Cosa non sono le Consulte di frazione di Sona

Con tre delibere consigliari, l’ultima dell’8 maggio 2021, hanno preso il via a Sona le Consulte di frazione, era una scelta organizzativa che l’amministrazione comunale in carica aveva indicato nel programma elettorale e quindi era attesa. Ma il loro avvio non è stato facile, per molteplici ragioni.

Il precedente della loro presenza a Sona, fra gli anni ‘80 e ’90 del secolo scorso, non consentiva paragoni e confronti facili. Il tessuto sociale da allora è cambiato radicalmente, i social e la plurima offerta dei programmi televisivi serali hanno cambiato le modalità di partecipazione dei cittadini.

I Consigli comunali con “il tutto esaurito” di cittadini interessati, i dialoghi su temi civici sui piazzali delle messe domenicali, le affollate assemblee pubbliche organizzate da associazioni e partiti, le scuole civiche formative, sono un ricordo di tempi che sembrano molto lontani.

Il compito, quindi, che attendeva l’iniziativa dell’amministrazione comunale non si presentava facile. Come era possibile interessare i cittadini ai temi amministrativi al punto da convincerli ad uscire di casa per incontrarsi sui temi del territorio?

Forse tentando di convincerli che ciò che veniva deciso da giunta e consiglio comunale “sopra la loro testa” poteva essere condiviso solo se fosse ritornata la partecipazione pubblica. Una provocazione: Se ai nostri giorni un commissario, un notaio o… un podestà reggessero i nostri Comuni al posto dei sindaci eletti, si noterebbe? E’ un quesito probabilmente mal posto, ma non è così azzardato.

La domanda conseguente è: perché le nostre società si sono mano a mano trasformate in agorà di amministrati, anziché di elettori? La variante essenziale per rendere veramente democratiche le scelte degli amministratori sta solo nella partecipazione dei cittadini, che da elettori dovrebbero farsi coinvolgere nei meccanismi. E le Consulte sono strumenti idonei per raggiungere questo obiettivo.

Il regolamento delle Consulte di frazione di Sona assegna loro, in sintesi, i seguenti compiti: rappresentare i bisogni della frazione, esprimere pareri sulle attività e sulle iniziative che interessano la frazione, esercitare la funzione propositiva, indicando i fabbisogni specifici della frazione.

Esprimere pareri e svolgere una funzione propositiva sono compiti importanti ma devono essere completati con l’identificazione degli spazi certi all’interno dei quali operare. Finora le Consulte hanno esercitato la loro attività soprattutto nel raccogliere ed elencare le carenze strutturali ed operative da addebitare alla gestione amministrativa o allo scarso senso civico di una parte di nostri concittadini. E’ un ruolo accettabile, ma secondario.

Le Consulte non devono esaurire il proprio impegno nel ruolo di trasmissione di lamentele e di proposte generiche, è necessario alzare il livello degli argomenti portati all’attenzione delle assemblee pubbliche organizzate dalle Consulte.

Per giudicare l’operato della giunta o del consiglio comunale è importante verificare come questi utilizzano gli strumenti di programmazione ed i mezzi economici a disposizione e se operano per migliorare la convivenza civica e valorizzare percorsi di sviluppo del territorio. Queste devono quindi essere le materie di cui dovrebbero soprattutto occuparsi le Consulte.

Prendere in esame i progetti in elaborazione in Comune e confrontare proposte alternative, mettendo in fila l’elenco delle priorità a livello territoriale è parte dei compiti delle Consulte. Raccogliere le proposte di pianificazione territoriale ed economiche provenienti dal variegato mondo associativo è parte dei compiti delle Consulte.

Un’attività così articolata, che non può che strutturarsi gradualmente, porterebbe ad un doppio risultato: fornire un utile supporto all’amministrazione comunale e cogliere l’attenzione dei concittadini, creando curiosità e stimolando quindi il desiderio di partecipare.

Le Consulte attualmente in attività, fra meno di due mesi decadranno, in concomitanza con la scadenza del mandato amministrativo del Consiglio comunale. Sarebbe una buona eredità se andandosene lasciassero per quelle del prossimo mandato amministrativo una modalità operativa avviata con successo e gratificata da maggiore partecipazione.

Per conoscere tutto sul prossimo voto a Sona consulta la sezione speciale del nostro sito dedicata alle elezioni amministrative 2023.

Renato Salvetti
Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come assessore e sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune ed è autore di pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.