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Alla luce della diminuzione dei contagi e degli ospedalizzati, che dura da 29 giorni, con l’ordinanza che firmata in queste ore e che, come ogni venerdì, determina i colori delle varie regioni in base all’andamento dell’epidemia, il Veneto da lunedì 1 febbraio (e non da domenica 31 gennaio come sembrava) torna in zona gialla.

Cosa significa questo? Soprattutto la possibilità di uscire dal proprio Comune e di spostarsi liberamente all’interno della regione senza obbligo di autocertificazione.

Inoltre, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, nell’ambito del territorio regionale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Inoltre, si può tornare a prendere il caffè al bar la mattina e al ristorante a pranzo. Il passaggio in zona gialla incide, infatti, sulla vita delle categorie economiche e dei cittadini. E’ soprattutto quella legata ai locali pubblici la grande differenza rispetto alla zona arancione.

Per quanto riguarda ristoranti e bar, pub, gelaterie e pasticcerie possono quindi restare aperti dalle 5 fino alle 18, mentre l’asporto è consentito fino alle 22. Per quest’ultima regola è stata fatta un’eccezione che riguarda i bar, dove l’asporto si deve fermare alle 18. Nessuna restrizione per le consegne a domicilio.

I musei possono essere riaperti, anche se solo nei giorni feriali e con ingressi contingentati.

E’ possibile recarsi in un centro commerciale nei giorni feriali, mentre saranno chiusi il sabato, la domenica e nei giorni festivi. Farmacie, tabaccherie, edicole e alimentari che si trovano dentro i centri commerciali resteranno aperti.

Rimane il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino e il divieto di spostarsi oltre la propria regione se non per motivi di lavoro, salute o necessità.

Oggi l’Istituto superiore di sanità ha monitorato che l’indice Rt nazionale è ancora in calo rispetto a una settimana fa, ed è sceso da 0,97 a 0,84 nella settimana 18-25 gennaio. Cala anche l’incidenza dei casi: 289,35 ogni 100mila abitanti anziché 339,34 del periodo 4-17 gennaio.

Questo l’indice Rt nelle varie regioni:
Abruzzo: 0,81
Basilicata : 0,91
Calabria: 0,82
Campania: 0,97
Emilia Romagna: 0,77
Friuli Venezia Giulia: 0,68
Lazio: 0,73
Liguria: 0,87
Lombardia: 0,84
Marche: 0,88
Molise: 1,51
Piemonte: 0,82
Alto Adige: 0,80
Trentino: 0,56
Puglia: 0,90
Sardegna: 0,81
Sicilia: 0,98
Toscana: 0,95
Umbria: 0,96
Valle d’Aosta: 0,82
Veneto: 0,61