Proseguiamo l’analisi settimanale dell’andamento dell’epidemia nel nostro territorio, nei territori limitrofi e nei Comuni con più di 15.000 abitanti.

Prima di passare all’esame dei numeri e dei parametri che sono stati pubblicati in questa ultima settimana, però, facciamo mente locale e torniamo ai primi di aprile del 2020. Stavamo iniziando la pubblicazione di questi report, l’epidemia si stava diffondendo e il morbo era ancora più imprevedibile di quanto lo è oggi.

Scrivevamo: “È difficilissimo fare delle analisi statistiche che mettano a confronto i dati in modo omogeneo perché è sufficiente che una regione aumenti il numero di tamponi o in un comune vi sia una comunità più esposta al virus per avere dati difficilmente comprensibili. C’è un rischio, chiamiamolo “Rischio assembramento virale”, e l’esempio è quello di Villa Bartolomea. A Villa Bartolomea l’ISTAT ci dice che sono residenti 5838 persone e i dati ufficiali ci dicono che il giorno 30 marzo sono stati contagiati 52 residenti ossia 1 ogni 5838/52 = 112,3 abitanti. Sarebbe un dato mostruoso se non sapessimo che a Villa Bartolomea vi è una casa di riposo dove molti degenti sono risultati infetti al Corona Virus. Ne consegue che questo indice è tanto più attendibile quanto più alto è il numero di residenti presi in considerazione e ne consegue anche che il dato deve essere letto sempre con ‘grano salis’”.

Ebbene, in questi primi giorni del 2021, nostro malgrado, stiamo vivendo anche a Sona la stessa situazione che hanno già vissuto a Villa Bartolomea e poi in tanti altri Comuni dove il virus si è infiltrato in case di riposo e strutture di vita comunitaria.

In questa sede, pur consapevoli di questa grave difficoltà che si abbattuta sul nostro territorio, continuiamo l’analisi dei dati che ci vengono forniti dalle autorità competenti con il metodo che abbiamo sempre utilizzato, non possiamo fare diversamente; per questo chiediamo uno sforzo al lettore per leggere questi numeri tenendo conto anche delle situazioni che si sono create nella casa di riposo di Lugagnano e nella Comunità Alloggio di Palazzolo. Per queste strutture, il Baco tiene costantemente aggiornata la situazione con articoli e approfondimenti specifici.

Veniamo ai numeri.

Questi sono i dati degli “Attualmente Positivi (AP)” che ci sono stati comunicati dall’autorità competente; nel riprenderli per introdurli in questo articolo, questa settimana abbiamo avuto qualche piccola difficoltà tecnica perché i dati che ci sono pervenuti presentano dei “lievi disallineamenti” da un giorno all’altro.

Le differenze che abbiamo rilevato, tuttavia, sono insignificanti e quindi abbiamo deciso di procedere, anche perché sarebbe stato impossibile arrivare a definire dove è stato commesso l’errore (come abbiamo più volte ribadito, anche il lavoro di raccolta e organizzazione di queste informazioni non è facile e non è immune da possibili sviste).

Con questi numeri, il rapporto “Popolazione Residente (PR)”/”Attualmente positivi (AP)” – parametro che ci consente di confrontare l’andamento dell’epidemia nei diversi territori – per il nostro comune e per i territori limitrofi è riportato nella tabella che segue.

A Sona, ieri 13 gennaio, abbiamo un “AP” ogni 85,87 abitanti. Questa settimana è stata la settimana in cui, nel nostro territorio, l’epidemia ha raggiunto un picco di 251 pazienti contemporaneamente positivi al Corona Virus (9 gennaio), dopodiché la curva è tornata a salire.

Ciò nonostante, durante l’intero periodo di osservazione, nel territorio di Sona l’indice “PR/AP” è rimasto sempre sotto l’analogo indice degli altri Comuni confinanti, solo negli ultimi giorni assistiamo auna sua ripresa e quindi a un riavvicinamento della linea di Sona con quelle degli altri territori.

