Coronavirus Sona: Com’è cambiata la mia vita in questo ultimo mese?

Potrei cominciare facendo un lungo elenco di cambiamenti. Come tutti. Figli a casa, contatti sociali azzerati, attività extra lavorative dimenticate, movimenti fuori casa limitati al minimo. Senza volersi soffermare sulla questione redditi… io e mio marito siamo ambedue autonomi.

Non è però nella mia natura soffermarmi troppo su quello che manca. Scervellarmi su quello che sarà o non sarà. Se qualcosa ho imparato dalla vita è di preoccuparmi e di concentrarmi, sempre, non solo nella difficoltà, sull’essenziale.

Non sprecare energie fisiche e soprattutto mentali su cose che non servono e che non producono nessun beneficio. Anzi, causano solo stress e nervosismo. Ci provo, perlomeno. Quando mi accorgo che troppi pensieri inutili mi avvelenano la vita mi impongo di fermarmi e cerco di togliermeli dalla mente. Tengo solo i pensieri e le azioni che servono allo scopo. Specialmente in questi giorni, quindi, faccio il conto mattina e sera di tutto quello che ho e confrontandolo con altre situazioni, anche vicine a me, non posso che dire: “abbiamo così tanto!”.

Devo essere sincera, l’essenza della mia vita non è cambiata. Prima di tutto ho la mia famiglia vicina e siamo tutti in salute. Penso, per esempio, a chi lavora in ospedale che, oltre a rischiare letteralmente la vita, ha dovuto, magari, separarsi dai figli per non rischiare anche la loro. I miei genitori e i miei suoceri sono ancora sufficientemente autonomi, in grado di stare da soli ed accettare di non vederci, se non per la consegna al volo di un po’ di spesa. Chi ha genitori più anziani o ammalati, in questo momento che tutta la sanità è concentrata sull’emergenza è sicuramente in seria difficoltà.

Siamo costretti in casa, ma ho una casa abbastanza spaziosa che ha perfino il giardino. Abbiamo tutta la tecnologia che ci serve per comunicare con il mondo esterno e per passare il tempo. Immagino chi ha più figli in età scolastica che devono fare tutti videolezione la mattina. Avere uno strumento per ciascuno con traffico dati o il wifi domestico non è così scontato, a volte può essere veramente un problema.

Anche la forzata convivenza può diventare un problema. Gestire bambini piccoli chiusi in appartamento è una bella sfida. Ma anche avere il marito che gironzola sempre per casa e si interessa di aspetti della gestione domestica dei quali non si era mai nemmeno accorto può creare un certo nervosismo.

Anche per questo aspetto devo dire che non abbiamo subito particolari shock. I figli sono abbastanza grandi da capire ed accettare la situazione e per fortuna non sono ancora insofferenti alla vita in famiglia, il rapporto coniugale è consolidato. Non si sono esasperate tensioni precedenti perché fortunatamente litighiamo tutto l’anno. Nel senso buono del termine, ci diciamo sempre quello che abbiamo da dirci, magari non sempre gentilmente, ma sicuramente non ci teniamo le cose sullo stomaco.

In questo momento mi sembra di vivere in una bolla. Ascolto i notiziari, leggo il bollettino del Baco. Il numero dei contagiati, delle persone in terapia intensiva e dei morti è allucinante. Ma non riesco a far combaciare queste notizie con la mia realtà. Si parla di Padova, Brescia, Bergamo e Verona stessa, non di Wuhan. Eppure, se guardo vicino a me, la mia famiglia, i miei amici, i vicini di casa… nessun ammalato (finora).

Per questo non posso che considerarmi fortunata e lamentarmi mi sembrerebbe un’offesa per chi invece da settimane ha la vita veramente stravolta.

Vorrei poter fare qualcosa, ma mi sento impotente. L’unica maniera che ho, mi pare, è quella di seguire tutte le indicazioni che ci vengono date, mantenere un atteggiamento positivo, non spargere negatività e nervosismo, non appesantire il lavoro del Comune o dei Servizi Sociali. Stare in silenzio in un mondo che continua a parlare, parlare inutilmente. Se ognuno fa la sua parte, senza remare contro forse la situazione si alleggerisce per tutti.

Da anni ho fatto mia questa preghiera che mai come oggi mi ripeto e cerco di seguire:

Signore, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare; la forza ed il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare; e la saggezza di conoscerne la differenza.

Vivendo un giorno alla volta; godendo di un momento alla volta; accettando le avversità come la via alla pace; prendendo questo mondo così com’è, e non come lo vorrei io.

Manuela Taietta

About Manuela Taietta

Nata a Verona risiede a Lugagnano dal 1996. Sposata con Alessandro ha due figli, Matteo e Michele. Collabora nella gestione dello Studio Tecnico del marito. Amante della montagna, della vita all'aria aperta e della lettura.

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