Covid a Sona. L’intervista del sabato al Sindaco Mazzi: “I medici di base stanno facendo un lavoro enorme, aiutiamoli”

Nel territorio sonese, la settimana si chiude con dati che sembrerebbero iniziare ad essere leggermente incoraggianti: c’è stata infatti una riduzione dei contagi e anche dei ricoveri.

Nonostante l’allerta sulla situazione degli ospedali veneti resti elevata, la Regione rimane in zona gialla, una condizione che, pur consentendo delle libertà maggiori rispetto ad altre parti d’Italia, chiede comunque ai cittadini un altissimo senso di responsabilità. È atteso per la settimana prossima il nuovo DPCM, che darà indicazioni anche su come si potranno trascorrere le festività natalizie.

Aspettando di conoscere le novità normative che verranno introdotte a livello nazionale, facciamo il punto della situazione a Sona nella sedicesima intervista del sabato al Sindaco Gianluigi Mazzi (nella foto di Mario Pachera).

Durante la prima ondata era stato attivato il Coc (Centro operativo comunale), che prevedeva un sistema organizzato di collaborazione fra amministrazione, ente comunale, servizi sociali e protezione civile per la gestione dell’emergenza. Al momento, il Coc, che era stato sciolto a fine maggio, non è ancora stato riattivato, ma intendete comunque rimettere in campo alcune azioni che in primavera erano risultate importanti. Vuole parlarcene?

Se il Veneto dovesse passare da zona gialla a zona arancione, eventualità che allo stato attuale non sembra possa accadere, riattiveremmo il Coc. Intendiamo però riavviare a breve, seppur in forma ridotta rispetto alla scorsa primavera, alcuni servizi. Innanzitutto, quello del supporto telefonico: dal lunedì al giovedì, dalle 10 alle 12, ci saranno dei volontari che risponderanno alle chiamate dei cittadini, per dare informazioni e chiarimenti sulla normativa in vigore. Ripartirà inoltre il servizio di supporto psicologico, per dare conforto a chi vive situazioni di solitudine o di disagio in questo periodo. Poiché ci sono dei cittadini che vogliono donare buoni spesa, riattiveremo con il SOS un conto corrente, che verrà comunicato a brevissimo, in modo che chiunque lo desideri possa fare una donazione per le esigenze alimentari, che saranno gestite dalle assistenti sociali. Sarà inoltre ripristinata la consegna a domicilio dei medicinali in tutte le frazioni; questa volta, si tratterà di un servizio che faranno direttamente le farmacie.

Più volte ha lamentato, anche durante queste interviste, il fatto che ci sono cittadini positivi che non hanno attivato per la gestione dei rifiuti il servizio previsto dalla Serit per i nuclei familiari con dei contagi. Com’è la situazione adesso? Cosa state facendo per incentivare l’utilizzo della modalità prevista?

Su quasi 200 cittadini positivi, in pochissimi stanno facendo la raccolta dei rifiuti nella modalità prevista per i casi di positività. Ricordo che questa specifica procedura di gestione va attivata chiamando il numero 800125850 o scrivendo all’indirizzo e-mail emergenzacovid@serit.info. Stiamo acquistando un software per l’invio massivo di sms e messaggi di WhatsApp, per comunicare direttamente con i cittadini positivi, indicando loro anche questa corretta modalità di gestione dei rifiuti.

In questo momento di pesante pressione sanitaria, anche a Sona qualcuno solleva dei malumori rispetto all’operato dei medici di famiglia. Cosa risponde a chi le manda lamentele di questo tipo?

Alcuni cittadini evidenziano al Sindaco dei malumori su come i medici di base stanno gestendo il supporto ai pazienti in questo momento delicato. Rispetto a questo, io rilevo che i medici sono troppo pochi per così tanti casi. Sono convinto che siano professionalmente molto preparati e che stiano facendo del loro meglio, ma la quantità di contagi li sta mettendo in difficoltà. Soprattutto alcuni anziani evidenziano una percezione di abbandono e, nei casi in cui questo risulta essere avvertito in modo significativo, invito i figli o i nipoti a segnalare la situazione innanzitutto allo stesso medico di riferimento, e poi se necessario anche all’Ulss o all’Ordine dei medici. Però mi sento anche di dire che questo per i dottori è davvero un periodo difficilissimo, e io sono certo che ce la stanno mettendo tutta per dare il supporto che riescono.

