E così, anche nel nostro territorio siamo ormai alle soglie del periodo natalizio. Lo scorso marzo, quando il coronavirus è arrivato anche a Sona con i primi casi, l’anno era appena iniziato e guardavamo al futuro con preoccupazione ed incertezza.

Ora il 2020 sta volgendo al termine, e ci ritroviamo ancora travolti dall’ondata pandemica, con maggiori conoscenze e strumenti rispetto a questa primavera, ma anche con la consapevolezza che la strada per uscirne sarà ancora lunga.

Intanto, dopo una Pasqua trascorsa seduti alle tavole ristrette delle nostre case, ci aspetta anche un Natale diverso da quello a cui eravamo abituati. E mentre anche i sonesi si apprestano a fare i primi acquisti natalizi, con i regali da mettere sotto gli alberi per provare comunque a mantenere un po’ di spirito festivo nonostante tutto, facciamo il punto della situazione con il Sindaco Gianluigi Mazzi nella diciassettesima intervista dall’inizio dell’emergenza.

Sindaco, è uscito il nuovo Dpcm con le indicazioni su come si potranno trascorrere le imminenti festività. Come sempre, quando il Governo si esprime, c’è chi si dice d’accordo con i provvedimenti, solitamente facendo riferimento alla necessità di contenere l’emergenza sanitaria, e chi solleva critiche anche pesanti, solitamente facendo riferimento agli effetti, economici e sociali, delle limitazioni imposte. Lei cosa pensa?

Io personalmente trovo molto restrittiva l’indicazione di non uscire dai confini comunali nei giorni del 25 e 26 dicembre e 1 gennaio, però ritengo che i limiti da applicare vengano decisi in base ai dati: non penso, cioè, che l’interpretazione sia meramente politica e soggettiva, ma penso piuttosto che le decisioni vengano prese sulla base di una lettura oggettiva della situazione. A chi mi ha contattato chiedendo informazioni in merito a questa misura ho risposto che la normativa è molto chiara: se il motivo è quello di passare le feste con i parenti che abitano altrove, dal Comune non si può uscire. Certo che è un limite restrittivo, ma d’altra parte il numero dei contagi e dei decessi è ancora altissimo: di fronte a dati oggettivi, occorrono risposte chiare e ben definite. Per quanto riguarda il punto sulla chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, sono consapevole dei contraccolpi economici importanti che questo comporterà: per la Grande Mela questo significherà perdere diverse giornate di lavoro.

A proposito dei dubbi sulle normative, nella precedente intervista diceva che avreste riattivato il numero telefonico di riferimento per le domande relative all’interpretazione di decreti e ordinanze, oltre che per segnalazioni di carattere sociale.

Sì, lo abbiamo attivato questa settimana. Dal lunedì al giovedì, dalle 10 alle 12, è possibile chiamare lo 0456091290, per richiedere informazioni sulle norme vigenti, ma anche per richieste di tipo assistenziale, alimentare, farmaceutico o di prima necessità. Consiglio ai cittadini di utilizzare questo canale, perché ci sono due volontari a disposizione per rispondere alle loro domande. Nei casi di dubbi sull’interpretazione delle normative, invito ad usare questo numero, dato che è stato appositamente attivato, anziché mandare messaggi al Sindaco o chiamare la polizia. Abbiamo imparato i protocolli, impariamo anche le procedure comunicative: se il Comune ha istituito un canale di comunicazione, usiamolo.

Nelle interviste del sabato abbiamo parlato dei sacrifici di bambini e ragazzi, e anche del dramma della solitudine che vivono molti anziani. Anche i cittadini delle fasce generazionali intermedie però stanno pagando un prezzo alto. Cosa ne pensa?

I sacrifici riguardano tutte le fasce d’età. La fascia intermedia che ritengo possa andare dai 30 ai 65 anni in questo momento sta cercando di salvaguardare il proprio posto di lavoro e sta vivendo la quotidianità lavorativa in modo non sempre facile: chi lavora in presenza ha la paura del contagio, chi svolge la sua professione a distanza spesso si ritrova con tempi di lavoro notevolmente dilatati, poiché viene dato per scontato che chi è a casa è sempre online. L’altro aspetto da rilevare è quello economico: chi non ha uno stipendio sicuro e non ha una riserva si trova ad affrontare questa situazione con grande difficoltà. Va detto comunque che ci sono anche aziende che stanno lavorando molto, magari perché hanno avuto la possibilità e la capacità di cambiare in corsa la loro produttività adattandola alle esigenze del momento, ma ce ne sono altre che oggi sono messe a dura prova.

Lei ha giornalmente il quadro complessivo dei dati, con informazioni relative anche all’età dei contagiati. Vede dei cambiamenti rispetto alla prima ondata?

La curva dei contagi in età infantile si è alzata molto. A volte risultano positivi anche bambini della scuola dell’infanzia o addirittura del nido. Nei casi di sospetto a scuola, abbiamo classi intere che vengono sottoposte al tampone ed emergono delle positività, spesso senza sintomi, che rientrano però nelle tabelle dei numeri complessivi. E questa è una differenza rispetto alla prima ondata.

È iniziato il periodo degli acquisti natalizi, che possono costituire una boccata d’ossigeno per l’economia messa a dura prova in questi mesi. Qualche consiglio da dare ai cittadini?

Io penso che in questo momento occorra investire sul territorio, facendo compere nei negozi di vicinato o, comunque, del nostro centro commerciale. Penso che il messaggio più bello che possiamo dare sia proprio quello di acquistare nelle nostre attività. Abbiamo abili artigiani capaci di produrre ottimi regali e di farci fare bella figura. E quando pensiamo ai cesti di Natale o alle nostre tavole imbandite, ricordiamoci dei prodotti del territorio. Saranno pranzi e cene con pochi commensali, ma portare qualche prodotto locale, coinvolgendo le attività sonesi nelle nostre festività, ci consentirà di allargare il Natale alla nostra comunità. Mi allaccio a questa domanda per dire una cosa. Ci sono imprenditori locali che stanno chiedendo informazioni al Comune su come poter aiutare le persone in difficoltà del territorio: desiderano investire su acquisti di beni di prima necessità o card per la spesa gli importi che, negli anni precedenti, venivano invece investiti per cesti di Natale o confezioni regalo destinate a clienti e fornitori.

E lei, Sindaco, troverà il tempo per andare ad acquistare qualche regalo di Natale?

Ero convinto che, per le attività di organizzazione e gestione connesse a questa seconda ondata dell’emergenza, avrei potuto vivere un po’ “di rendita”, per così dire, dato tutto il lavoro che era stato fatto nella prima. Invece, devo dire che l’impegno lavorativo è molto più alto. Ci sono tante sere che rimango in municipio fino alle 22, anche per partecipare a videoconferenze che durano fino a quell’ora. In ogni caso, mi ritaglierò sicuramente il tempo per qualche acquisto natalizio e, ovviamente, lo farò sul nostro territorio, seguendo io stesso l’invito che ho rivolto ai cittadini.

Federica Valbusa
Nata nel 1988, coltiva la passione per la scrittura da quando era bambina. Da ottobre 2020 è Vicedirettore del Baco, per cui scrive da quando aveva 17 anni. Laureata in Scienze filosofiche all’Università San Raffaele di Milano, ha poi conseguito il dottorato di ricerca in Scienze dell’educazione e della formazione continua all’Università di Verona, dove ora insegna. È giornalista pubblicista, iscritta all’Ordine dei giornalisti del Veneto, e ha collaborato per dieci anni con il quotidiano L’Arena, come corrispondente per il territorio sonese.