Covid a Sona: L’analisi settimanale dei numeri in rapporto ai Comuni veronesi

A distanza di qualche settimana dalla nuova diffusione del virus che tanto temiamo, il nostro animo è combattuto fra diverse sensazioni. Se guardiamo ai numeri che quotidianamente ci vengono forniti dagli organi preposti, la sensazione che proviamo è sicuramente di sconforto.

Se invece guardiamo ai numeri delle persone ospedalizzate (almeno per quello che ci è dato di conoscere) sembra che la malattia sia meno grave di quanto lo era questa primavera (circostanza testimoniata anche dall’inserimento del Veneto nella zona gialla): nella nostra regione gli ospedali non sono saturi e addirittura in uno degli ultimi DPCM è stato stabilito che se una persona, che è risultata positiva a un tampone, dopo 21 giorni di assenza dei sintomi della malattia, può ritenersi guarita e può tornare alle proprie occupazioni abituali (queste persone potremmo chiamarle, consentitecelo, “guarite per decreto”).

Per di più, anche a livello governativo si inizia a discutere di come distribuire un vaccino che forse arriverà entro la fine dell’anno… Beh, ci diciamo, qualcosa si sta muovendo e probabilmente la malattia è conosciuta meglio di quando è insorta all’inizio della pandemia, sicuramente si è osservato che, trascorso un certo periodo dalla sua insorgenza, il virus non è più aggressivo come lo è all’inizio dell’infezione (altrimenti non si spiegherebbero i “guariti per decreto”).

Dal nostro punto di vista, che, lo ricordiamo, è quello di fornire un’informazione il più precisa possibile circa l’andamento dell’epidemia sul nostro territorio, cambia che, oggi, essendo mutati i criteri con i quali vengono forniti i numeri degli “attualmente positivi” non possiamo più confrontare i dati di 15 giorni fa con i dati odierni perché è impossibile ricostruire lo storico dei “guariti per decreto”.

Inoltre, dobbiamo sapere che, siccome dal numero dei positivi non viene più sottratto il numero dei “guariti per decreto”, sicuramente i numeri degli “attualmente positivi” che ci vengono forniti sono più alti di quelli che in realtà dovrebbero essere se si tenesse conto di chi, pur non essendosi negativizzato al virus, non è più da considerarsi una possibile fonte di contagio.

All’inizio del nuovo metodo di rilevazione questa differenza sarà lieve ma, col passare del tempo e con l’aumentare del numero dei “guariti per decreto” rispetto alle persone risultate inizialmente positive al tampone, i numeri dei positivi, considerati per Comune, potrebbero discostarsi anche di qualche decina rispetto a quelli che sono effettivamente ancora pericolosi per la collettività. Che dire?

Ne prendiamo atto e sulla scorta dei dati che ci vengono forniti, proviamo a vedere come evolve la situazione nel nostro territorio, avendo cura di verificare che si sia utilizzato lo stesso parametro di conteggio dei positivi su tutto il territorio provinciale (cosa della quale è garante l’organo che provvede alla diffusione dei dati).

Per inciso, non è detto che questa nuova modalità di calcolo rimanga costante nel tempo, è possibile che la stessa sia nuovamente modificata, per decreto o per effetto della maggiore esperienza acquisita; lo ribadiamo: ai nostri fini la cosa importante è che l’indicatore preso come riferimento per mostrare l’andamento dell’epidemia sia costante nel tempo durante il quale viene fatta la rilevazione e sia uniforme sul territorio.

Detto questo, vediamo i numeri e l’andamento dell’epidemia in questa ultima settimana.

Tabella contenente i numeri, in valore assoluto, che ci sono stati forniti per i Comuni oggetto della nostra indagine (“Non sono riportati i casi con data fine sorveglianza passata, nemmeno se positivi, nemmeno se ospiti in casa di riposo o ricoverati. Quindi, fino a quando il report complessivo regionale li conteggerà non si potrà avere una quadratura perfetta” – “I tamponi rapidi positivi, che non siano ancora presi in carico, non compaiono nel report.”).

Indice delle persone positive al tampone per il Coronavirus e riportate nei report che ci sono stati forniti, rapportato alla popolazione residente sul territorio di riferimento (Popolazione residente / Numero Positivi).

Grafici che visualizzano l’andamento dell’epidemia con riferimento ai Comuni oggetto di indagine.

Sona e i Comuni limitrofi

Sona e i Comuni con più di 15.000 abitanti

Sona, Verona e media provinciale

Come si può vedere, pur essendo l’andamento dell’epidemia proporzionalmente molto simile in tutti i comuni presi a campione, il territorio di Sona continua ad essere un po’ più colpito rispetto alla media provinciale.

Se ci può essere di conforto, la curva dell’epidemia non sembra essere così ripida come ci si sarebbe potuto aspettare e ogni giorno ci sono dei Comuni nel cui territorio il contagio diminuisce; ieri per esempio, il numero delle persone con sintomi di Covid e quindi potenzialmente infettive, è diminuito nei Comuni di Arcole, Bardolino, Boscochiesanuova, Grezzana, Lavagno, Lazise, Oppeano (9 casi in meno rispetto a ieri!), Trevenzuolo e Vigasio.

Trovate tutte le notizie aggiornate e verificate sulla situazione della pandemia Covid nel Comune di Sona nella sezione speciale del sito del Baco.