Lo abbiamo evidenziato più volte: l’emergenza sanitaria sta avendo pesanti contraccolpi a livello economico e anche sociale. Come state intervenendo rispetto a questo?

A supporto dell’economia locale è uscito un bando per un contributo a fondo perduto di 60 mila euro che lunedì, con una variazione di bilancio che sarà votata in Consiglio comunale, verrà maggiorato di altri 60 mila. Il contributo è destinato alle attività economico-produttive. Quelle che nei mesi di marzo e aprile hanno dovuto chiudere potranno chiedere fino a un massimo di 900 euro; a quelle che hanno comunque continuato con il servizio d’asporto o con la consegna a domicilio sarà invece riconosciuto un contributo ridotto del 30 per cento rispetto alla misura massima. Abbiamo inoltre ripresentato il bando per il contributo alle spese sostenute per l’acquisto di materiale scolastico: questa volta possono fare domanda non solo le famiglie degli alunni di primaria e medie, ma anche quelle degli studenti dei primi due anni delle superiori. Nello specifico il contributo riguarda le spese sostenute per la didattica a distanza, quindi per l’acquisto di strumenti informatici e tecnologici. Sempre lunedì in Consiglio comunale proporrò un emendamento alla proposta di bilancio riguardante un’integrazione di 95.577,38 euro, a seguito dell’erogazione da parte dello Stato di contributi per buoni alimentari.

Nell’intervista di sabato scorso, aveva parlato del dramma della solitudine che, purtroppo, in questo periodo storico così difficile riguarda molti anziani. E, parlando della situazione della casa di riposo di Lugagnano, aveva espresso dispiacere per la riduzione delle opportunità per i familiari di vedere i propri cari, dato che non solo non viene più consentita la relazione “dietro al vetro” ma stanno anche diminuendo le videochiamate. Consapevole delle difficoltà del momento, aveva riferito di aver comunque chiesto alla struttura di aprire qualche “finestra virtuale” in più sull’esterno. Ci sono novità in merito?

Questa settimana abbiamo fatto un incontro con i responsabili della casa di riposo di Lugagnano, per cercare una modalità di coinvolgimento delle famiglie, in modo che possano sentirsi più tranquille rispetto alla preoccupazione per la solitudine dei loro cari. In particolare, verranno periodicamente previsti degli incontri online, in cui gli operatori presenteranno alle famiglie le attività a cui partecipano gli anziani e il lavoro che viene svolto all’interno della casa di riposo. In questo modo, anche se la relazione online si è ridotta, c’è comunque l’opportunità di una interazione con la struttura.

In questi mesi di emergenza, la nostra quotidianità e le nostre abitudini sono state rivoluzionate in ottemperanza ad una normativa nazionale e regionale che non sempre però risulta facile da interpretare per i cittadini. Cosa ne pensa?

Sia i DPCM che le ordinanze regionali sono scritti in un modo che sembra spesso frettoloso e non definitivo, e il fatto che questi documenti non siano scritti bene solleva enormi problemi di interpretazione. Questo fa sì che molto del tempo di noi Sindaci sia speso a confrontarci fra di noi e con gli uffici sull’interpretazione corretta, anche per dare risposte ai cittadini che sollevano una serie di richieste e chiedono informazioni chiare. Si tratta di un tempo che potrebbe essere investito in altro: io ad esempio vorrei dedicarmi maggiormente alla gestione della situazione dei tamponi, affinché vengano fatti il più velocemente possibile e le risposte vengano comunicate in modo altrettanto veloce, visto che ci sono cittadini che lamentano dei ritardi negli esiti. Ecco, in generale penso che le normative nazionali e regionali dovrebbero essere scritte in modo più chiaro.