Cosa già si sa (e cosa no) sull’avvio del prossimo anno scolastico in era Covid

L’inizio del nuovo anno scolastico in Veneto è previsto il 13 settembre, anche se la scuola dell’infanzia, come d’abitudine, riaprirà i battenti un po’ prima, il giorno 1.

Sebbene il Ministero dell’Istruzione si stia dando da fare per accelerare i tempi ed evitare i ritardi intollerabili nel reclutamento dei supplenti dello scorso anno, molte sono ancora le incognite su tanti aspetti organizzativi legati alle misure più opportune per il contenimento della diffusione del Covid-19 e della pericolosa variante Delta, che colpisce duramente anche i più giovani.

Il Governo ha stabilito che le attività didattiche si svolgano in presenza per tutti, anche per gli studenti delle superiori, che da fine febbraio 2020, insieme agli universitari, hanno dovuto adattarsi più degli altri a lunghi periodi di DAD, tornando solo parzialmente alla didattica in presenza, nella primavera scorsa e senza mai chiudere totalmente con le lezioni a distanza, con scaglionamento dei giorni ed orari di ingresso.

Quest’anno la volontà è quella di dire addio alla DAD, ad esclusione di circostanze eccezionali e di straordinaria necessità legate ad eventuali zone rosse o arancioni. Resteranno il distanziamento, l’aerazione continua delle aule e le mascherine. Come lo scorso anno, non sarà possibile frequentare con temperatura corporea superiore a 37,5 gradi o altri sintomi riconducibili al Covid-19.

Ci saranno invece delle novità in relazione alla quarantena. Se lo scorso anno scolastico non esistevano alunni vaccinati, quest’anno è verosimile aspettarsi una certa percentuale di studenti di età superiore ai 12 anni vaccinati già con una o due dosi a settembre. Dovranno fare la quarantena esattamente come i compagni non vaccinati, se si dovessero verificare casi di positività in una classe? Questo è ancora un punto di domanda.

Recentemente poi ha fatto discutere l’obbligo del green pass per il personale della scuola, anche se la stragrande maggioranza dei docenti e ATA è vaccinata e quindi in possesso del documento.

Il 23 luglio scorso, infatti, Zaia asseriva che “oltre l’ 80% degli insegnanti e del personale della scuola in Veneto è vaccinato: gli insegnanti hanno aderito in massa alla campagna vaccinale, non è vero quindi che non si vogliono vaccinare”. Nelle scuole veronesi, appena hanno potuto, quasi tutti i docenti si sono sottoposti alle due dosi di Astrazeneca, a partire dall’inizio di marzo. Sicuramente a fine agosto, dopo l’obbligo della certificazione verde per entrare in bar, ristoranti, musei e parchi, per tutte le categorie di lavoratori questa percentuale di vaccinazione è aumentata.

Di fronte ad un controllo, se sprovvisti di green pass perché contrari al vaccino e rifiutando il tampone, i docenti e gli ATA no vax verranno sospesi dal servizio e dopo qualche giorno si procederà a chiamare un supplente. Chi sosterrà il costo dei tamponi? Anche questo ha prodotto una certa preoccupazione iniziale, perché in un primo momento il protocollo del Ministero non appariva chiaro e sembrava la spesa fosse a carico delle singole scuole. Del resto, la mancanza di chiarezza delle indicazioni ministeriali non è una novità dell’era Covid-19: le scuole sono abituate da molti anni ad attendere circolari di chiarimento all’ultimo minuto o anche oltre.

Il nodo trasporti resta infine quello più difficile da sciogliere. Le norme stabiliscono che i mezzi arrivino all’80% di capienza, come avveniva la scorsa primavera. Essendo probabile la continuazione dello scaglionamento degli ingressi negli edifici scolastici, ATV prevede corse integrative, adeguando gli orari alle entrate ed uscite degli studenti. Ancora non si hanno molte informazioni però sugli abbonamenti scolastici. Sarebbe utile sapere a breve, infatti, se è previsto, come lo scorso anno, uno sconto per i mesi di lockdown in cui il servizio di trasporto non era stato sfruttato.

Il Ministero ha fornito rassicurazioni e provveduto a trasmettere ottimismo, ma non è tutto pronto per la ripresa delle lezioni. Sicuramente la situazione è più rassicurante dell’estate scorsa, quando si discuteva di banchi a rotelle e la didattica a distanza non poteva essere esclusa, ma sono ancora parecchi i dubbi e le incertezze sull’avvio dell’ anno scolastico 2021/2022.