Covid a Sona. L’intervista del sabato al Sindaco Mazzi: “Rispettiamo le regole per non trovarci come la Lombardia”

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L’inserimento della Regione Veneto fra le zone gialle ha fatto tirare anche a Sona un sospiro di sollievo, con la possibilità di godere ancora di alcune libertà che in altre parti d’Italia sono state notevolmente ridimensionate. Si tratta però di un sospiro di sollievo che, come ben sappiamo, potrebbe anche essere solo momentaneo, perché la nostra prospettiva del prossimo futuro non è radicata in una proiezione certa, ma è appesa a un filo di speranza: la speranza che le disposizioni attualmente in vigore per il contenimento del virus nel nostro territorio siano sufficienti per continuare a garantire la tenuta dell’organizzazione sanitaria.

Nel frattempo, la seconda ondata sta già avendo contraccolpi pesanti, sia dal punto di vista economico, con le difficoltà che si trovano ad affrontare oggi molte attività, che dal punto di vista sociale, con le prime richieste di aiuto alimentare che ricominciano ad arrivare in Comune. E mentre anche a Sona i controlli per il rispetto delle disposizioni normative si intensificano, il Sindaco Gianluigi Mazzi torna a fare appello al senso civico dei cittadini affinché la situazione possa essere affrontata con il giusto spirito di comunità.

Ascoltiamo il suo punto di vista nella tredicesima intervista dall’inizio dell’emergenza nel territorio sonese. 

Sindaco, può fare un commento sull’ultimo DPCM?

Anche Sona rientra in un’area dove le restrizioni sono più moderate e c’è maggiore libertà rispetto ad altre zone. È però fondamentale che le norme vengano applicate nel migliore dei modi, affinché si rimanga nella zona gialla. Vedo che molti non accettano i condizionamenti che vengono imposti dal Governo, ma se non ci sono una responsabilità diffusa e una collaborazione fra tutti rischiamo di finire come la Lombardia, con la chiusura della maggior parte delle attività economiche. Io chiedo quindi ai cittadini di impegnarsi a rispettare le regole, per mantenere una situazione che oggi, pur nella difficoltà, è più favorevole che in altre zone d’Italia. E vorrei aggiungere una riflessione sul coprifuoco: si tratta di un termine medievale che significava coprire le luci non solo per evitare di farsi vedere dal nemico ma anche per mettere in protezione le strutture di legno presenti nelle abitazioni; sentendo questa parola, la nostra mente corre invece alla seconda guerra mondiale, quando si ricorreva al coprifuoco per evitare i bombardamenti. Vorrei dire che oggi non dobbiamo concepire questo concetto in senso negativo, come una privazione di libertà, ma come un dovere che ci assumiamo per il bene di tutti.

Ha qualche raccomandazione da fare ai cittadini?

Durante il giorno, raccomando di limitare il più possibile gli spostamenti, attraverso una gestione del quotidiano che possa essere ottimizzata. E questo vale anche per il lavoro, dove è possibile. Cerchiamo di prevedere meno tappe fuori casa. Contemporaneamente, torniamo ad affidarci alle tecnologie per le videoconferenze e anche fra amici torniamo a privilegiare lo scambio telefonico. È vero che la presenza, la fisicità e lo stare insieme sono importanti nella relazionalità, ma in questa situazione di emergenza dobbiamo imparare a convivere con una gestione più online degli incontri. Il mio invito è quindi quello di cercare di riflettere su quali sono le modalità che meglio ci aiutano a ridurre i contatti.

E questa raccomandazione come si traduce nel suo lavoro e in quello del Comune?

Ieri mattina ho avuto un incontro con i responsabili del Comune e ho preteso che ci siano un potenziamento dei servizi online, una riduzione degli accessi al municipio e una maggior risposta telefonica. A breve faremo un investimento su un software che permetterà di fissare gli appuntamenti direttamente da casa e renderemo disponibile la gestione da casa di diversi servizi. Vorrei che da questa esperienza uscisse un ente capace di migliorare le performance di risposta ai cittadini. Il prossimo Consiglio comunale resta in presenza, perché la normativa lo permette, ma se lo scenario dovesse cambiare siamo già pronti per attivare la riunione online, sistema che stiamo già utilizzando con la Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 9 e con il Bacino Verona Nord che si occupa della gestione dei rifiuti.

Come vi state muovendo con i controlli per il rispetto delle norme?

Alla luce delle direttive arrivateci e condivise fra noi Sindaci, abbiamo deciso di effettuare dei controlli per verificare che le persone positive al Covid stiano rispettando la quarantena. La polizia locale non entrerà nelle abitazioni, ma verificherà la presenza in casa rimanendo ai cancelli. Ci viene infatti evidenziato che alcuni positivi non rispettano l’isolamento e girano per i paesi, un comportamento che io considero una follia. Apro tra l’altro una parentesi per dire che ci viene segnalato che ci sono dei cittadini positivi che non stanno gestendo i rifiuti secondo la modalità prevista: ci tengo a ricordare che nel caso di positività al Covid occorre attivare una modalità di gestione specifica, chiamando il numero 800125850 o scrivendo all’indirizzo e-mail emergenzacovid@serit.info. Faremo dei controlli nelle attività commerciali, per verificare che i dispositivi di protezione siano utilizzati in modo corretto, e prevediamo dei controlli anche nei luoghi di incontro dei ragazzi, che secondo alcune segnalazioni dopo scuola si trovano nei parchi e sulle panchine con le mascherine abbassate. Soprattutto nel caso dei ragazzi, chiediamo la collaborazione delle famiglie nello spiegare l’importanza di rispettare le regole e, in generale, io faccio appello ai cittadini affinché richiamino al rispetto delle regole chi vedono senza mascherina o con la mascherina usata male. In questo momento, anche far capire alle persone che stanno sbagliando è un modo di dimostrare il nostro senso civico.

Com’è la situazione nelle scuole nel territorio?

A Sona non c’è un’emergenza nelle scuole, la situazione è nella norma rispetto ad altri Comuni. Noi non abbiamo focolai né nella comunità né nelle scuole, i casi positivi sono tutti a livello familiare. Tuttavia, alla notizia di qualche alunno che è risultato positivo, si è scatenato un po’ di panico. Io capisco la preoccupazione dei genitori, ma li invito a considerare che la gestione scolastica è ben strutturata e li invito inoltre a porre attenzione ai protocolli definiti. E se un bambino sta male, non mandiamolo a scuola a tutti i costi, teniamolo a casa: cerchiamo di stare attenti anche a questo.

In base alle informazioni di cui dispone, come vede il prossimo futuro?

Dalle informazioni che mi sono state trasmesse, noi stiamo vivendo con un po’ di ritardo la stessa situazione della Francia e quello che dovrebbe accadere, se questa lettura dei dati viene confermata, è che fra una decina di giorni la curva dei contagi dovrebbe assestarsi e poi calare. Se applichiamo al meglio le regole, il Natale riusciremo a passarlo con una certa libertà. Se invece ci saranno delle negligenze e il rischio verrà sottovalutato, non riusciremo a gestire questa situazione nel migliore dei modi, e con le restrizioni andremo oltre. Ho l’impressione che il 3 dicembre come data di scadenza dell’ultimo DPCM non sia casuale: a ridosso di quella data infatti potremo capire se la curva dei contagi ha invertito la rotta oppure no.