Covid a Sona ed economia: I commercialisti Zandotti e Caparra sulla situazione delle nostre imprese

In questo momento storico quelle che erano le certezze che, forse, ha avuto chi ha iniziato ad approcciarsi al mondo del lavoro, dipendente o autonomo, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, paiono essersi dileguate.

Ci riferiamo alla crisi socio-economica e per certi versi anche politica susseguente all’emergenza epidemiologica del Covid-19, crisi che non ha risparmiato neppure uno dei motori trainanti dell’economia italiana: il nordest di cui il nostro territorio rappresenta un fedele spaccato.

A farla da padrone qui sono le piccole e medie imprese che, con una conduzione prettamente familiare, indipendentemente dall’assetto societario prescelto, hanno già dimostrato di saper reggere i consistenti urti della recessione del 2008 da cui, invero, non siamo tutt’ora completamente usciti.

Sulla spinosa questione ho voluto confrontarmi con due professionisti, commercialisti, che vivono ed operano nel nostro territorio.

A dei professionisti impegnati in tale settore, d’altronde, il punto di vista che spetta è privilegiato, non altrettanto il lavoro fisicamente e intellettualmente complesso cui sono chiamati.

Il commercialista Francesco Caparra (Foto Mario Pachera)

Il primo che ho incontrato è il dottor Francesco Caparra che svolge attività di consulenza contabile, finanziaria e fiscale sia per privati che per aziende.

In particolare, è su queste ultime che ho voluto concentrare la mia attenzione, visto l’importanza del ruolo che il mio interlocutore riveste nella ristrutturazione del debito delle stesse antecedentemente all’apertura delle procedure concorsuali.

Nel periodo intercorso tra il mese di marzo e quello di maggio, in cui i decreti governativi hanno imposto il fermo di molte attività commerciali e produttive o comunque ne hanno limitato in maniera considerevole l’esercizio, il dottor Caparra ha potuto rilevare una crisi di liquidità che si è riverberata sulla loro gestione quotidiana afferente il pagamento di fornitori e degli emolumenti dei dipendenti.

È stata riscontrata una perdita secca del fatturato intorno al 20% in quanto le imprese, come ci riferisce il dottor Caparra, “hanno subito questo stop nel periodo del secondo bimestre dell’anno che è il preciso lasso temporale in cui il fatturato dopo una normale contrazione inizia a risalire”.

“Le imprese, dalla più piccola alla più grande, però – ci tiene a sottolineare il commercialista -, sono prontamente ripartite”. Ciò che veramente secondo l’intervistato dovrà cambiare da parte degli imprenditori è la prospettiva su cui andranno a fondare le loro scelte, che, in base alla stessa domanda del consumatore finale, dovrà non più essere a lungo o medio termine, ma ancorarsi ad ogni singola settimana.

Anche se per lui stesso, non se ne vorrà a male di questo commento, sarà forse più dura di altri ragionare in tal senso visto che come presidente del C.d.A. della Nuova Vesalius S.r.l., società che gestisce il centro di via Pelacane a Lugagnano, ha dapprima con lungimiranza realizzato il centro analisi e ora sta per dare il via all’effettuazione dei tamponi per accertare la positività al Covid-19.

Il commercialista Josè Zandotti (Foto Mario Pachera)

Josè Zandotti, pure lui “storico” commercialista del nostro territorio, ha espresso il proprio convincimento in merito all’andamento della crisi economica soprattutto per le piccole imprese, sottolineando come la criticità maggiore sia rappresentata dalla eccessiva distribuzione degli utili da parte dei soci che costringe le stesse imprese nei momenti di difficoltà finanziaria a dover ricorrere al settore bancario per far fronte alle sopraggiunte crisi di liquidità.

Ci tiene a sottolineare, però, che “tale situazione non era minimamente prevedibile”, e in linea con quanto ci ha riferito il dottor. Caparra, che “le imprese sono ripartite e sono state in grado di reggere il considerevole urto legato alla situazione che si è venuta a creare, eccezion fatta per quelle che operano nei settori maggiormente colpiti dalle misure governative di arresto come quello della ristorazione”.

Altro aspetto toccato da questa chiacchierata sono stati i bonus assegnati, giudicati, per lo più inadeguati e conferiti “a pioggia” in maniera tale da creare un consenso politico ma non in grado di assolvere la loro vera e unica funzione che è quella di sostenere le attività in difficoltà.