Proseguiamo anche questa settimana l’analisi dei dati della pandemia e degli “attualmente positivi” che ci vengono forniti quotidianamente per tutti i Comuni della provincia di Verona. Come di consueto, il nostro focus sarà orientato sul Comune di Sona, sui territori confinanti e sui Comuni con più di 15.000 abitanti.

La settimana scorsa, ci eravamo lasciati con i dati relativi al Comune di Sona che destavano apprensione, vuoi per l’essersi concretizzata la minaccia della malattia in ambienti di vita comunitaria e vuoi, anche, per “l’anomalo” andamento che mostrava la curva dei contagi. Curva che il 9 gennaio ha toccato il massimo storico con un “positivo” al Covid ogni 70,82 abitanti.

Di fronte a una media provinciale che presentava l’epidemia in calo, ancora una volta, il virus manifestava la sua imprevedibilità, e, nel nostro Comune, i dati potevano far pensare a una nuova recrudescenza della malattia.

Le misure di contenimento sono state applicate in modo analogo in tutti i territori e sono le stesse da ormai 20 giorni, eppure i dati a nostra disposizione non lasciavano spazio a dubbi: la curva dei contagi nel nostro territorio mostrava che il virus era penetrato con maggiore intensità rispetto alle realtà circostanti.

Ci rincuorava, tuttavia, il fatto che l’analisi delle micro realtà (come è quella di Sona) va sempre vista con un occhio puntato all’andamento generale e questo, ormai da alcuni giorni si stava consolidando in una decrescita della diffusione del virus, la qual cosa, durante quest’ultima settimana si è finalmente manifestata anche nel nostro comprensorio.

Ma veniamo ai numeri.

Calcolato il rapporto “popolazione residente (PR)”/”attualmente positivi (AP)”, per Sona e per i Comuni limitrofi otteniamo la seguente tabella.

Da questa tabella emerge subito un dato significativo: nel Comune di Sona si è passati dall’avere, il 14 gennaio, un “AP” ogni 87 abitanti circa, all’avere un “AP” ogni 170 abitanti circa. Di fatto, la presenza del virus nella popolazione residente si è dimezzata.

Merito dei Sonesi? Fortuna? Crediamo che sia difficile dare una spiegazione di questo repentino cambio di rotta che ha avuto la diffusione del virus sul nostro territorio e non sappiamo se questa tendenza continuerà nel tempo; così come non ci siamo troppo abbattuti quando i numeri non ci davano conforto, oggi non gridiamo al miracolo: il virus non è scomparso, è ancora presente e aggressivo; semplicemente ci fa piacere che le misure di contenimento che stiamo adottando da qualche mese, stiano ottenendo gli effetti desiderati, effetti che, seppure in misura minore, si stanno riscontrando anche nei territori limitrofi.

Questa stessa tabella, come di consueto, può essere letta anche con un grafico che meglio la illustra.

Il grafico ci aiuta a vedere meglio cosa è successo in questa ultima settimana: il nostro rapporto “PR”/”AP” è passato dall’essere sotto le medie di riferimento, all’essere sopra (o, comunque, molto vicino) alle medie di riferimento.

A Sommacampagna e a Valeggio sul Mincio, le curve dell’epidemia si sono mantenute alla stessa distanza dalle medie di riferimento per tutto il periodo; e così, se escludiamo l’ultimo giorno di rilevazione, a Castelnuovo del Garda.

La curva di Bussolengo, invece, manifesta l’andamento che abbiamo denunciato fin dall’inizio, e che sembra essere una costante di questa epidemia: a repentini “aggravamenti” della situazione, seguono repentini “miglioramenti” a cui tornano a seguire repentini nuovi “aggravamenti”. C’è poco da fare: il Covid è un virus che ama danzare; i suoi numeri possono essere descritti a posteriori ma è azzardato, per il breve periodo, fare previsioni o, peggio, sostenere aspettative.

