Insegna qualcosa la morte della bimba di diciotto mesi dimenticata in automobile? Una riflessione da Sona

Lo ricordo ancora come fosse ieri e invece sono passati ormai 12 anni. Portavo la mia piccola dalla nonna, come ogni mattina, per poi proseguire verso l’ufficio. Un tragitto breve, da San Giorgio in Salici a Lugagnano. Il percorso di ogni giorno.

Ma quel giorno, quell’unica volta, quando sono arrivata a casa di mia madre mi sono accorta che non avevo allacciato le cinture di sicurezza della mia bambina di pochi mesi. In caso di incidente o più semplicemente di una brusca frenata a nulla sarebbe servito averla comodamente seduta sul suo seggiolino.

Panico. Come poteva essere successo proprio a me? Io così responsabile e premurosa. Io che mi sentivo una donna preparata ad essere mamma. Ancora adesso ho i sensi di colpa per quella stupida distrazione ma me ne sono fatta una ragione. Dormivo poco e male da mesi, mangiavo in maniera irregolare, lavoravo a tempo pieno, mi occupavo della casa…mi sono resa conto che mia figlia è un ulteriore impegno ma che non basta amarla alla follia per far andare bene le cose.

I figli ti devono costringere a stravolgere le priorità. Non devono entrare nel vortice della routine quotidiana. Non possiamo pensare sempre al futuro, proiettati in corsa verso quello che dobbiamo fare dopo se non siamo capaci di vivere il momento presente.

Dobbiamo imparare a rallentare. Questi sono i buoni propositi che mi ripeto ogni volta che sento notizie raccapriccianti di bambini morti per una distrazione dell’adulto che avrebbe dovuto proteggerli.

Ultima Tatiana, morta qualche giorno fa ad Arezzo a 18 mesi perchè dimenticata dalla mamma in macchina sotto il sole rovente. Sia ben chiaro, non giustifico. Queste cose non dovrebbero succedere mai. Sono situazioni quasi surreali. Purtroppo però accadono e spero che siano almeno di monito per tutti. Dobbiamo prestare più attenzione alla vita.

Voi cosa ne pensate?