Coronavirus: prosegue il lavoro della Sezione AVIS di Lugagnano, come di tutti i donatori del Comune di Sona

In questo drammatico periodo di emergenza sanitaria sono tante le componenti sociali che combattono al fronte. Una guerra per tutti e riteniamo giusto valorizzare i gruppi e le associazioni che in questa guerra, spesso in silenzio, sono in prima linea. Abbiamo chiesto alla Sezione AVIS di Lugagnano alcune riflessioni sulla loro attività, con particolare riferimento a questo periodo complicato.

Il dialogo a distanza è stato con il portavoce Pietro Valbusa, il quale ha precisato che la Sezione di Lugagnano è inserita nella grande famiglia AVIS nazionale ma ha un suo statuto per la consistenza e il lavoro fatto in tanti anni, 380 donatori e 700 donazioni annuali.

Valbusa tiene innanzitutto a precisare la collaborazione molto forte con i gruppi di donatori FIDAS presenti sul territorio comunale.

La prima domanda, e non potrebbe essere differentemente, è come si svolge l’attività del gruppo in questo periodo di coronavirus e in cosa si diversifica dal periodo precedente questa emergenza. Pietro Valbusa sottolinea che l’attività è proseguita bene, tranne un piccolo smarrimento iniziale della emergenza quando ancora non si sapeva che procedura attivare. Ma è stato solo un attimo per poi mettere immediatamente in atto la nuova procedura con il centro trasfusionale di Bussolengo, centro di riferimento dei gruppi di donatori di Sona ed è stato anche un po’ frenato lo slancio di donazioni perché la necessità di sangue è diminuita in questo periodo a causa della sospensione di alcune attività ospedaliere in favore della riorganizzazione dovuta alla nuova pandemia.

“E’ stato definito un protocollo dettagliato delle donazioni – prosegue Pietro Valbusa -, in forza del quale, ed è un punto importante, il centro trasfusionale riceve unicamente i donatori che hanno preventivamente effettuato la prenotazione con le modalità usuali, tramite il centro unico di prenotazione. Questo per evitare la presenza contemporanea di donatori nelle sale attesa del centro prelievi e garantire, pertanto, la sicurezza di tutti”.

Chiediamo quindi in merito alla cosiddetta territorialità del sangue, e dall’AVIS di Lugagnano chiariscono che “il centro trasfusionale di Bussolengo è in rete con gli altri centri nazionali e il sangue viene smistato alle regioni secondo le necessità. Il sangue si conserva solo per breve tempo e allora viene lavorato e diviso fra le componenti che possono essere conservate singolarmente per tempo più lunghi e utilizzate nei vari ospedali secondo le richieste”.

In questo periodo di emergenza sanitaria non c’è bisogno di molto sangue, come succede invece in altri eventi traumatici come ad esempio il terremoto. Ma esiste comunque la necessità di non fermare le donazioni per evitare che si creino emergenza. Quindi donare rimane un dovere per chi può farlo.

La Sezione AVIS di Lugagnano ha una sua pagina Facebook, il Direttivo tiene anche in questo periodo difficile le sue riunioni in videoconferenza ed è sempre in contatto con i donatori aderenti.

Valbusa, con voce ferma e serena tipica di chi fa le cose con testa e cuore come è stile dei gruppi AVIS del nostro territorio, esprime a nome del Presidente Danieli e di tutto il Direttivo un rammarico per la sospensione di tutti quegli avvenimenti di solidarietà verso la parte fragile della comunità, come la vendita delle uova pasquali e altre iniziative. Ma comunque il gruppo ha sempre fatto avere segni tangibili alle varie associazioni con cui tiene i rapporti.

Sono state inoltre sospese le varie attività sociali con gli altri gruppi come gli interventi educativi nelle scuole e di tipo sportivo con tutta la comunità di Sona ma purtroppo questa è la emergenza e il donatore ha ben chiaro la propria salute e quella della comunità. “Speriamo finisca l’emergenza per riprendere queste attività ma non ci fermiamo”, spiega Valbusa, e dal tono della voce c’è da crederci.

Buona fortuna e buon lavoro, amici dei gruppi Avis del territorio di Sona.

Trovate tutte le notizie aggiornate e verificate sulla situazione del coronavirus nel Comune di Sona nella sezione speciale del sito del Baco.

Renato Farina

About Renato Farina

Nato a Sona nel 1951 e ivi residente, sposato con due figlie, è stato Assessore dal 1985 al 1990 nel partito di De Gasperi e Consigliere Comunale dal 2003 al 2013 in liste civiche. Ha lavorato nel campo della formazione professionale ed ora come libero professionista nel settore della sicurezza (D.Lgs. 81/88). E’ da sempre impegnato come volontario nel mondo delle cooperative sociali e in altre associazioni di solidarietà Veronesi.

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