Covid. Il Sindaco di Sommacampagna Bertolaso: “La crisi economica sta picchiando duro su imprese e famiglie”

Accanto all’intervista del sabato al sindaco Gianluigi Mazzi, abbiamo deciso di proporre un ciclo di interviste con i sindaci dei Comuni confinanti con Sona, per monitorare la situazione delle comunità in questi mesi decisivi per il superamento della pandemia e per affrontare con i primi cittadini i grandi temi sanitari, sociali ed economici dei territori che amministrano.

La prima intervista è con il sindaco di Sommacampagna Fabrizio Bertolaso, classe 1976, eletto nel 2019 per le liste civiche Bertolaso Sindaco – Sommacampagna Popolare – Sommacampagna nel cuore Movimento Popolare.

Sindaco, partiamo dai numeri dei contagi. Come va a Sommacampagna?
In questi giorni abbiamo avuto un miglioramento dei dati, ma la situazione è ancora critica (Ndr ogni giorno sul sito del Baco trovate i dati aggiornati dei contagi, anche per Sommacampagna). Per fortuna, in questo momento non abbiamo nessun caso all’interno della nostra casa di riposo, ma a marzo e aprile, durante la prima ondata, il Covid aveva colpito pesantemente anche la nostra struttura.

Una conseguenza dell’emergenza che ci ha travolti è stata purtroppo la crisi economica. Le realtà economiche di Sommacampagna come stanno vivendo questa situazione?
I settori del commercio, del turismo, dei bar e dei ristoranti ne hanno risentito in maniera molto pesante. Adesso bisogna capire come attuare la ripartenza: i fondi di cui si sta discutendo a livello governativo faranno la differenza fra far ripartire l’Italia o affossarla del tutto.

Come Comune avete previsto delle forme di ristoro per le realtà economiche locali?
Abbiamo ritardato alcuni pagamenti di tasse ed esentato gli esercizi dal pagamento della tassa sui plateatici. Abbiamo anche seguito tutta la trafila per far diventare il Comune ente erogatore di contributi di Stato, stanziando un totale complessivo di 100 mila euro per le categorie più penalizzate: questi fondi sono andati a una novantina di realtà commerciali e aziendali medio-piccole del territorio; il valore medio erogato per ciascuna si aggira sui mille euro, anche se, in base ai criteri stabiliti per l’erogazione, qualcuna ha ricevuto di più qualcun’altra di meno. Capiamo che mille euro non fanno la differenza fra chiudere o tenere aperto, ma si è trattato di un piccolo aiuto che è stato percepito come segnale di vicinanza da parte dell’istituzione.

Molte famiglie hanno subito le pesanti ripercussioni sociali provocate dalla situazione d’emergenza. Quali difficoltà vi vengono segnalate?
Le difficoltà principali che abbiamo rilevato sono di due tipi: vi è stato un peggioramento della situazione economica e sono aumentate le problematiche psicologiche e psichiatriche, soprattutto fra le persone anziane e quelle molto giovani, tanto che su queste fasce d’età gli interventi risultano triplicati. Io credo che per i ragazzi incidano la mancanza della scuola, la sospensione delle attività sportive e il venir meno della socialità. Penso che la ripartenza dovrà tenere conto anche di questo.

E come sarà secondo lei la ripartenza?
Non sarà un ritornare indietro, a quello che c’era prima, ma si tratterà necessariamente di cambiare qualcosa. È difficile dire adesso come sarà, ma credo che la sfida che hanno davanti amministrazione, aziende e cittadini è proprio quella di imparare a fare in maniera nuova. L’informatica è entrata in maniera prepotente nella nostra quotidianità e credo che questo passaggio non sia reversibile. Lo smart working avrà un impatto forte sulle nostre vite in generale, con tutte le conseguenze che ciò comporterà; e quando parlo di conseguenze mi riferisco anche a quelle che per qualcuno saranno svantaggiose: penso, ad esempio, ai bar, che avranno il problema della riduzione di clienti a pranzo. Un altro esempio di cambiamento che mi viene in mente riguarda il settore immobiliare: già adesso si vede che le case di dimensioni più piccole hanno più difficoltà ad essere vendute rispetto al tempo pre-crisi, e ormai la stanza studio viene richiesta da tutti. Con i cambiamenti che seguiranno a questa emergenza si farà i conti a lungo, e questo nel bene e nel male, perché ogni cambiamento a qualcuno porta benefici e a qualcun altro svantaggi.

In questi mesi, i Comuni, con la polizia locale, sono stati impegnati a vigilare sul rispetto delle regole emanate per il contenimento del virus. A Sommacampagna avete dato qualche sanzione? Come si stanno comportando in generale i cittadini?
Abbiamo fatto qualche sanzione, sia a seguito di controlli sulle mascherine che a seguito di controlli sulle attività ristorative, ma solo in situazioni in cui c’era un problema evidente. La maggioranza dei cittadini è rispettosa delle norme che ci sono.

Qual è il clima emotivo che percepisce nella comunità di Sommacampagna?
Se dovessi rispondere con una sola parola direi “stanchezza”. La comunità è stanca, per la pandemia e per le restrizioni. Come istituzione dobbiamo cercare di dare un messaggio positivo, perché credo che ci siano ancora mesi difficili davanti. Il Comune è per definizione l’ente più vicino ai cittadini e rappresenta l’istituzione presente sul territorio, quindi dobbiamo essere un riferimento. E io penso che questo nostro ruolo sia oggi molto più sentito dai cittadini rispetto al passato.

Com’è cambiata l’organizzazione del lavoro all’interno del Comune?
Prima dell’emergenza lo smart working era impensabile, mentre ora sta dando ottimi risultati. Devo ammettere che io all’inizio era un po’ scettico, perché avevo paura che calassero i livelli di produttività, invece abbiamo avuto una piacevole sorpresa anche da questo punto di vista. Tra colleghi ho visto parecchia collaborazione, c’è molto il sentirsi squadra. E credo che anche i dipendenti percepiscano il ruolo di riferimento istituzionale che riveste il Comune per i cittadini.

Come sono i rapporti fra i Comuni di Sommacampagna e di Sona, anche durante questi mesi di emergenza?
I due Comuni hanno storicamente un ottimo rapporto, che si è rafforzato in questo tempo difficile. C’è un confronto frequente non solo fra me e il sindaco di Sona Mazzi, ma anche tra gli uffici dei due enti. Vi sono reciproco rispetto e reciproca riconoscenza di competenze. Le occasioni di collaborazione fra i due Comuni sono diverse. Recentemente, ad esempio, abbiamo patrocinato insieme l’iniziativa dei tamponi al palapesca di via Cesarina. Quando, durante la prima ondata, a Sommacampagna avevamo avuto difficoltà nel reperimento di dispositivi di protezione per la casa di riposo, ci era arrivato un supporto da parte del Sos di Sona.

Un’ultima domanda: cosa si augura per quest’anno?
Per prima cosa mi auguro che finisca questa pandemia: se ci fosse una bacchetta magica che mi consentisse di farla terminare domani, la userei subito. Mi auguro inoltre che amministrazione e cittadini abbiano la forza di affrontare le difficoltà che stiamo vivendo e quelle che arriveranno.