, l’attenzione sull’evoluzione della situazione a Sona, nei Comuni limitrofi e nei Comuni con più di 15.000 abitanti.

Come nei precedenti interventi, daremo anche uno sguardo all’evolversi della situazione nella provincia veronese cercando di cogliere alcune specificità che caratterizzano il periodo.

Anche nella settimana che, per quanto riguarda la nostra analisi, si è conclusa ieri, la situazione nel nostro territorio presenta dei significativi miglioramenti; e questo nonostante il Comune di Sona sia andato soggetto ad uno di quei saliscendi a cui, ormai, questo virus ci ha abituati.

Mercoledì scorso 3 febbraio a Sona veniva registrato 1 “AP” ogni 935 residenti, come il giorno successivo, poi, con riferimento alla popolazione residente, l’epidemia tornava leggermente a crescere e infine si assestava su valori migliori rispetto ad inizio settimana (oggi a Sona possiamo contare 1 “AP” ogni 1045 abitanti circa).

Come sempre ricordiamo che i nostri grafici si basano su un indicatore che, utilizzando come riferimento la popolazione residente nei comuni presi in esame (“PR”), calcola un indice che consente di confrontare l’andamento dell’epidemia nei differenti territori (“PR”/”AP”); ricordiamo anche che per “AP” intendiamo il numero di persone positive al coronavirus calcolate dall’inizio dell’epidemia, al netto dei guariti e dei deceduti.

Iniziamo anche oggi con la pubblicazione del numero degli “AP” per il periodo e per i Comuni presi in esame dalle nostre elaborazioni.

Dopo aver eseguito il calcolo dell’indicatore testé ricordato, per Sona e i Comuni limitrofi otteniamo la seguente tabella di riferimento.

Nell’ultimo rigo della tabella (evidenziato in verde) abbiamo eseguito la differenza fra il valore dell’indicatore di Sona con il valore dell’indicatore riferito alla media provinciale all’inizio e alla fine del periodo di riferimento. Questo valore ci dice quanto si discosta la curva dell’epidemia di Sona rispetto alla curva dell’epidemia che si sviluppa sul territorio provinciale; è evidente che, pur mantenendosi per Sona una situazione più favorevole rispetto alla situazione che si presenta in provincia, lo spread (termine che ormai va di moda ovunque) si è ridotto e le due curve hanno iniziato a riavvicinarsi.

Inoltre, sempre osservando la tabella che riporta il valore del nostro indicatore, leggendo il valore dell’ultima colonna (evidenziato in rosa), osserviamo che la situazione è migliorata in tutti i Comuni, a Sommacampagna in primis ma anche a Bussolengo e, soprattutto, anche a Valeggio sul Mincio dove una settimana fa la situazione sembrava essere stazionaria.

Il grafico che segue, tratto dalla medesima tabella, ci dice inoltre che quanto accaduto a Sona nell’ultimo periodo non è più un fatto isolato, a Sommacampagna, infatti, in quest’ultima settimana, la presenza del virus nella popolazione è considerevolmente diminuita ed oggi anche in questo territorio l’incidenza degli “AP” è inferiore a 1 su mille residenti.

Se calcoliamo il nostro indicatore per i territori con più di 15.000 abitanti, invece, otteniamo la seguente tabella.

In questa tabella, l’occhio corre subito all’ultima colonna dove abbiamo calcolato la differenza fra il valore dell’indicatore calcolato il 10 febbraio con il medesimo indicatore calcolato per il 3 febbraio e subito emerge che a Villafranca la presenza del virus nella popolazione, seppur di poco, in quest’ultima settimana è lievemente aumentata.

Anche a Bovolone la tabella evidenzia uno stallo nella situazione della malattia (dal punto di vista numerico) ma in questo comune l’epidemia incideva sulla popolazione già in misura inferiore rispetto agli altri territori e, dopo essere scesa di qualche punto, negli ultimi giorni la situazione è tornata a migliorare.

