Covid a Sona. L’intervista del sabato al Sindaco Mazzi: “Preoccupazione per la casa di riposo di Lugagnano e la Comunità Alloggio di Palazzolo”

Nel territorio sonese l’anno si è aperto con pesanti motivi di apprensione. Dopo la scoperta di ospiti e operatori positivi nella casa di riposo di Lugagnano, con un bilancio di contagi che nell’ultima settimana si è purtroppo notevolmente aggravato, è stata ieri resa nota l’esistenza di un altro focolaio: il Covid è purtroppo entrato anche nella Comunità Alloggio “Giubileo 2000” di Palazzolo, che ospita persone affette da disturbi psichiatrici. Queste notizie sollevano nuove preoccupazioni all’interno della comunità sonese.

Per questo motivo, abbiamo scelto di concentrare su questa situazione l’intervista del sabato al sindaco Gianluigi Mazzi, la ventunesima dall’inizio dell’emergenza e la prima di questo 2021.

Sindaco, partiamo dai numeri dei contagi nelle due strutture.
Purtroppo, nella casa di riposo di Lugagnano è morta una terza persona, e ora gli anziani positivi sono 21 su 35 attualmente ospitati (quest’ultimo dato, riferito al numero complessivo degli ospiti della struttura, resta uguale a quello precedentemente comunicato dal Baco, perché tiene conto di un recente nuovo ingresso, ndr). Sono inoltre saliti a 11 i contagi fra oss e infermieri. Nella comunità di Palazzolo, invece, la situazione dei positivi è la seguente: 12 ospiti su 18 totali, e 3 operatori.

Come vengono gestite queste situazioni?
Sono in contatto con la responsabile della casa di riposo per gli aggiornamenti quotidiani sulla situazione, che è grave ma – mi dicono – sotto controllo. Il personale sta operando al meglio. Non avendo mai avuto questa esperienza, all’interno della struttura si sono dovuti riorganizzare per far fronte, per la prima volta, a questo problema. Tutti i protocolli sono stati applicati, è stata disposta la divisione dei piani all’interno dell’edificio, e i positivi sono stati isolati così come i contatti stretti. Si è inoltre già ricorso alla sostituzione di alcuni operatori ammalati. Per quanto riguarda la struttura di Palazzolo, il focolaio è stato tempestivamente segnalato al sindaco, al Dipartimento Salute Mentale e al Sisp (Servizio di Igiene e Sanità Pubblica) dell’Ulss 9. Anche in questo caso la situazione è sotto controllo e tutti i protocolli previsti sono stati applicati. Fortunatamente, al momento, qui non ci sono casi gravi, e c’è anche qualcuno di asintomatico. Dopo la scoperta del focolaio, nella Comunità Alloggio “Giubileo 2000” è stata predisposta la modalità prevista per la gestione dei rifiuti, che quando ci sono casi di positività al virus diventano tutti speciali, mentre nella casa di riposo di Lugagnano questa organizzazione era già attiva.

Cosa può fare il Comune per essere di supporto?
Abbiamo già fornito mille mascherine ffp2 alla casa di riposo di Lugagnano, e ne forniremo altre 500 alla struttura di Palazzolo. Nel caso in cui, nella struttura di Palazzolo, la cucina dovesse trovarsi in difficoltà, possiamo consegnare i pasti attraverso la stessa società che li consegna nella casa di riposo e nelle scuole. Inoltre, la Protezione civile è a disposizione per portare materiali di cui vi fosse la necessità.

Anche alla luce di questa situazione, qual è il suo stato emotivo?
Non vedo la fine del virus. E mi dispiace fare questa affermazione, perché io sono tendenzialmente una persona ottimista. Avevo l’idea, in base a quanto era stato annunciato, che vi sarebbe stata una discesa dei contagi, invece a Sona la situazione rimane costante, anzi nelle ultime settimane è addirittura peggiorata. In questo momento, il nostro Comune è fra quelli con il valore percentuale più alto per quanto riguarda il rapporto fra numero di positivi e numero di abitanti.  E a chi dice che l’emergenza che stiamo vivendo è tutta una fantasia, io rispondo con un dato che mi ha colpito parecchio: dal 2000 al 2019 il numero dei decessi medio fra i residenti sonesi è stato di 115, mentre nel 2020 sono stati registrati 161 decessi; ciò significa che nell’ultimo anno vi è stato un incremento dei decessi del 40 per cento. Credo che questo dato debba far pensare.

È preoccupato per i due focolai?
Nella comunità di Palazzolo non ci sono persone anziane e, al momento, non vengono segnalati casi gravi, quindi il rischio mi sembra minore che nella casa di riposo di Lugagnano, alla cui situazione guardo invece con un po’ di preoccupazione. In nove giorni sono morte tre persone. Nei prossimi vedremo se i contagi si saranno fermati o se si aggraveranno ulteriormente.

Come ha reagito quando ha saputo del focolaio nella casa di riposo di Lugagnano, dopo che per mesi la struttura era stata fra le poche del veronese a restare immuni dal virus?
Come presidente della Conferenza dei sindaci del Distretto 4 dell’Ulss 9 sono all’interno della chat delle case di riposo, in cui si parla dell’organizzazione dei dispositivi di protezione individuale, dei tamponi e dei vaccini. Considerando la situazione generale, con emergenze evidenti in altre case di riposo, mi sono sempre chiesto come mai a Lugagnano ne fossimo ancora fuori. Avrei ovviamente preferito non accadesse quello che invece è poi accaduto, ma quando ho saputo del focolaio all’interno della nostra struttura ero purtroppo mentalmente preparato alla notizia.

Come procede la pianificazione dei vaccini nelle case di riposo?
Ora stanno vaccinando il personale degli ospedali, subito dopo toccherà a ospiti e operatori delle case di riposo. Le prime strutture saranno quelle Covid-free: Lugagnano lo era fino a poco tempo fa, invece purtroppo ora non lo è più. Quando toccherà alla Papa Giovanni Paolo II, si comincerà con ospiti e operatori negativi.