Se invece consideriamo i dati dei Comuni con più di 15.000 abitanti, calcolando il parametro “PR/AP”, otteniamo la tabella che segue:

La stessa tabella può essere letta graficamente con il grafico che segue:

Anche con riferimento ai Comuni con più di 15.000 abitanti, a Sona si evidenzia una curva dell’epidemia più “difficile” rispetto a quella degli altri. Ben sotto la media provinciale, la linea di Sona, oggi, si aggancia alla linea di Pescantina e corre molto vicina alla linea di Valeggio sul Mincio.

Volendo commentare brevemente questo grafico, possiamo notare due cose: la prima è che le linee delle medie sono state sempre rivolte verso l’alto, a significare che, a livello provinciale l’epidemia sembra essere in rallentamento (solo nell’ultimo giorno di rilevazione la curva delle medie è tornata a scendere, con valori, tuttavia non molto marcati (da un “AP” ogni 109,88 residenti, ad 1 “AP” ogni 108,19 residenti).

La seconda cosa che emerge è che non ci sono stati territori che sono passati dall’essere sopra la media ad essere sotto la media o viceversa, scatti repentini se ne sono visti (ad esempio a San Bonifacio o a Zevio) ma veri e propri salti da una parte all’altra della media non ce ne sono stati; in altre parole, turante questo periodo di osservazione, si sono mantenuti in tutti i Comuni, gli “status quo” di fine anno, nessuno può dire di essere sensibilmente migliorato o peggiorato rispetto ai territori presi come riferimento.

A Cerea, invece si è assistito ad un miglioramento costante della situazione, al punto che oggi è il territorio dove l’incidenza dell’epidemia è minore (un AP ogni 150,93 abitanti).

Se guardiamo l’andamento dell’epidemia più in generale, inoltre, vediamo che, dopo alcuni giorni in cui la situazione nel nostro territorio si discostava sempre più dalle medie di riferimento, oggi questa tendenza sembra essersi arrestata ed assistiamo ad un riavvicinamento dell’indice di Sona a quello di Verona e della media provinciale.

In questa occasione, dopo aver letto anche i diversi commenti che esprimono ora l’una ora l’altra opinione circa il possibile arrivo di una terza ondata dell’epidemia, proviamo a presentare la linea dei contagi provinciali di questi ultimi due mesi.

Da questo grafico vediamo che, a livello provinciale, i giorni in cui il virus si è sentito di più sono stati fra il 18 e il 24 dicembre e poi c’è stato un picco il 1 gennaio; oggi siamo tornati sotto gli 8.500 “AP”, così come eravamo a metà novembre.

Crediamo che nessuno possa indossare il cappello dell’indovino e quindi non ci azzardiamo a prevedere alcunché, è giusto però mostrare questa linea, se non altro per premiare gli sforzi che abbiamo fatto fino ad oggi e che dobbiamo continuare a fare anche nel prossimo futuro; le regole di vita che ci siamo dati sembrano funzionare e quindi, armiamoci di pazienza e proseguiamo nei nostri comportamenti virtuosi; senza dimenticare, però, che l’altalena dei dati è sempre una costante e, giorno per giorno, i numeri scendono o salgono con una grande variabilità.

Il grafico che segue ci mostra il numero di Comuni in cui il virus è salito o sceso durante i primi giorni del 2021.

Per ogni colonna è riportato il numero dei Comuni in cui l’epidemia si è maggiormente diffusa o è diminuita.

Per chiudere un ultimo sguardo alla situazione di Sona, fotografata oggi in rapporto ai Comuni dell’intera provincia (i valori esprimono l’incidenza in “per mille” del virus sulla popolazione residente).

Spicca all’occhio che sono ormai molti i Comuni nei quali l’incidenza degli “AP” è inferiore al 10 per mille della popolazione residente.