Per quanto riguarda i Comuni con più di 15.000 abitanti, la tabella che otteniamo dopo aver calcolato il nostro indicatore, è la seguente.

Come si può notare nell’ultima colonna, dove abbiamo calcolato la differenza fra il valore dell’indicatore calcolato il 20 gennaio con il valore del medesimo indicatore calcolato una settimana fa, tutti i territori, ed anche le medie di riferimento, manifestano un calo nella diffusione della malattia.

In questa tabella, spicca il dato di San Bonifacio, che è passato dall’avere un “AP” ogni 139,88 abitanti (che era comunque un buon dato, rispetto alle medie di riferimento) ad avere un “AP” ogni 251,79 abitanti; ad oggi San Bonifacio è il Comune dove l’incidenza del virus sulla popolazione residente è minore.

Se invece calcoliamo il rapporto fra i dati di oggi e i dati del 14 gennaio, vediamo che Sona è il territorio dove l’epidemia è calata maggiormente (praticamente, nel nostro territorio, in questa settimana, il rapporto “PR”/”AP” si è quasi dimezzato ed è passato da un “AP” ogni 87,57 residenti a un “AP” ogni 170,92 residenti).

A sua volta, il grafico che segue ci consente di visualizzare meglio questa situazione.

Da questa immagine si evince che, insieme con la linea di Sona, anche le linee di Bovolone e San Martino Buon Albergo si sono portate oltre le linee delle medie di riferimento; Cerea ha perso la leadership di questa particolare “classifica” a favore di San Bonifacio, mentre a Legnago l’epidemia si riduce leggermente meno della media. A Villafranca, nostri “vicini di casa” la linea corre costantemente affiancata alle medie di riferimento.

Esemplificando, come sempre, l’andamento dell’epidemia con riguardo a Verona e alla media provinciale, notiamo ancora di più il passaggio dalla zona bassa alla zona alta del quadrante, della linea di Sona.

Con il grafico che segue, invece, che copre l’arco di nove settimane di rilevazione, vediamo come si è manifestata l’epidemia in questo arco di tempo a Sona e nei Comuni limitrofi (valori espressi in ‰).

Come si può notare, tenendo conto delle dovute differenze che abbiamo via via evidenziato nei nostri interventi settimanali, le linee dell’evoluzione dell’epidemia per Sona e per tutti i Comuni limitrofi, sono state, sostanzialmente, molto simili (in questo senso, se ci consentite una battuta, si tratta di un virus “democratico”; nel suo incedere tutti i Comuni hanno avuto modo di guidare la classifica e nessuno ha “perso la ruota” rispetto agli altri territori).

Per ultimo, riportiamo la tabella contenente il dato dell’incidenza della malattia sulla popolazione residente (espresso in ‰) per tutti i Comuni della provincia di Verona, accanto alla colonna contenente il dato espresso dal rapporto “AP”/”PR” * 1.000, abbiamo calcolato la differenza di detto indice, con il medesimo indice calcolato per la settimana precedente.

In questa particolare graduatoria, Sona si trova oggi in 34^ posizione ma, quello che più si nota, Sona è uno dei comuni dove la diminuzione dell’incidenza della malattia sulla popolazione residente è stata più alta (vista in tale ottica, a Sona siamo calati del 5,81‰, se escludiamo Ferrara di Monte Baldo e Brenzone, dove la diminuzione in ‰ è stata superiore al 10‰, solo in altri quattro Comuni (Erbezzo, Erbè, Roverè Veronese e Malcesine) la diffusione del virus è calata di più).

Attenzione! Come si evince dalla tabella, non in tutti i territori il virus è in diminuzione, anche se la sua diffusione è in calo, vi sono territori in cui la sua incidenza sulla popolazione è aumentata (es. Velo V.se, Roveredo di Guà e altri…); in altre parole: il virus è vivo e vegeto ed è per questo che è vietato abbassare la guardia!