Covid. Il Sindaco di Castelnuovo Dal Cero: “Si sono moltiplicate le famiglie in difficoltà. Ma abbiamo progetti forti”

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Proseguiamo il ciclo di interviste del Baco ai sindaci dei Comuni limitrofi a Sona. Dopo Fabrizio Bertolaso, sindaco di Sommacampagna, è oggi la volta di Giovanni Dal Cero di Castelnuovo del Garda.

Gli abbiamo posto alcune domande, per comprendere qual è la situazione del territorio da lui amministrato in questi mesi difficili segnati dalla pandemia, dagli effetti economici e sociali che ne derivano, e dalle preoccupazioni ad essa correlate.

Dal Cero, classe 1977 e avvocato di professione, è stato eletto con la lista “Si cambia” nel maggio 2019.

Sindaco, partiamo dai numeri dei contagi. Come va a Castelnuovo?
Come in tutta la provincia, nelle ultime settimane stiamo assistendo ad una diminuzione dei contagi (NdR ogni giorno il Baco pubblica i dati aggiornati, anche per Castelnuovo). Riflettendo su questo tema, rilevo una differenza importante fra la prima e la seconda ondata: allora avevamo meno contagi ma più ricoverati, mentre in questa abbiamo molti più contagi mentre i ricoverati sono pochi. Purtroppo, negli ultimi due mesi sono aumentati in maniera considerevole i decessi. Non sono tutti morti di Covid, ma certo il virus a dicembre e gennaio ha fatto la sua parte. Ci sono stati moltissimi funerali.

Una conseguenza dell’emergenza che ci ha travolti è stata purtroppo la crisi economica. Le realtà economiche di Castelnuovo come stanno vivendo questa situazione?
Considerando che il nostro “core business” sta diventando il turismo, per noi i mesi estivi hanno rappresentato una boccata d’ossigeno importante, ma la stagione non è sicuramente andata come le precedenti, anche se prevedevamo che sarebbe andata addirittura peggio. La mazzata è arrivata ad ottobre. Adesso i bar, i ristoranti e le palestre stanno vivendo una gravissima crisi. A soffrire sono in particolare le piccole realtà, soprattutto quelle dedite al turismo: mi riferisco ad esempio al mancato indotto dei B&B. Altra problematica riguarda le persone che, da anni, vivevano del lavoro stagionale a Gardaland, e che quest’anno hanno perso questa possibilità d’impiego.

Come Comune avete previsto delle azioni di supporto per le realtà economiche locali?
Abbiamo previsto degli sgravi fiscali per le realtà economiche. Inoltre, stiamo facendo “musina”, per poter cercare una strada legale per dare dei contributi se la situazione si aggraverà; noi pensiamo infatti che inizieremo a vedere gli effetti della crisi economica verso maggio, giugno.

Molte famiglie hanno subito le pesanti ripercussioni sociali provocate dalla situazione d’emergenza. Quali difficoltà vi vengono segnalate?
I nostri servizi sociali prima della crisi seguivano venti, trenta famiglie, mentre per il primo bonus spesa abbiamo ricevuto quasi trecento richieste. C’è stato veramente un aumento enorme di domande, a cui gli uffici hanno risposto in maniera egregia, rimboccandosi le maniche. Gestire qualcosa che non si è mai gestito, soprattutto nel pubblico, è complesso; i dipendenti comunali ci hanno messo competenza e cuore. Questo mi riempie di orgoglio: sento che lo fanno per la loro comunità, e questa è la cosa più bella.

Come sarà secondo lei la ripartenza?
Dovrà essere fatta di idee, progetti e coraggio. Dobbiamo prendere spunto da quello che è successo e modificare le nostre abitudini. Parliamo di turismo: abbiamo un territorio che aveva milioni di presenze annue, e adesso dovremo convincere ancora di più i turisti a venire. A tutti dico di utilizzare questo periodo per innovare, aggiornarsi, farsi trovare pronti. Appena si ripartirà, non basterà aprire la saracinesca, bisognerà fare qualcosa in più.

In questi mesi, i Comuni, con la polizia locale, sono stati impegnati a vigilare sul rispetto delle regole emanate per il contenimento del virus. A Castelnuovo avete dato qualche sanzione? Come si stanno comportando in generale i cittadini?
Abbiamo fatto qualche sanzione, ma io sono contento di come si stanno comportando i cittadini. Ho notato però una differenza fra le due ondate: nella prima c’era più unità e ancora più rispetto delle norme; nella seconda vedo che purtroppo sta giocando un grossissimo ruolo la stanchezza mentale. I cittadini sono stanchi di mascherine, distanziamenti, del non poter uscire, del non poter fare comunità. Per me questa stanchezza è molto pericolosa, perché porta a cercare un escamotage per uscire, oppure porta al senso di rassegnazione, quello di chi dice “va beh, tanto prima o poi lo devo prendere”. In ogni caso, grossi casi di infrazione non ce ne sono stati, sono molto contento dei miei cittadini.

Qual è il clima emotivo che percepisce nella comunità di Castelnuovo?
Stanchezza mentale, appunto. È questo che dobbiamo combattere in questo momento. Bisogna essere ligi al dovere, anche se magari non si è favorevoli fino in fondo alle restrizioni che ci sono: queste sono le norme e, se le rispettiamo tutti, ne usciamo tutti. Siamo tutti sulla stessa barca. Viene segnalato un disagio psicologico da più parti, anche legato alla mancanza di socialità. Credo che anche rispetto a questo si vedranno in futuro le conseguenze.

Come sono i rapporti fra i Comuni di Castelnuovo e di Sona, anche durante questi mesi di emergenza?
Con Sona abbiamo sempre avuto ottimi rapporti di collaborazione. Ultimamente abbiamo fatto un incontro per la tav, ma i nostri rapporti sono legati anche alla Conferenza dei sindaci del Distretto 4 dell’Ulss 9 (NdR Mazzi, sindaco di Sona, ne è presidente, e l’assessore Berto di Castelnuovo è nell’esecutivo) e al Consiglio di bacino Verona Nord per la gestione dei rifiuti. Il rapporto si è rafforzato soprattutto grazie alla chat che abbiamo creato fra primi cittadini del veronese: ci ha uniti tutti e 98, ora ci conosciamo tutti e ci sentiamo l’uno con l’altro.

Un’ultima domanda: cosa si augura per quest’anno?
Salute e serenità. E poi io ho tanta speranza: fra poco divento papà per la terza volta, e se non avessi speranza nel futuro non avrei fatto questo passo. Ecco, questo gesto che ho fatto con la mia famiglia vorrei che fosse simbolico di un momento di rinascita per tutti. Torneremo più forti di prima.