Tutto questo è ben visibile leggendo i numeri della tabella attraverso il grafico che la descrive.

Se a Bovolone la situazione, pur con gli alti e bassi rilevati dai numeri che ci sono stati forniti, rimane sempre sopra la media (1 “AP” intorno ai 1900 abitanti circa), a San Bonifacio torna a presentarsi il “su e giù” al quale ci ha abituato questo virus; la curva di Cerea torna a salire (1 “AP” ogni 1106 abitanti circa, calcolato l’ultimo giorno) e a Sona si mantiene una situazione sostanzialmente migliore rispetto agli altri territori. Cerea, Bussolengo, Zevio e Pescantina nell’ordine, i comuni dove la presenza del virus nella popolazione residente si è ridotta maggiormente.

L’evoluzione della malattia a Sona rispetto a Verona e ai dati provinciali non manifesta particolari differenze rispetto a quanto avevamo già evidenziato la settimana scorsa.

L’unica cosa da evidenziare è che la curva di Sona, rispetto alla curva di Verona si presenta molto più “mossa” e “frastagliata”, forse questo potrebbe dipendere dal fatto che il Comune di Sona è molto più piccolo del Comune di Verona e quindi le variazioni che si verificano nell’andamento dell’epidemia si manifestano con più evidenza. Le linee del Comune di Verona e della media provinciale, infatti, si può dire che, oggi, corrano a braccetto.

Riusciamo oggi a presentare la nuova “fotografia” del territorio della provincia di Verona (aggiornata al 10 febbraio) insieme con la medesima “cartina” elaborata per il 3 febbraio. Entrambe le “cartine” sono state disegnate in funzione dell’incidenza del virus (“AP”) in “per mille” sulla popolazione residente.

Ricordiamo la scaletta dei colori utilizzati: Azzurro, per i territori liberi dal virus; Giallo per i territori in cui l’incidenza del virus sulla popolazione residente arriva fino all’1,5‰, Verde per i territori in cui l’incidenza del virus sulla popolazione residente va dall’1,5 al 3‰, Rosa per i territori in cui l’incidenza del virus sulla popolazione residente va dal 3 al 4,5‰ arriva fino, Arancio i comuni dove il virus incide ancora con una percentuale superiore al 4,5 ‰ dei residenti. Lentamente, ma l’Azzurro dei territori liberi dal virus sta aumentando ed è minore anche la presenza di territori di colore Rosa e Arancio, il Rosso (che apparteneva a Brentino Belluno) non è più presente.

La tabella, che riporta l’incidenza in “per mille” (‰) della presenza del virus nella popolazione residente, è la seguente.

Ancora una volta, però, nonostante la situazione si presenti sicuramente migliore rispetto ad una settimana fa, siamo costretti a ricordare che il virus non è stato ancora debellato, la sua presenza è ancora tangibile e pericolosa, visto che in alcuni Comuni, il numero degli “AP” rispetto alla popolazione residente è aumentato anche in quest’ultima settimana. Non solo! La cartina evidenzia che ci sono Comuni in cui il virus era stato annientato e che ora sono tornati a presentare casi di “AP” fra la popolazione residente.

Rispetto ad una settimana fa sono 12 i Comuni in cui la presenza del virus è aumentata (sono stati 11 la settimana scorsa), 11 i Comuni in cui l’incidenza del virus sulla popolazione residente è rimasta invariata (sono stati 6 la settimana scorsa) e sono 75 i Comuni dove l’incidenza del virus sulla popolazione residente è diminuita (sono stati 82 la settimana scorsa).

Nello specifico le “performance” migliori si sono registrate a Brentino Belluno (-8,91 ‰), a Malcesine (-4,87 ‰) e a Cologna Veneta (-3,41 ‰); viceversa, il Comune dove il virus si è diffuso in misura maggiore è stato Rivoli Veronese (+4,54 ‰), seguito a ruota da Cazzano di Tramigna che manifesta un + 2,02 ‰ rispetto allo stesso giorno della settimana scorsa.